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ATTACCO ALLO STATO DI DIRITTO (di Stefano Olivieri )

 

Attenzione italiani, la tv deodorata continua a trasmettere quiz e canzonette ma c’è con buona probabilità un golpe neofascista in atto. Prima l’esproprio del diritto a una libera informazione sancito dalla Costituzione, con il bavaglio ai dibattiti in tv, poi l’attacco dritto al cuore dei diritti dei lavoratori con la proditoria introduzione dell’arbitrato ( e ne approfitto per dire a Cisl e Uil, silenti e collusive : Vergogna, vergogna, vergogna per continuare a definirsi rappresentanti dei diritti dei lavoratori ! Di quali diritti ?). Infine la allucinante vicenda legata alla presentazione delle liste PDL, che è stata raccontata in chiave farsesca e macchiettistica per descrivere l’inadeguatezza e l’impreparazione di chi quelle liste doveva presentare, ma che in realtà nasconde ben altro : l’arroganza del partito di maggioranza relativa nel disapplicare regole comuni, al punto di non tenerne conto neanche in una fase così delicata come quella della presentazione delle liste per una competizione elettorale. La verità è che credevano di farla franca anche a tempo scaduto, pur di sistemare la spartizione interna di posti fra AN e Forza Italia, le due costole di un partito, il PDL, che in realtà non è mai nato perché non si fa un partito, fosse anche un partito di destra, con la volontà di uno solo, espressa dal predellino di un’auto.

Le minacce, le intimidazioni di questi concitati giorni. Un ministro della Difesa, un ministro della Repubblica che si lascia andare e dice “Siamo pronti a tutto!”. Un premier che si presenta al Quirinale – accompagnato fra gli altri proprio da La Russa – e a Napolitano si rivolge più o meno così : “Tra noi due, sono io quello eletto dal popolo. E se ti metti di traverso, vado avanti anche senza di te. Sei finito”. Roba davvero da articolo 289 del Codice penale. Quel decreto salva liste che Napolitano ha rigettato nella sua prima stesura e che poi ha firmato, probabilmente ben sapendo che non avrebbe potuto comunque spianare la strada ad un presidente del consiglio che crede di poter schiacciare sotto il potere dell’esecutivo le regole e i giudici di ogni ordine e grado, dal CSM alle corti di appello fino ai tribunali amministrativi regionali. Un uomo ormai totalmente fuori controllo, che aizza allo scontro a due settimane dal voto, che batte i pugni sul tavolo paragonandosi a Carnera. Poi è arrivata la tegola dell’inchiesta di Trani e la formalizzazione – è notizia di queste ore – che Berlusconi è ancora una volta indagato. L'ipotesi di reato dovrebbe essere quella di concussione per le presunte pressioni fatte dal premier per fermare Annozero. Lui si dice addirittura scandalizzato ma evidentemente le intercettazioni, e non una sola, devono aver parlato chiaro. Alfano, altro ministro in casacca PDL, manda prontamente a Trani gli ispettori e rilascia dichiarazioni sull’uso illegittimo di “intercettazioni a strascico”. Ma come si permette, lui, ministro della Repubblica, a parlare alla stampa di uso illegittimo di intercettazioni svolte in una indagine di cui non sa nulla ? Che cosa altro dobbiamo vedere e sentire per affermare che qui in Italia, nel marzo del 2010, a due ettimane da importanti elezioni regionali si sta consumando un vero e proprio golpe ?

Ecco che dobbiamo vedere : il CSM che si allarma e a sua volta mette sotto osservazione stretta l’operato degli ispettori di Alfano. E poi ancora : il cda Rai che si blinda e contro ogni logica, perfino quella di una strategia politica volta a dissipare almeno per una volta la tensione che cresce nel paese, si pronuncia nuovamente contro i dibattiti in tv, malgrado il Tar del Lazio si sia pronunciato per la loro riammissione nel palinsesto delle tv private. Quelle tv che erano state silenziate proprio da quella Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni, l’AGCOM, il cui autorevole rappresentante Giancarlo Innocenzi, ex dirigente Fininvest noto agli amici con l’affettuoso nomignolo di “Inox” per la sua inossidabile fedeltà al cavaliere, è stato intercettato in amichevole conversazione con il premier. L’argomento delle loro chiacchiere è noto, il destino di Annozero.

Serve altro ? Una spolveratina di recrudescenza fascista per le strade di Roma (e ovviamente non solo di Roma), con ronde non meglio definite di ignobili giovinastri che continuano a devastare e a picchiare senza ragione, soprattutto extracomunitari, senza che il sindaco Alemanno intervenga in modo risolutore ? Servono gli scontri a Tor Vergata, ad opera del blocco studentesco ? Si sta aspettando la scintilla, il morto, per intervenire con una bella repressione poliziesca ? Avete capito di che cosa si sta parlando ? So che è difficile, quasi impossibile estraniarsi anche solo per un attimo da questa continua rissa mediatica, ma è indispensabile tornare consapevoli della realtà. Diceva Ennio Flaiano circa 100 anni fa : "La situazione politica dell'Italia è grave, ma non è seria". Ecco, appunto : il rischio è di prenderla a ridere, mentre quello lì ci rifila il colpo di stato.

Questa è una lunga notte per la democrazia italiana. Lunga e pericolosa, perché di qui alla fine di questa legislatura, nel 2013, ogni residuo diritto democratico è destinato a scomparire. Siamo in reale emergenza democratica e se è in corso, come io temo, un attacco preordinato allo Stato, è bene cha questo punto che il paese si svegli dal suo torpore. Se esistono le prove insindacabili e inappuntabili che il premier ha volutamente e consapevolmente esercitato indebite pressioni su AGCOM e RAI per mettere il bavaglio al libero dibattito politico, ebbene queste prove oggi devono essere esibite a tutti i cittadini, perché la democrazia possa continuare ad esistere. Il paese si sta sgretolando sotto la crisi economica e il governo invece di porvi mano lavora a tempo pieno per coprire le malefatte di un premier inetto e pericoloso. Queste due settimane che mancano alle elezioni siano utilizzate dai leaders dell’opposizione per un più che opportuno risveglio della coscienza nazionale. Altrimenti non ci restano che i CLN.

Stefano Olivieri

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Pubblicato il 15/3/2010 alle 20.44 nella rubrica Politica.

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