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PER GAZA ( di Stefano Olivieri)


Vorrei che a Gaza giungesse davvero un canto d’amore planetario impetuoso e solenne, un coro immenso fatto dalle voci dei cittadini comuni che vogliono la pace. Ognuno di noi da solo può fare poco o nulla, però un miliardo di voci può diventare un boato inarrestabile, un uragano in grado di spazzare via la guerra di Gaza e quest’ odio assurdo e inutile che uccide e fa uccidere. Vorrei che il sangue fin qui versato diventasse un lago di roccia inossidabile impossibile da nascondere, una lapide immensa con i volti e i nomi di tutti i caduti israeliani e palestinesi, un monumento alla stupidità umana così grande da poter essere visto dallo spazio celeste. Vorrei che gli uomini, i bambini e i vecchi non fossero costretti a scavare gallerie come i topi per difendersi dalla morte che arriva dall’alto, ora ormai anche dal basso. Vorrei che Dio, semmai esiste, facesse sentire adesso la sua voce severa costringendo tutti, vincitori e vinti, a una resa incondizionata. La striscia di Gaza potrebbe tornare a essere la terra meravigliosa e fertile descritta dai Vangeli invece della fabbrica di odio e morte, che dalla prima intifada fino alla scomparsa del nostro povero Simone Camilli, continua a macchiare di vergogna l’intera umanità. Ho sempre seguito con grande passione, e purtroppo anche con un enorme senso d’impotenza, la vicenda di questo sciagurato conflitto, e da autore proprio su Gaza ho scritto un romanzo dove, pur da agnostico convinto, sono stato costretto, per riuscire a mettere la parola fine, a fare intervenire qualcuno al di sopra di questi capi bellicosi e stupidi, che sono tanto bravi nell’iniziare le guerre ma del tutto incapaci nel chiuderle. Si vis pacem, para bellum, scrissero i romani. Non c’è niente di più falso e di più dissennato, l’unico modo di ottenere la pace è distruggere le armi e detronizzare chi quelle armi governa per uccidere. Non c’è scampo alla morte, mentre la vita offre infinite opportunità a chi voglia vivere in armonia fra diversi. Crediamoci e schieriamoci tutti per una pace senza condizioni. Se la politica tentenna che si muovano i popoli interi.

























Pubblicato il 16/8/2014 alle 15.10 nella rubrica Ambiente.

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