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PRESIDENTI DI UN'ITALIA PIU' POVERA (di Stefano Olivieri)



Chiunque sia, il prossimo sarà il Presidente di un’Italia più povera e affannata. Che in percentuale sempre crescente ha ormai  il problema del pane quotidiano, e sta perdendo la voglia di sognare.

Il prossimo Presidente della Repubblica andrà a sedersi su una polveriera. Siamo da quasi due mesi senza governo e in molto più di metà del paese il reddito pro capite precipita giorno dopo giorno. I giovani, le donne, i pensionati. La crescita inarrestabile della disoccupazione, che svela il vero scopo della riforma Fornero, quello di creare manovalanza a prezzo sempre più basso distruggendo regole e tutele. C’è un gran pezzo d’Italia che non cresce per fame, per mancanza oggettiva dei requisiti minimi che qualsiasi crescita dovrebbe avere. Chi si è approfittato della crisi – e continua ad approfittarne – ha ormai raschiato il fondo della botte e presto si dirigerà altrove perché l’azienda Italia è un morto che cammina. Il governo che ancora non c’è non potrà più rivolgersi ai soliti noti per raddrizzare il bilancio, perché anche la classe media è entrata in sofferenza. Serviranno altre misure, da rivolgere a chi potrà sopportarle, e occorre fare in fretta prima che la disperazione faccia scoppiare i fuochi.

Siamo oltre la metà di aprile e fra breve si dovranno versare le tasse e l’Imu. È facile prevedere quanto e come quest’anno la disobbedienza fiscale crescerà, per necessità. In quest’esercito di disperati si nasconderanno ancora meglio gli evasori fiscali incalliti, se non li prenderemo prima. Se lo Stato non darà un segno, forte, di presenza e autorità.

Non possiamo essere all’infinito l’Italia dei furbetti. I giornali tedeschi hanno senz’altro interesse di bottega a dipingerci così, come i “chiagne e fotte” del mediterraneo, ma la verità è che lo squilibrio fra ricchi e poveri non è stato mai così corte nel nostro paese come adesso. Ci riflettano su, i poveri che votano ancora Berlusconi. E i sognatori che hanno votato Grillo, sperando di voltare davvero pagina. Perché a causa di Grillo quella pagina si è fermata al 24 di febbraio, tutte le altre ci si sono incollate sopra.

Il prossimo Presidente della Repubblica. Il prossimo Presidente del Consiglio. Aspettandoli questo paese muore e il primo capopolo d’accatto potrebbe, vorrebbe beccarsi alle prossime elezioni i voti di tutti. E infatti sono già in due, Berlusconi e Grillo, a chiedere senza pudore il 51 %., ben sapendo che un partito dal 51 % puzza già di regime ancora prima di arrivare al governo.

Italia mia, stai attenta, scegli la strada della ragione. La democrazia non prende mai scorciatoie perchè è sacrificio quotidiano, è coraggio, è fiducia in se stessi e nei compagni di viaggio. Purché siano quelli giusti.

Stefano Olivieri

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Pubblicato il 17/4/2013 alle 12.26 nella rubrica Politica.

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