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GRILLO A PARTE (di Stefano Olivieri)



Prima c’era Berlusconi, adesso Grillo. Ma quando potremo vedere i media interessarsi dell’agenda vera di questo paese? Scivoliamo rapidamente verso il terzo mondo e continuiamo a vedere giornali e tv pieni di gossip parapolitico, che non è neanche così divertente da farci dimenticare questa brutta crisi. Le famiglie, tante famiglie, oggi più di ieri certamente, hanno i conti in rosso e urgenze da affrontare in modo rapido e pragmatico. Il lavoro che non c’è, i debiti da sanare, il pane quotidiano sempre più caro, il futoro dei figli. E i contratti di lavoro sono fermi da più di sei anni. E invece si parla di Grillo, quello che tiene soltanto per  quella che sul suo blog ha chiamato Italia B, quella dei lavoratori autonomi, zelanti e virtuosi nel pagare le tasse!

Quel che più manda in bestia è il fatto che non si sta diventando poveri tutti insieme, perché quella parte del paese che della crisi ha approfittato per fare ancora più affari è ancora tutta lì, arrogante e impudente.

Perciò, per favore, non parliamo più di Grillo, c'è altro. Le due fondamentali urgenze del paese sono il lavoro che non c’è e il riequilibrio fiscale, vorrei che i media bastonassero ininterrottamente governo e politica tutta affinchè di questo si parli finchè non si sia fatto qualcosa di concreto, a cominciare da un indispensabile prelievo forzoso dalle tasche troppo piene. Perchè se anche i poveri diventeranno evasori, forzati dalla effettiva mancanza di denaro, la pompa idrovora del governo, orientata sempre dalla stessa parte, non pescherà più nulla e si romperà.
Per far ripartire rapidamente il mercato interno la classe più disagiata economicamente DEVE essere ritirata su, e con riforme sistemiche, non provvedimenti una tantum. A Grillo, che si accalora sulla nuova legge per il finanziamento dei partiti e la chiama legge truffa, vorrei ricordare che non l’ho visto, prima delle elezioni, colpire con altrettanta durezza chi, in questi ultimi vent’anni, si è circondato di leggi truffa per difendere i suoi interessi personali. Ma a Grillo, evidentemente, interessava soltanto abbattere Bersani e non c’è dunque bisogno che oggi chiarisca che il suo movimento non è di sinistra, ce ne siamo accorti da tempo. E per fortuna se ne è accorto anche chi, da sinistra, lo ha votato alle ultime elezioni politiche.

Stefano Olivieri
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Pubblicato il 1/6/2013 alle 16.29 nella rubrica Politica.

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