Blog: http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

Manovra: mazzate sui piĆ¹ deboli e niente crescita ( di Stefano Olivieri)

La cifra di quest’ultima manovra anticrisi la da Cicchitto: “Ci siamo messi al riparo”. A parte che non è vero, è l’affermazione che tradisce l’approccio culturale di chi vuole soltanto difendersi dalla crisi e non bensì aggredire le sue cause e combatterle: in questa manovra non c’è crescita, anzi, a detta di due dei più autorevoli esponenti fra gli amministratori locali del centrodestra, Formigoni e Alemanno, è addirittura recessiva, colpisce gli strati sociali più deboli, fa vaporizzare del tutto il federalismo fiscale tanto sbandierato fino a qualche mese fa come talismano per la crescita.
 
Niente tasse su mobili e immobili. Ricconi e gaudenti possono dormire fra due guanciali, nessun provvedimento li toccherà. E anche la casta politica può continuare a mangiare tranquillamente, almeno fino alla fine di questa legislatura. Vien da ridere ( per non piangere) a pensare che i nuovi tagli agli enti locali, ormai enormemente più virtuosi dell’apparato centrale dello Stato, si risolveranno in nuove tasse e aumenti per i cittadini e molti servizi essenziali subiranno vistosi rincari, insomma pioverà sul bagnato.
 

Quando è il paese intero a rischiare tutti dovrebbero mettere mano al portafoglio, ma in Italia non è possibile evidentemente. Finalmente parlano di rendite finanziarie (bot esclusi) tassate al 20 %, meglio tardi che mai, eravamo diventati le Cayman europee senza goderne alcun vantaggio. Ma il tasso di evasione fiscale è ancora così alto e nello stesso tempo così spuntate le armi ( ricordate? La controriforma tremontiana di qualche anno fa, dopo la caduta del governo dell’Unione) di chi dovrebbe rintracciare gli evasori, che alla fine ci andranno a rimettere soltanto i contribuenti onesti, pubblici e privati. Per loro sarà vera macelleria sociale, roba così sanguinaria da unire una buona volta  il popolo da destra a sinistra e dare finalmente una salutare spallata a questo governo di deficienti e mazzettari. Semmai questa manovra diventasse legge, una violenta reazione popolare sarebbe inevitabile e di difficile gestione anche per la stessa opposizione. Un consiglio al premier:  Belusconi faccia le valigie, raccolga i suoi nani e le sue ballerine e se ne vada ad Antigua una volta per tutte prima che in Italia scoppi una rivolta seria. Questo paese ha bisogno di respirare aria nuova.  

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

 

Pubblicato il 12/8/2011 alle 20.57 nella rubrica Ambiente.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web