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FACCETTA NERA SARAI PADANA ( di Stefano Olivieri)

 

Entrano una dopo l’altra. Sono tutte alte, belle, formose, molti occhiali scuri, tacco 12 e vestiti attillati, qualche minigonna, molti fuseau. Scendono dai pulmann e passano al controllo dei soldati di guardia all’ingresso della caserma Salvo D’Acquisto, giovani di leva volontaria che mai prima di quel momento hanno visto tanto bendidio tutto insieme. Sono le nuove missionarie della libertà, le crocerossine di Stato a contorno della kermesse italo-libica. Su di esse si allarga e indugia il sorriso di tutto il funzionariato libico a seguito di Muammar Gheddafi, invece quelli al seguito del nostro premier quasi non ci fanno neanche caso alle ragazze, per quanto ci sono abituati.

Reclutate da tutta Italia (anche dalla padania, con buona pace della "cristianissima" Lega Nord) attraverso una agenzia di hostess.  In cinquecento alla prima (selezione ?) all'ambasciata libica l'altro ieri, ora in 200. retribuite, pare, con una paga fra i 50 e i 70 euro al giorno, vitto e alloggio compresi.  Ci vengono in mente altre tariffe e altri luoghi, ma qui non c’è nulla di segreto, anzi l’evento è al massimo della visibilità istituzionale. Certo di protocollo vero e proprio non si può ancora parlare perchè non ci sono precedenti nella nostra storia repubblicana che possano essere accostati a tanta grottesca pompa magna, dalla tenda regale piantata nei giardini dell’ambasciata libica ( almeno villa Pamphili stavolta è stata risparmiata…) fino ai cavalli berberi agghindati come un banco dei pegni, e a quei carabinieri a cavallo costretti ad attendere in fila, per oltre 40 minuti, che arrivasse il gippone presidenziale con Berlusconi e Gheddafi in piedi a benedire urbi et orbi. Sembrava un film Luce sulla buonanima.

Due lezioni di Corano e poi finalmente la cena. Le immagino queste duecento hostess mescolate agli ottocento invitati, a intrattenere come nella migliore tradizione del cummenda di Arcore. Tre di loro si dice siano state addirittura fulminate sulla via di Damasco e si siano convertite all’Islam. Un marketing religioso davvero insolito questo di Gheddafi : niente veli e burqa ma anzi forme bene in mostra per una lezione destinata alle sole donne del bel paese. Tutte con il Corano in mano, qualcuna ostenta anche un prezioso ciondolo con un cammeo che raffigura il capo libico. Una variante delle famose farfalline ?

Facciamo presto, per favore, freniamo questa deriva umiliante. Quella di ieri è l’ennesima testimonianza di ciò che sta diventando il nostro paese sotto Berlusconi. Un degrado etico, una mortificazione per la quale non servono più le parole, bastano le immagini. E la cifra di questa devianza socioculturale è sempre la stessa, il corpo femminile di volta in volta esibito, sfruttato e offerto in quantità industriale a testimonianza della disponibilità, della dipendenza dal potere, dovrei dire della sudditanza a guardare lo stesso Berlusconi che fa il baciamano a Gheddafi.

Di questa storia non mi interessa l’implicazione religiosa, è talmente palese quanto il polverone suscitato dalle frasi a effetto di Gheddafi ( l’Islam che conquista l’Europa, etc) debba servire soprattutto a coprire gli affari personali dei due premier, che non vale la pena spendervi commenti.

Mi interessa invece rilevare che non ci saranno mai abbastanza D’Addario, abbastanza Noemi, abbastanza intercettazioni e rivelazioni sui pruriti senili di un plurisettantenne (e in questo caso anche dei suoi coetanei alleati libici) a frenare l’assalto disinvolto e disincantato di tante, troppe ragazze italiane al carro del potere. Ancora ieri erano tutte lì in passerella, a farsi valutare anima e corpo, sopratutto quest’ultimo sperando in cuor loro di staccare così il biglietto vincente per l’accogliente firmamento berlusconiano.

Facciamo presto, dicevo. Perché dai singoli privilegi, dai casi isolati e fortunati di veline, segretarie, infermiere che da un giorno all’altro diventano ministre, deputate europee, assessore regionali, ora si è entrati decisamente nella logica del casting di massa, delle "truppe mammellate", dei serbatoi rosa sempre più simili a quell’harem di giovani vergini (?) sacrificate al piacere dell’imperatore cui si riferiva l’accorato sfogo della ex moglie del premier quando decise di lasciarlo.

Facciamo presto perchè non si tratta di fenomeni isolati.

Preso dal web, une vero cazzotto nello stomaco : http://prostitutaxcaso.splinder.com/post/21540209 . La titolare del blog si presenta così : Mi sveglio una mattina e i soldi che guadagno con il mio lavoro di impiegata non bastano più. e voglio studiare e voglio viaggiare e voglio inventarmi una nuova vita. e allora invento una nuova me: Claudia 25 anni, prostituta x caso. Questo il suo post di mercoledì, 21 ottobre 2009 :

Guido, 53 anni, ingegnere, sposato da 25. giovane figlia 24enne laureata in medicina. Valdostano, giramondo. barotto viaggiatore, la peggior specie. Maiale, di quelli senza pudore. mentre mi scopava ha pensato fosse eccitante dirmi " mi faccio fare pompini da un paio di ragazzine di 14/15 anni alle quali faccio ripetizioni di matematica, devi vedere come succhiano". Ecco quello è stato il momento in cui avrei voluto dargli un calcio nei coglioni e buttarlo fuori da casa mia. Ma era alto, era grosso, era forte, e mi teneva stretta, ho chiuso gli occhi e ho pensato che tra poco sarà natale. Le luci della città mi mettono nostalgia a natale, ma una nostalgia dolce..
200 euro. quando è andato via, l'ho informato che non ci vedremo più, nonostante la sua richiesta di un nuovo incontro… schifo. ti pare mai?!..

Ancora dal web, dal sito : http://blandobass.spaces.live.com/blog/cns!9632E5B5F2D5B709!1009.entry

AAA corpo vendesi per la carriera. Il 18% delle giovani italiane arriverebbe a darsi in cambio di un avanzamento di carriera. E per l'8% il modello è la Gregoraci. Lo dice una recente ricerca. Corpo di donna in cambio di carriera. Un "do ut des" da vere ciniche che all'idea può far venire la pelle d'oca, ma non tutte le donne la pensano così evidentemente. Lo dimostra un recente studio dell'associazione "Donne e Qualità della Vita", che ha rivelato che il 18% delle studentesse italiane accetterebbe di vendere il proprio corso per un avanzamento professionale. E farlo per farlo, a quel punto preferirebbero uomini col «potere televisivo» (18%) a personaggi influenti del mondo della finanza (15%). Soltanto al terzo posto si piazzano i professori (13%), i calciatori (12%), gli stilisti (9%) e gli aristocratici (6%). I ricconi russi sono sempre più amati (10%), mentre gli sceicchi non attirano più (4%). Delle 540 studentesse intervistate per la ricerca, il 20% si è dichiarato non disponibile a qualsiasi compromesso. Mentre il 62% ha risposto con un diplomatico "non so". Il mito del lavoro nel mondo dello spettacolo e della tv porta più della metà delle ragazze (54%) a non escludere una relazione di mero interesse con un personaggio famoso del piccolo schermo come Bruno Vespa. Invece una ragazza su tre, per inseguire il sogno di una vita ricca e sfarzosa, opterebbe per il più giovane manager Matteo Arpe. Infine veniamo al mondo accademico: concedersi a un docente della propria università non sarebbe giudicato disdicevole da una studentessa su quattro. Sorprendenti risposte anche in tema di verginità all'asta: la condanna per Raffaella (ex gieffina che ha deciso di vendere la propria illibatezza via web) arriva solo dal 33% delle ragazze, mentre per il 15% "anche la propria integrità è un business". Sul banco degli imputati finiscono anche le famiglie: molte ragazze le condannano perché dicono che spesso sono proprio i genitori ad alimentare desideri di ricchezza e voglia di apparire. Il 24% se la prende con il fato, perché «se fossi nata in una famiglia di ricchi non ne avrei avuto bisogno». Se devono indicare un modello di donna di successo, un buon 8% cita Elisabetta Gregoraci, la moglie di Briatore.

Voglio credere che malgrado il sondaggio per fortuna la gran parte del paese sia un’altra cosa. E che la gran parte delle nostre ragazze non abbia intenzione di mettersi in vendita, e che la gran parte dei giovani e meno giovani maschi italiani veda ancora nella donna l’altra metà del cielo, creda nell’amore e nei sentimenti nobili, detesti la mercificazione del corpo.

Ciò non toglie che la fenomenologia descritta  sia in rapida crescita, perché non solo tollerata ma anzi assecondata dallo stesso governo italiano. E questo è un motivo in più, niente affatto secondario, di riflessione per gli elettori e le elettrici del premier Berlusconi. Sopratutto se hanno figli.

Stefano Olivieri

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Pubblicato il 31/8/2010 alle 9.29 nella rubrica Politica.

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