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IL GOVERNO? UNA MENSA AZIENDALE ( di Stefano Olivieri)

Il governo diventa una mensa aziendale e i buoni pasto li fornisce direttamente il premier. Un paio di post fa ho pubblicato una vetrina di saldi con quattro scilipotini in bella mostra ma mi sbagliavo, servirebbe una vetrata lunga almeno venti metri per il marketing che si va aprendo in queste ultime ore.
Che il premier fosse ricattabile per le cose che tenta di fare con il suo pistolino già lo sapevamo. Le ragazze che lo circondano sono abbastanza furbe e da tempo hanno capito di aver incontrato sulla loro strada babbo natale. Le descrizioni delle seratine eleganti del cavaliere hanno fatto il giro del mondo e l’Italia del bungabunga ha purtroppo preso il posto di tante altre cose di cui andavamo e andiamo fieri.
Il premier pensa che tutto sia merce e dal momento che è ricco sfondato, tutto ha cercato di comprarsi. Le intercettazioni fra lui e Saccà quando vacillava il governo Prodi ci hanno descritto molto dettagliatamente in quanti modi si possa camuffare l’acquisto di un parlamentare. In questi ultimi dieci anni, di cui otto sotto la sua presidenza, molti parlamentari hanno cambiato casacca diventando più o meno “responsabili” soltanto di se stessi, non certo più della delega ricevuta dagli elettori. È effetto, il più rognoso e infame, della legge Calderoli, che ha trasformato il parlamento in un votificio, tutti lì a premere il pulsante all’ordine del padrone.
 
Ora è finita e l’esercito dei camaleonti è in agitazione. Chi scrive lettere, chi si trasferisce nel gruppo misto, chi rilascia dichiarazioni, chi decisamente si trasferisce altrove, per esempio da Casini, albergatore affabile e riconoscente.
 
E allora Berlusconi si ricorda di essere l’unto del Signore e procede alla moltiplicazione dei pani e dei pesci. Dopo aver ipertrofizzato il suo governo appena poco tempo fa con una bella infornata di new entries responsabili, ora li farà dimettere perché si deve fare posto a tavola per altri. La scena è davvero da fine impero perché mentre il governo si va sgretolando, nascono drappelli di sottosegretari pronti ad aggrapparsi alla nave che affonda e ad arraffare fino all’ultimo momento un po’ di briciole di potere. Briciole, per inciso, che paghiamo noi, mica il cavalier Berlusconi. Così come abbiamo pagato le sue giovani badanti ben sistemate dal parlamento italiano a quello europeo, o negli enti pubblici, on alla presidenza del Consiglio. L’infiltrazione è stata così capillare e sistematica che ci vorrà uno spoil system di quelli davvero seri per derattizzare tutto, dalla Rai ai ministeri, quando arriverà il momento.
 
Che arriverà presto, molto presto. Io ho già avvisato casa del mio day after: mi prenderò due giorni di ferie dal lavoro e andrò in giro nudo con l’impermeabile a terrorizzare le vecchiette che dieci anni fa hanno votato Berlusconi dicendo: “È tanto una brava persona, lasciamolo provare!”.  E se mi arrestano dirò che sono nipote di Mubarak.
 
Stefano Olivieri
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Pubblicato il 6/11/2011 alle 19.58 nella rubrica Politica.

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