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DEMOCRATICI E SERENI ( di Stefano Olivieri)

 

Il vero democratico si arrabbia per gli abusi ma non fomenta la violenza. Semmai a violenza può rispondere, per naturale istinto di sopravvivenza, quel tanto che serva a ricondurre uno scontro troppo acceso nel naturale alveo di un dibattito democratico. Alzare i toni, seminare odio, irridere alle regole della democrazia e della Costituzione è tipico di chi insegue obiettivi occulti, opposti alla stessa democrazia, che se disvelati apertamente non potrebbero che portare questo paese all’insorgenza civile.

Ho più volte ammonito da queste pagine, da questo piccolissimo e oscuro spazio web, circa il rischio che potesse partire qualche scheggia impazzita se si fossero alzati troppo i toni dello scontro politico. E ho anche scritto che il governo Berlusconi avrebbe avuto tutto da guadagnare in una situazione del genere, varando al momento opportuno una politica autoritaria ancora più asfissiante delle altrui libertà di pensiero.

Ebbene i segnali purtroppo cominciano ad esserci e per questo occorre la massima vigilanza democratica, perché la pratica del gettare il sasso e poi nascondere la mano è nota. Fin dai tempi del G8 di Genova, ricordate tutti le famose molotov confezionate dagli stesi agenti che poi le avrebbero “ritrovate” alla scuola Diaz.

La sicurezza dei cittadini innanzi tutto, dice Maroni. Benissimo. Ma qui il pericolo Al Qaeda, seppure mai scomparso del tutto dai paesi occidentali (e dunque è più che giusto non rilassarsi mai) rischia in questo improvviso clima preelettorale di confondersi per assumere subito dopo contorni e connotati più comuni e riconoscibili. Comunque rossi, comunisti, non importa se del sindacato o della politica. Dunque nemici giurati, diamogli giù. Mentre Berlusconi e Bossi spargono benzina.

Bene intesi : le prevaricazioni violente non vanno mai bene, chi passa alle vie di fatto sbaglia e deve pagare, da qualsiasi parte stia. Lo ripeto, il vero democratico è sereno, consapevole che la vera forza sta nel rispetto della legalità repubblicana e non nel suo contrario. Anche per questo non facciamoci dare lezioni di democrazia da chi vorrebbe una commissione di inchiesta contro la magistratura, semmai invitiamolo ad andare a ripetizione da un giurista.

Abbiamo forse atteso troppo, e troppo concesso senza rintuzzare subito i violenti e ripetuti attacchi di un premier che non è mai stato, neanche per un solo attimo, il presidente di tutti i cittadini italiani. Berlusconi ha sempre esercitato il suo potere indossando e mai smettendo la casacca del capopopolo, immiserendo il parlamento a colpi di decreti legge e richieste di fiducia, e adesso che i numeri cominciano a non essere più dalla sua parte si sente legittimato a straparlare ancora di più di quanto non abbia fatto finora. Le parole sono pietre, se a tirarle è il presidente del consiglio rischiano di ferire davvero, altro che un paio di uova marce. Se dovesse succedere qualcosa di grave a questa debole, fragile Italia, Berlusconi sarà il primo a doversene assumere la responsabilità, altro che cerino acceso. L’Italia democratica è tranquilla ma attenta a ciò che accade, e al momento opportuno saprà giudicare.

Stefano Olivieri
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Pubblicato il 6/10/2010 alle 21.22 nella rubrica Politica.

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