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SILVIO RITORNA ( di Stefano Olivieri)



La prima volta scese in campo per salvare il paese e lo giurò sui suoi figli. Ora, a settantasette anni suonati, che è poi l’età media dei deceduti in Italia, si tuffa di nuovo nella mischia per salvare il suo partito. Apprezziamo lo sforzo di sincerità e tuttavia sproniamo il cavaliere, almeno stavolta, a non mentire agli elettori. Dopo tutto quello che è successo, dopo i bungabunga, dopo le cricche dei G8, dopo l’Aquila, dopo il “presidente a tempo perso” sussurrato in aereo alle sue badanti, dopo Mills e Ruby sarebbe il caso di dire, una volta tanto, che si deve scendere in campo per salvare, come sempre è stato, i propri personalissimi interessi. Che è poi il brand culturale, se mi si passa il termine, più gradito in chi in Berlusconi vede appunto l’anfitrione del fancazzismo nazionale, del menefreghismo fatto persona, dell’antistato in una sola parola.

Si presenterà con un aquilone fresco di bucato in mano, circondato dalle forze fresche, quei giovani (meglio dire: quelle giovani) di cui ha amato circondarsi in questi anni in parlamento (così li paghiamo noi). Facciamoglielo fare, tanto lo farebbe in ogni caso. Riavremo il suo bel faccione sui manifesti, che ci sorride e ci indica la strada per uscire dalla crisi. Il mondo intero ha riso di noi per anni, se tornasse a ridere non farebbe neanche più notizia. Facciamone un duce con tanto di divisa, il nero se ricordate lo indossava già da tempo. Che Monti si faccia pure da parte, il suo lavoro sporco per spianare il ritorno del cavaliere lo ha compiuto per bene. Alla sinistra, se riesce a farlo, il compito di organizzare la rivoluzione. Altrimenti ci organizzeremo da soli.

Stefano Olivieri
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Pubblicato il 15/7/2012 alle 10.16 nella rubrica Politica.

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