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IL MINISTRO MANTENUTO (di Stefano Olivieri)

 

Andiamo ragazzi. Qui non c’entra la politica, l’ideologia, le falciemartello che inseguono Silvio anche di notte quando non è ottenebrato dalle toghe rosse. Questa vicenda di Scajola è così miseramente zozza da non riuscire a maneggiarla neanche per farne strumento di battaglia politica. Un ministro a busta paga per tutto, ma proprio tutto. Anemone gli dava il biberon da almeno dieci anni, provvedendo alle spese per l’autista, alle spese per l’elettricista, alla terra dei vasi, all’acquisto del frullatore di casa Scajola. Se ne potrebbe fare una fiction, una di quelle cose a puntate con le risate registrate ad ogni battuta dei protagonisti, e sono certo che la troupe degli “Sgommati” di Sky non si lascerà sfuggire una occasione così ghiotta. “Inconsapevole” potrebbe essere il titolo adatto alla serie, facciamoci su due risate che è meglio.

E poi però uno così condanniamolo all’ostracismo per sempre. Che si ritiri a vita privata e non abbia l’ardire di affacciarsi più alla vita politica di questo paese. Se ne stia rintanato dentro casa sua, che non è quella al Colosseo dove da qualche mese è tornato, alla chetichella. Quella casa l’ha acquistata Anemone, il suo munifico provider da almeno dieci anni. Se ne stia tranquillo, l'ex ministro - ligure per di più - di un'industra italiana che ha contribuito ad affossare. Penso alla Fincantieri di Genova, che rischia di chiudere perchè questo sciagurato governo non ha mai avuto una strategia; penso a quei poveri operai disperati, che perdono il posto di lavoro anche per un ministro imbelle e incapace come Scajola.

Purtroppo quel ministro, anche da ex,  lo stiamo ancora mantenendo noi tutti, continuandogli a pagare lo stipendio da parlamentare. E poi la pensione, quando sarà. E’ un po’ che abbiamo perso il conto di questa ribollita di ministri inutili, ma onerosissimi per la comunità, che il governo Berlusconi erutta ogni tanto per combattere i suoi maldipancia. Scajola, buttato fuori due volte e da qualche settimana di nuovo arrembante, forse perché vorrebbe arraffare ancora qualcosa prima che il ventennio azzurro volga al suo termine. E poi quel Brancher che è durato lo spazio di una firma, ma che certamente godrà di una qualche prebenda economica per questo suo essere stato nominato ministro per caso. Poi Bondi, che per mesi non si è fatto vedere al suo ministero perché era triste, forse per Pompei che cadeva a pezzi. Che poi i soldi per Pompei li hanno trovati, al solito modo, aumentando la benzina, spalmando il costo di questa immonda casta sulla povera e laboriosa gente di questo paese.

Ecco, se proprio Bossi ci tiene ai ministeri del Nord, io glieli darei pure, ma che si porti dietro anche ministri del genere. Ci metta Scajola alla cura della sua padania, vedrà che bei servizietti saprà rendergli l’inconsapevole. Inauguri, lo spernacchiatore senatur, un bel ministerone proprio a Cassano Magnago e lo affidi alle amorevoli cure di Bondi, così lo farà tornare di buon umore. E si porti dietro anche Tremonti, che ha appena detto che l'Italia è un paese ricco. Se questi non la smettono di sfottere la povera gente, finiranno male.

Siamo alla frutta, Italia. Ricordiamo di scrollarci le zecche di dosso e bonificare tutto il paese, prima di iniziare la ricostruzione.

Stefano Olivieri

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Pubblicato il 25/5/2011 alle 9.26 nella rubrica Politica.

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