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SCINTILLE ( di Stefano Olivieri)

Son rimasto fermo una settimana per una influenza ed è cambiato il mondo. Questo atomo opaco di male ha avuto un piccolo sussulto dalle parti del nord Africa, che pian piano è diventato un terremoto. Le crepe aperte in quelle terre povere e aride ma ricche di energia nel sottosuolo hanno inghiottito in pochi giorni tre regimi totalitari e adesso rischiano di esportare nel sonnacchioso ed evoluto occidente europeo le faville di una democrazia germinale – pane e libertà – che da noi purtroppo non esiste più.
 
Dovremmo preoccuparci delle somiglianze fra il nostro premier e i suoi amici Ben Alì, Mubarak, Gheddafi, dovremmo preoccuparci della loro vicinanza in affari – tv, petrolio e altro – per capire come e perché occorre essere totalmente vicini ai popoli nordafricani adesso, e non fra qualche mese. E invece siamo preoccupati che Bin Laden possa spargere il seme del fondamentalismo in quelle terre, in quelle menti. Lo sceicco non aspetta che la nostra paura per cominciarlo a fare, lui è un evoluto che sa come vanno queste cose, sa come giocare su più tavoli perché non a caso era socio in affari con Bush.
 
Ricorda Concita De Gregorio che l’apertura di una via del gas a sud, verso l’Africa di Gheddafi, fu motivata da Berlusconi come una valida alternativa a quella strada del nord che l’instabilità ucraina aveva messo a rischio. Menomale che oggi abbiamo il gas ucraino altrimenti saremmo tornati di colpo  all’età della pietra. La Libia, paese "stabile e amico" secondo Berlusconi, oggi è in fiamme e il nostro premier ha un appoggio in meno anche nella politica internazionale.
 
Vorrei proprio sapere che altro deve succedere per buttarlo giù. Ci stiamo preoccupando nel constatare come, secondo recenti sondaggi e interviste, molte ragazze italiane sarebbero disponibili a partecipare ai festini del premier, incoraggiate dalle loro mamme. La scoperta dell’acqua calda. Come a dire che questa non è l’Italia che di zoccole e di magnaccioni ne produce in quantità industriale, da esportazione. E’ stato sempre così, ma il punto oggi è capire che questa tendenza, che questo trend è incoraggiato ad arte, e si identifica nel frequente ragionamento del premier sulla sua intangibilità dalla Legge perché eletto e supportato dalla maggioranza del popolo italiano.
 
A parte il fatto che a ben contare i voti politici, chi oggi sponsorizza Berlusconi presidente rappresenta una esigua minoranza degli italiani, resta il fatto che l’andazzo, la cosidetta costituzione di Arcore, non è ancora in vigore e chi infrange le leggi deve pagare, anche se gode di consensi, simpatie e ammiccamenti diffusi. La democrazia non può essere furba, la democrazia è democrazia e basta.
 
Prendiamo in prestito una scintilla africana e proteggiamola. Pane e libertà cominciano ad essere beni preziosi anche da noi, provatevi a chiederlo in giro. Non aspettiamo di contare i morti, abbiamo già dato su quel fronte, ma mandiamo a casa Berlusconi. Ne ha da scegliere, anche all’estero.
 
Stefano Olivieri
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Pubblicato il 26/2/2011 alle 12.15 nella rubrica Politica.

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