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IL COLPO DI CODA DEL CAIMANO (di Stefano Olivieri)


Tutti oggi a chiedersi perché lo spread continua a salire. Eppure Monti, con grande semplicità, lo ha spiegato: per troppo tempo – e lo stiamo ancora facendo – l’Italia si è guardata la punta dei piedi invece di osservare la strada, davvero impervia, davanti a lei. Abbiamo dovuto, o voluto, non so, inseguire per anni un premier che mentre proclamava di occuparsi dell’Italia si faceva i suoi affari militarizzando parlamento e governo nella promulgazione di leggi ad personam. Non è esattamente un comportamento da cicale svagate, quello della parte di italiani che berlusconi non lo hanno mai votato visto che avevano ben capito dove si stava andando a finire, ma l’effetto è stato lo stesso: l’intero pianeta ha cominciato a chiedersi che tipo strano di cittadino fosse quello italico, che pur lamentandosi non riusciva mai a scrollarsi di dosso Berlusconi mentre il paese andava all’inferno.

 

E adesso che siamo finalmente riusciti – incrociamo le dita affinchè Monti sciolga la riserva – a far sloggiare da palazzo Chigi il presidente “a tempo perso” con la sua corte dei miracoli, ci piacerebbe certo constatare che tutto cambia all’improvviso, ma non è così semplice. Ricreare un’immagine decente dell’Italia, del suo lavoro, della sua gente all’estero sarà un’impresa ardua, e non per l’imperizia del prof. Monti, che non è certamente uno che si perde in chiacchiere. Il problema vero è che la politica italiana per prima continua a fare acqua, a cominciare da quella irresponsabile ex maggioranza di governo che invece di coprirsi il capo di cenere e assecondare al massimo il tentativo del presidente incaricato, non fa altro che mettersi di traverso. Il “cupio dissolvi” di Berlusconi si è concretizzato l’altra sera, con il video prodotto e mandato in tv proprio mentre erano in pieno svolgimento le consultazioni per il nuovo governo. Al di là dello sgarbo istituzionale – Berlusconi ci ha purtroppo abituato a ben altro – il gesto dell’ex premier è come un “pizzino” recapitato ai parlamentari pdl : io ci sono ancora e intendo dar battaglia, attenzione a non appiattirvi troppo su Mario Monti. E ha addirittura insinuato il dubbio del colpo di stato effettuato da Napolitano, quando ha affermato che si  era fatto "generosamente" da parte pur avendo ancora la maggioranza in parlamento. 

 

Valutate voi quale possa essere l’effetto combinato di questo gesto con il disimpegno dell’altra parte dell’ex maggioranza, quella Lega che durante il governo Berlusconi si è tappata il naso facendo passare di tutto e oggi si scopre improvvisamente schizzinosa al punto di scegliere di stare all’opposizione. Berlusconi che si proclama “generoso” ma dice di non voler stare a guardare, Bossi che addirittura sceglie l’opposizione ( un bel siluro a Maroni, che avrebbe certo scelto di collaborare con Monti), se manterranno queste posizioni non faranno nemmeno partire il governo Monti. Con risultati disastrosi per il nostro paese. La Lega è scesa nei consensi popolari di almeno 4 punti e continua a precipitare, così Bossi sceglie il male minore: elezioni subito e salvare almeno lo zoccolo duro, quello secessionista. L’anno prossimo in primavera c’è un importante appuntamento elettorale amministrativo ed è lì che già si concentra l’attenzione del capo del carroccio, altro che bene della comunità nazionale.

Il PDL, da parte sua, finirà per implodere perché il cerino acceso in questo modo è probabile che resti nelle mani di Berlusconi: il PD non accetterebbe mai di condividere da solo l’appoggio concreto ( senza tatticismi come astensioni alla Camera e non partecipazione al voto al Senato) al governo Monti; ancora meno l’IDV di Di Pietro, che ha accettato di “andare a vedere” ma con riserva, l’aria che tirerà.

 

Detto questo, continuare a chiedersi come mai i mercati continuano a essere cauti e lo spread a salire è come guardare il dito invece della luna. Anche io sono stato costretto in questo articolo a tornare sul teatrino italiano e invece dovrebbe essere sforzo di tutti pensare davvero alle cose concrete, ai rischi ma anche alle opportunità che il domani ci può riservare. L’Italia è un grande paese e deve riuscirlo a dimostrare, ma occorre serenità di giudizio e fiducia nelle nostre risorse. Se continuiamo a piangerci addosso saremo seppelliti dalle nostre stesse lacrime.

 

Archiviamo Berlusconi, facciamolo tacere con le buone o con le cattive, non preoccupiamoci più di lui. Lo chiedo soprattutto ai parlamentari PDL e agli elettori che da destra aspirano a un paese migliore. Dovreste aver capito che Berlusconi non ha mai fatto per voi, lui inseguiva il sogno del primo sceiccato europeo, voi pensavate alla seconda repubblica. Adesso cerchiamo tutti insieme di ricostruire il paese, per favore, i sacrifici saranno più leggeri per tutti se tutti sentiranno di far parte della stessa squadra.

 

Stefano Olivieri

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Pubblicato il 15/11/2011 alle 8.57 nella rubrica Ambiente.

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