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CHI HA TRADITO CHI? (di Stefano Olivieri)



Prima o poi sarebbe accaduto. Che la fusione fredda di Margherita e Ds nel PD non abbia mai fuso una beneamata ceppa lo si sapeva da un pezzo. Tant'è che Rutelli, la Binetti, Ichino e tanti altri se ne sono andati. Che il PD da tanto non fosse nè carne nè pesce, lo si sapeva anche. Il partito liquido di Veltroni è stato un alibi per ignorare i problemi, la verità oggi, chiara finalmente, è che quel termine "democratico" è abusato e sopratutto abusivo.

Che cosa sia il PD e chi intenda rappresentare oggi è una domanda dalle troppe risposte. Molte fra loro contrastanti. Ha imbarcato imprenditori che lo hanno usato come taxi, per poi collocarsi altrove. Ha fatto pari e patta fra impresa e lavoro ma di fatto, almeno negli ultimi anni, ha privilegiato l'impresa, se non altro nelle scelte legislative (leggi governo Monti). ha cambiato segretari con le primarie addomesticate, perché i signornessuno neanche con le primarie sono intercettati, se già non fan parte di qualche cerchio magico.

E poi, ci sono le anime nere, i vecchi rancori, la saga infinita della guerra incrociata fra l'apparato e l'aria fresca che tenta di entrare. Ha poco senso oggi fare la lista dei buoni e dei cattivi perché questo partito è morto e va rifondato. E' inutile accanirsi, lo dico a Bersani o a quel che resta di lui e lo dico a Renzi: il PD non è di nessuno di voi, semmai è degli elettori italiani che lo hanno votato. Questi elettori secondo me nella gran parte sono di sinistra e ben oltre le posizioni della segreteria, ma siccome non è dato saperlo se non attraverso le elezioni, la cosa più giusta sarebbe quella di dichiarare morto e sepolto questo partito e il suo simbolo, per tutti.

Dopo di che, ciascuno scelga la sua strada e se ha grano da macinare, farà pane. 
L'ho scritto qualche settimana fa, facendo la sibilla cumana: tutta la quota di sinistra del PD si allei con SEL e fondi ITALIA BENE COMUNE, un bel partito di sinistra che guardi prima di tutto al lavoro e ai diritti. 

Gli altri, Renzi e i suoi, Dalema e i suoi, e via discorrendo, facciano ciò che reputano meglio. 
Ma non parliamo più di PD e sopratutto facciamo in fretta, perché le elezioni sono dietro l'angolo e il popolo democratico attende di avere finalmente un riferimento stabile e inequivoco.

E che, per dare il primo segno, questa parte del PD che ha il cuore a sinistra voti Rodotà, in blocco. Ehi, Bersani: chi ha tradito chi? 


Stefano Olivieri
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Pubblicato il 20/4/2013 alle 8.30 nella rubrica Politica.

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