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ANCORA DUE SETTIMANE ( di Stefano Olivieri)

 

Prendiamocela con calma, ci sono ancora due settimane da aspettare. Le ultime di un quindicennio da dimenticare, e dunque apprezzabili almeno per questo motivo. Quel che succederà dopo non è ancora dato di saperlo perché questa crisi politica, semmai è pilotata, ha troppi piloti e non tutti d’accordo fra loro. Le massime istituzioni dello Stato dovranno vigilare in questo difficile passaggio, e non sarà uno scherzo, tutti siamo chiamati a vigilare.

Nel frattempo c’è chi sistema figli, nipoti e amici pensando al futuro. Bertolaso un attimo prima di andarsene ha abbassato il ponte levatoio della Protezione civile, raddoppiando praticamente il personale. E molte risorse ricavate dalle sforbiciate di Tremonti, Sacconi e Brunetta stanno diventando fondi destinati ai feudi elettorali di Caio, Tizio e Sempronio, perché sapor d’acqua natìa rimanga nei cuori esuli a conforto, e a lungo illuda la loro sete in via fino alle prossime elezioni anticipate. Bondi mostra maggiore sollecitudine per i suoi “casi umani” e per le attricette care al premier (400mila euro per ospitare 30 bulgari a Venezia e consegnare una targa premio alla Bonev) che per i beni culturali italiani, patrimonio di tutta l’umanità e in primo luogo degli elettori e delle elettrici di questo tormentato paese.

Insomma, c’è aria di smobilitazione e anche di baruffa, dopo lo tsunami di wikileaks, che per altro ha soltanto confermato l’acqua calda, e cioè che una scia di risate ha accompagnato il primo cittadino italiano ovunque sia andato a sproloquiare. Altro che destini del mondo, questo ci ha fatto soltanto ridere dietro, da tutti.

Hanno un sapore strano questi giorni di fine impero. C’è la muffa guasta mescolata a qualcos’altro che per ora ha difficoltà a venir fuori. La rabbia dei giovani studenti, l’inquietudine delle famiglie dei lavoratori, il panico dei licenziati, dei disoccupati, dei precari che vedono svaporare anche gli ultimi aiuti di Stato. C’è baruffa nell’aria e già qualche rombo in lontananza annuncia il diluvio universale che sta arrivando. La banda bassotti pensa a portar via l’argenteria, la povera gente non ha paura dell’acqua e sta già cominciando a ridere. Bye Bye Berlusconi, ci rivediamo il 14 sotto palazzochigi per i saluti. Qualunque futuro sarà meglio senza di te.

Stefano Olivieri

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Pubblicato il 30/11/2010 alle 12.45 nella rubrica diario.

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