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Le elezioni e il portafoglio vuoto (di Stefano Olivieri)

Una parte politica che usa il potere istituzionale dei suoi eletti per invadere la tv in ogni spazio possibile e gettare fango su avversari, su istituzioni come il capo dello stato, la magistratura nel suo insieme, la stessa carta costituzionale, ha deciso di fare a meno delle regole democratiche ed è costretta a chiamare a raccolta i suoi sostenitori inventando nuove regole come l’appartenenza a una certa classe economico sociale, come l’intolleranza verso i diversi per razza, per religione, per credo politico e per portafoglio. Così facendo si compatta ma al tempo stesso si indebolisce perché viene meno la varietà degli aggregati sociali, è come un calcestruzzo che viene impastato con sempre più sabbia e sempre meno pietre, al momento di consolidarsi si formeranno crepe profonde e la costruzione crollerà.

E' ciò che sta accadendo alla destra italiana rimasta fedele a Berlusconi e a Bossi. Il primo ha fatto balenare il sogno della ricchezza e della libertà, intesa come assenza assoluta di regole. E con i consensi ottenuti si è infatti arricchito a dismisura e si è dato a una vita sregolata da qualsiasi vincolo. Lui, ben inteso, non quelli che lo hanno votato, per la gran parte dei quali c'è stata invece sempre meno ricchezza e libertà.

Il secondo, Bossi, ha fatto leva sull’intolleranza verso i diversi, sulla conservazione dei privilegi di posizione economica capitalizzati dai suoi elettori nel campo del lavoro privato sopratutto, favorendo la libera mano di capi e capetti nell’industria e nell’artigianato in barba a qualsiasi regola sul lavoro, sul rispetto delle regole sindacali, contributive e fiscali che sono state via via nel tempo piegate, mortificate, polverizzate in mille contratti e contrattini che hanno sempre di più trasformato i lavoratori in schiavi senza diritti e i padroni in despoti assoluti. La Lega ha poi fatto di più: per espandersi anche al di fuori della cosidetta Padania e ricattare sempre più pesantemente il capo della coalizione di governo Berlusconi, si è inventata il federalismo, che altro non è che il cavallo di troia, destinato al centro sud italiano, attraverso cui fidelizzare altri elettori padroni e padroncini senza scrupoli pronti a reclutare nuovi schiavi.

Si torna di fatto allo scontro della lotta di classe, una classe stavolta prima di tutto squisitamente economica, perché è proprio sull’economia che questo governo ha fatto leva per premiare e punire, attraverso la pressione fiscale da una parte e i condoni dall’altra. Le vecchie appartenenze politiche e ideologiche non sono più in discussione e voglio dare un suggerimento prezioso all’elettore ancora dubbioso: oggi se si vuole capire da che parte votare non serve guardare la tv, si deve guardare al proprio portafoglio. Tenetelo presente a partire da dopodomani.

Stefano Olivieri

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Pubblicato il 12/5/2011 alle 9.49 nella rubrica Ambiente.

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