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100 PAROLE NON DI PIU' (di Stefano Olivieri)



L'opposizione supplente di Fini è probabilmente agli sgoccioli, è finita la ricreazione. Il centrosinistra si dia una regolata, il PD scenda nell'arena che è giunta l'ora. E' finita anche l'estate e l'autunno morderà i più deboli, come sempre. Abbiamo poco tempo.

Il sogno dietro l’angolo in 100 parole per ogni problema. Di meno diventa uno slogan e invece c’è bisogno di spiegare, di più non ti ascolta più nessuno, c’è sempre un canale tv pronto a coccolarti nel nonsense. Ma l'Italia deve svegliarsi, non si può tirare avanti con un uomo così al governo. ha traviato due generazioni, ha affossato diritti ed economia, va cacciato.

A marzo si vota e il paese è allo sbando. Nel lavoro, nella testa, perfino nella famiglia. Gli elettori finiranno con l’andar per prati invece che per seggi. Servono poche parole dunque, ma che siano pietre. Da fare anche male, ma che sveglino i pensieri. Io nel mio piccolo ci provo, se può aiutare. Provo intanto a esprimermi su quattro punti, lavoro e giustizia, fisco e protezione sociale. Sintesi e Costituzione, per non sbagliare:

Lavoro : un diritto sancito, dunque un obbligo per chi governa, niente bluff. Semmai flessibile ma non precario perché poi lo resti a vita. Dignitoso, che vuol dire :padrone metti mano al portafoglio. Sicuro, perché di lavoro non si deve morire ma vivere. Meritocratico, cioè premiare talento e competenze stoppando ruffiani, mignotte e figli di. Se oggi abbiamo una classe dirigente che fa schifo è perché su questo fronte non abbiamo mai tenuto. E' ora di farlo.

Giustizia : per garantire i diritti di tutti cominciando dai più deboli. Per indirizzare tutti i doveri verso la comunità democratica. La legge non è mai dura per chi la rispetta. Chi sbaglia va punito subito, altrimenti si puniscono gli onesti e si distrugge la coesione sociale.

Fisco : manette agli evasori prima di tutto, le tasse le devono pagare tutti e chi evade commette un reato verso la comunità, pensate solo al 20 % del nostro pil nazionale che è in nero. Poi, che vengano tassate le rendite da capitale, allineandoci all’Europa. Infine che sia proporzionale al reddito, ma non in senso inverso com’è attualmente. Tassiamo tutti, sgrulliamo le tasche di furbi e furbetti e potremo eliminare la tassa indiretta, quella che si spalma sui beni da consumo, dalla benzina al pane quotidiano, e favorisce i ricchi. Se lo facciamo torneremo competitivi.

Protezione sociale: al welfare ci si deve pensare tutti, non solo i lavoratori dipendenti. Le sue fonti vanno ricostruite anche per ridare legalità al nostro paese, perché finora il famoso cuneo fiscale è penetrato profondamente soltanto nel didietro dei lavoratori. Il sostegno agli incapienti, ai disabili, a chi ha perso il lavoro è dovere di tutti e va ripartito in base al reddito.

La pulizia morale, la giustizia uguale per tutti, il lavoro e la casa come diritto devono diventare un mantra da ripetere a noi stessi, al vicino di casa, al collega di lavoro e di studio. Sei mesi per sconfiggere il re travicello e la sua corte, sei mesi per svegliarci e svegliare il paese che dorme. Il globalismo non può trasformare l'uomo in merce, sono gli uomini e le donne che fanno un popolo, non le merci.

Partito democratico e sinistra unita, cacciamo i mercanti dal tempio della democrazia!

Stefano Olivieri
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Pubblicato il 25/9/2010 alle 10.36 nella rubrica Ambiente.

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