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TUTTI PAZZI PER GAZA (di Stefano Olivieri)

 

Ieri il papa, durissimo con Israele, a raccomandare La distensione e la rimozione del blocco navale su Gaza. Oggi la Mezzaluna rossa iraniana che annuncia l’invio di aiuti umanitari, con tanto di scorta navale dei pasdaran pronti a forzare il blocco.

Non serve grande immaginazione per capire che la crisi mediorientale non potrà mai essere risolta senza la collaborazione dei due contendenti. Non serve particolare buonsenso per comprendere che non si difende Israele e i suoi abitanti attaccando (e uccidendo) in acque internazionali una flotta umanitaria. Come ho già scritto, gli atti di guerra sono una cosa, gli atti di terrorismo un’altra e il terrorismo va combattuto ovunque e contro chiunque.

L’ultimo che l’ha fatta fuori dal vaso in questo caso è Israele, e Israele dovrà togliere subito il blocco su Gaza se non vuole addossarsi la responsabilità di un rischio enorme, quello di un improvvisa estensione del conflitto. In un momento per altro difficile per il mondo intero, a causa della crisi economica che può spostare in modo rilevante l’equilibrio delle alleanze sul quadrante mediorientale.

La politica estera italiana è stata per tanti decenni un esempio di equilibrio. Per la nostra posizione nel mediterraneo, per la nostra storia e il nostro sistema produttivo noi siamo un paese che può dare e ricevere molto dal medio oriente, e per questo dobbiamo essere prudenti e lungimiranti. Il niet del governo italiano all’indagine ONU sulla aggressione alla flottiglia non lasciano ben sperare per il futuro, servirebbe un immediato ripensamento per rafforzare la politica estera europea così direttamente interessata al conflitto mediorientale. Il partito democratico deve uscire con una nota ufficiale e chiedere un voto in parlamento su Gaza, oggi e non domani. Abbiamo certo tantissimi problemi interni, ma una cosa del genere non può essere ignorata.

Stefano Olivieri
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Pubblicato il 7/6/2010 alle 10.31 nella rubrica Politica estera.

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