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DA CHE PARTE STARE ( di Stefano Olivieri)

 


Non chiedo da dove veniamo, arriverebbero fischi e sberleffi. Non chiedo neanche dove andiamo, visto che il governo che tiene al momento le redini del paese è composto da tecnici non eletti dagli elettori, e si compiace finora dell’appoggio dei due maggiori partiti.

Mi rivolgo appunto a uno di questi due, al PD che ho votato. Da che parte stiamo caro PD? I nodi stanno venendo tutti al pettine, uno dietro l’altro. Sul lavoro, le sue regole e le sue tutele. Sul fisco, che strozza sempre di più la classe lavoratrice a reddito fisso. Sull’ambiente e sull’energia, perché sento fare discorsi strani dai ministri in carica e nessuna obiezione da sinistra.

Questo paese non ce la farà a sopportare le tasse previste. Non ce la farà a sopportare la benzina a due euro al litro. Non ce la farà a sopportare il blocco dei contratti ancora a lungo. Monti fa i conti senza l’oste, sarà pure benvoluto all’estero ma è molto, troppo prudente con l’Italia dei ricchi, delle corporazioni, dei potenti. E mena giù deciso su chi non può difendersi.

Comincio a pensare che preferisca tirare la corda perché ha intenzione di spezzarla. Ma quando la corda si spezzerà, caro PD, vedi di stare dalla parte giusta, perché saranno momenti molto, molto difficili per il paese.

Stefano Olivieri
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Pubblicato il 17/3/2012 alle 17.33 nella rubrica Ambiente.

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