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PDL, ROMPETE LE RIGHE (di Stefano Olivieri)


Lavitola in esilio forzato, Tarantini che, dietro le sbarre, scioglie la sua lingua giorno dopo giorno. Le badanti del premier in libera uscita, ormai i giornali di gossip (e non solo) non riescono più a stare dietro a tutte le rivelazioni, le ragazze si contendono a colpi bassi la pala di “preferita” del sultano, la Minetti passeggia per via Montenapoleone con una t-shirt che porta una scritta che è tutto un programma: “ Senza T-shirt sono anche meglio”.

Insomma il “rompete le righe” attorno al premier è ormai palese, visibile e non più ristretto al parlamento. Ghedini non ce la fa più a tamponare, e i colleghi ad aiutarlo in questo ingrato compito sono sempre di meno. C’è perfino qualche dubbio che non possa passare al Senato la farsa, in calendario proprio in questi giorni, del voto su Ruby nipote di Mubarak. E sulle intercettazioni pesa come un macigno il NIET categorico del Quirinale.

Dunque è questione non più di mesi ma di settimane o forse giorni, ma il PDL imploderà fra breve, o forse si scinderà in due tronconi assottigliando i fedelissimi del cavaliere. Dopo essersi fortemente ridimensionato nell’opinione pubblica ( ormai è nettamente dietro il PD quanto a consensi) il partito del predellino fondato dallo statista più bravo degli ultimi 150 secoli si sta sciogliendo come un pupazzo di neve al sole. Il suo fondatore non tira più, non ha più il tocco di re Mida, anzi esattamente il contrario. Da "utilizzatore finale" è diventato "utilizzato", un limone spremuto fino all'ultima goccia da chi ha capito che ormai è un deadmanwalking, un morto che cammina, politicamente parlando, naturalmente. L’ultima speranza per il partito di maggioranza dell’esecutivo è che Casini faccia un’opera di carità, ma gli ultimi sondaggi mostrano come l’UDC sia per certi versi ancora più aguerrita del PD nel chiedere la testa di Silvio Berlusconi.

Si avvererà probabilmente la profezia di uno che lo conosce bene, quel Feltri che pure tanto lo ha aiutato: “Berlusconi cadrà sulla gnocca”. L’organo sessuale femminile è di fatto diventato la valuta ufficiale nella fittissima rete di relazioni e di affari che lega il nostro presidente del consiglio alle cricche di stato e al mondo del malaffare. L’altro ieri, in consiglio dei ministri, esasperato dalle intercettazioni ne ha sparata un’altra delle sue, affermando che l’87 %  degli italiani è intercettato e dunque un decreto anti intercettazioni sarebbe gradito alla stragrande maggioranza degli elettori.

Vorremmo sommessamente ricordare al premier che, visto che in primis vengono intercettate persone in odore di reato, dunque presunti delinquenti, ciò vorrebbe dire che più dei quattro quinti degli italiani sono potenziali criminali. Per fortuna così non è, il fatto è molto più semplice: le sue frequentazioni, telefoniche e non, sono non proprio irreprensibili se finiscono nei tracciati telefonici a disposizione delle procure. Come a dire che chi pratica con lo zoppo ( o delinquente che sia), prima o poi potrebbe imparare a zoppicare (ovvero a delinquere). Ebbene, a gran parte degli italiani - giudici a parte - pare che il premier accusi una certa zoppìa, da qualche tempo. Sarà forse necessario un altro lifting?

Stefano Olivieri

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Pubblicato il 15/9/2011 alle 14.18 nella rubrica Politica.

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