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VOTARE PER L'ITALIA (di Stefano Olivieri)

Votare per l’Italia, un paese mortificato, impoverito e spaventato. Un popolo che sta invecchiando perché ha paura dei suoi giovani, che invece paura non hanno ma rabbia sì, e tanta anche, voglia di esserci e di cambiare. Un’Italia di città ma anche di campagne e di monti, di laghi e di fiumi, scenari da cartolina se osservati da lontano ma spesso devastati, offesi, trasformati dal potere violento di chi in questi anni non ha avuto a cuore che i propri interessi. Un paese di donne, tante, che vogliono tornare a essere persone, individui, cittadine titolari di diritti e non solo carne da macello. Una Italia di fabbriche vuote e di fili spinati, un paese di un fiume di denaro che scorre sempre sempre dalla stessa parte svuotando sempre le stesse tasche. Una Italia che non va e che vuole, deve cambiare in fretta. E oggi può farlo.

Questo è un voto per amministrare ma anche per decidere, per progettare il futuro, per dire in quali mani verrà affidato. Siamo diventando un deserto di stabilimenti vuoti, fantasmi di un progresso annunciato più volte in questi anni e mai venuto. Nel frattempo il mondo operaio è stato strangolato, frantumato e polverizzato da un governo sempre troppo benevolo con i padroni e troppo poco con i lavoratori. E anche la classe media, la pancia del paese, ora fa i conti con un disagio mai conosciuto prima. E poi ci sono quelli che invece nella crisi e con la crisi hanno gozzovigliato, arricchendosi ancora di più, depredando anche gli spiccioli. Se vogliamo davvero il cambiamento dobbiamo cominciare da qui, dal territorio che conosciamo e non fermarci più. Schiena dritta e non ascoltate le sirene.

Stefano OLivieri

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Pubblicato il 29/5/2011 alle 9.32 nella rubrica Politica.

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