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LACRIME E SANGUE (di Stefano Olivieri)

 

Cifre di evasione fiscale da capogiro, con la Lombardia e il Veneto in testa ma poi di seguito anche le regioni del centro e del sud Italia. Non sfugge nessuno secondo l’analisi di www.contribuenti.it, il nostro paese mantiene e consolida il triste primato dell’evasione di massa.

Nei primi 4 mesi del 2010l’imponibile evaso è cresciuto in modo impressionante, del 6,7 %, altro che inflazione. Cinque aree sotto osservazione : economia sommersa (135 miliardi sottratti all’anno), economia criminale (giro di affari in nero di 178 miliardi, tassa evasa pari a 63 miliardi), società di capitali (escluse le grandi imprese, l’81 % non versa le imposte dovute per almeno 18 miliardi di euro l’anno), le “big companies” (31 miliardi di euro evasi), lavoro autonomo e piccole imprese (10 miliardi di euro evasi.

Ancora : i lavoratori in nero in Italia sono stimati attorno ai 2,4 milioni, di questi un terzo proviene da dipendenti (privati e pubblici) che arrotondano lo stipendio.

Questo lo scenario da tenere in considerazione mentre si avvicina la data in cui il ministro Tremonti presenterà la nuova legge finanziaria. Tutto questo, vale la pena di ricordarlo, dopo lo scudo tombale che ha favorito il rientro – praticamente gratuito e anonimo - di capitali sporchissimi per altro spesso impegnati, come è risultato dagli ultimi avvenimenti, per, diciamo così, le pubbliche relazioni delle varie “cricche” operanti nel nostro paese. E c’è anche chi nella maggioranza, dopo il caso Scajola, parla addirittura di nuovi condoni edilizi.

Chi colpirà la nuova finanziaria ? E’ già partito il solito refrain governativo per tranquillizzare gli inebetiti cittadini italiani : non saranno messe nuove tasse. Bella scoperta, il prelievo viene fatto alla fonte, prosciugando gli stipendi e le paghe, congelando aumenti e pensioni, tagliando i finanziamenti agli enti locali costretti, loro sì, ad aumentare le tasse per i servizi sociali indispensabili alle loro comunità.

Contemporaneamente arriverà, bendato come la dea fortuna, il primo decreto attuativo sul federalismo fiscale, più esattamente sul demanio fiscale. Scomparirà in questo modo parte del capitale di tutti, quello su cui lo Stato italiano ha fatto finora affidamento per onorare il suo immane debito estero. Dicono, i leghisti soprattutto, che le regioni sapranno far fruttare i beni demaniali assai meglio dello Stato. Dunque dovrebbero quanto meno battere subito all’incasso di quanto dovuto da chi quei beni già li sta sfruttando da un pezzo senza versare il dovuto, per esempio i titolari di arenili, come ha mostrato un servizio della trasmissione Report ieri sera.

A pagare, siamo pronti a scommetterci, saranno i soliti noti : lavoratori dipendenti pubblici e privati, lavoratori precari e pensionati. Gli altri staranno a guardare, in attesa dei soliti cavilli salva furbi di cui sono stati finora infarciti tutti i provvedimenti fiscali varati dal governo del fare.

Le ultime iniziative della magistratura hanno scoperchiato il vaso delle tante cricche, scoprendo con le mani nella marmellata anche tanti politici collegati, a livello centrale o locale, con questa maggioranza. I cittadini, perfino gli elettori di Berlusconi, hanno finalmente cominciato a capire che il diritto alla privacy non può essere la foglia di fico con cui coprire vergogne nazionali, e il livello di malcontento popolare sta salendo sempre più velocemente.

Prevedo un’estate torrida per la politica italiana. Se l’orientamento della prossima finanziaria non sarà inequivocabilmente quello di colpire severamente furbi e furbetti, Tremonti potrebbe innescare con le sue decisioni una vera e propria insorgenza civile nel paese. Si dia una regolata.

Stefano OLivieri
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Pubblicato il 17/5/2010 alle 10.35 nella rubrica Economia.

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