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ESTATE DI TAGLI (di Stefano Olivieri)

 

Fra un po’ arriverà. In tv c’è già aria di smobilitazione, uno a uno se ne andranno Ballarò, Annozero, Report e il mucchio selvaggio di nani e ballerine dilagherà in tv. Ok spegniamola per adesso. Con l’amaro in bocca – dobbiamo rifare la nostra finanziaria familiare con gli aggiornamenti rilasciati dal governo – andiamo a fare spesa. Per la benzina usciamo dal quartiere, abbiamo trovato un selfservice da 1,317 nel quartiere vicino, conviene mettere lì trenta euro. Poi al supermercato, anzi ai supermercati perché ognuno ha i suoi sconti speciali e occorre fare un po’ di slalom : qui i crackers, lì le salviette e i biscotti, al nuovo discount il colluttorio che costa addirittura un terzo rispetto agli altri. La carne no, ai supermercati non la prendo, a meno che non sia il pollo ella marca che so io. Per la carne rossa ho il mio macellaio, che me la da sempre buona e come la voglio io. Ne mangio di meno magari, ma almeno sto tranquillo.

La casta non ha questi problemi. Dopo aver pensato tanto agli italiani se ne andranno in vacanza per un po’, così almeno non faranno ulteriori danni. Chi in Sardegna a fare casting per le sue nuove badanti esperte nel recupero di fossili, chi in montagna a farsi coccolare dai leghisti, chi in barca tanto le accise i ricchi non le pagano perché sono troppo intelligenti, mica come noi popolo sovrano. Poi si riaffacceranno stanchissimi e provati alla fine d’agosto, per controllare se la cura dimagrante l’abbiamo fatta oppure continuiamo a lamentarci. Tutti abbronzati verranno in tv a dirci che hanno fiducia negli italiani, grande popolo. E noi tutti saremo cornuti e mazziati come sempre. Sempre che nel frattempo non esca fuori un altro Tartaglia un po’ più incazzato a ricordargli che siamo tutti di carne e ossa.

Eccola l’estate, è già apparecchiata. Per loro il solito tuffo nel lusso sfrenato e menefreghista, per noi il giro per supermercati approfittando del poco traffico, riparazioni e tinteggiatura in casa che con il caldo si asciuga subito, una pizza margherita ogni 15 giorni, se ci scappa, con mia moglie e mio figlio e poi a casa, con il cocomero già messo a mollo nell’acqua fresca e la tv già accesa sul campo di calcio. E meno male che quest’anno ci sono i mondiali, per un po’ si sentiranno di meno i tagli ai nostri sogni. E quest’autunno cadrà il governo, che bello !

Stefano Olivieri
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Pubblicato il 4/6/2010 alle 13.21 nella rubrica diario.

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