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GRA a pagamento ( di Stefano Olivieri)

 

Le uscite del grande raccordo anulare di Roma, più noto come G.R.A., sono in tutto 33, come gli anni di Gesù Cristo. Ora il governo sta pensando (c’è senza dubbio lo zampino di qualche leghista) a mettere un pedaggio per questa trafficatissima autostrada urbana. Lo scopo è quello di fare cassa, racimolare un po’ di quei 24 miliardi di euro senza i quali, a quanto pare, l’Italia scivolerebbe velocemente verso la Grecia.

A parte il fatto che a questo punto ci verrebbe da far ingoiare a Berlusconi e a Tremonti tutte le assicurazioni, reiterate in questi ultimi mesi, che il nostro paese stava “bene”, che la crisi “era alle spalle” e così via.

Non entriamo adesso nel merito delle altre misure anticrisi, ma restiamo sul GRA. Dunque, 33 uscite fanno almeno 33 caselli. Anzi il doppio, almeno 66, uno per entrare e l’altro per uscire. Ma in realtà dovranno essere molti di più : vi immaginate le code sulla Tuscolana, o Casilina, o Aurelia, o Cassia ? Mi viene da ridere per non piangere, al solo pensarlo.

Il genio che ha avuto questa idea avrà senz’altro anche fatto uno studio di fattibilità nel breve periodo. Quanto tempo ci vorrà a costruire i caselli, e ad adattare la viabilità ? E quanto costeranno i caselli stessi alla collettività ? E quando sarà finita la crisi, che ci faremo con quei caselli ? Ci terremo il GRA a pagamento per sempre, per far contenti Bossi, Borghezio e Tremonti ? faccè ridè, Berluscò..!

Questo è davvero un governo d’avanspettacolo.

Stefano Olivieri
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Pubblicato il 24/5/2010 alle 20.19 nella rubrica Economia.

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