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SE LE CARTE TRUCCATE VENGONO SCOPERTE (di Stefano Olivieri)

 

Ci sono tanti modi per alterare una elezione democratica. Si possono falsificare i voti ( già fatto, le schede bianche utilizzate dalla ‘ndrangheta per fare eleggere Di Girolamo, gran pezzo d’uomo in realtà uomo di pezza del PDL, ovvero cavallo di Troia della ‘ndrangheta nel Parlamento italiano). Oppure si disorienta l’opinione pubblica dai veri problemi del paese, parlando d’altro e mettendo il bavaglio all'informazione critica. Ecco, in questo Berlusconi bisogna proprio lasciarlo perdere, perché non ha rivali : è stato capace di cavare sangue da una rapa, trasformando la debacle tecnico-elettorale della mancata presentazione delle sue liste nell’ennesima crociata contro i complottisti rossi e i loro amici togati. Perché, a guardar bene, è molto più a suo agio quando dice cazzate che quando cerca di spiegare la crisi italiana e come intende risolverla. Pronto, presidente, ma lo sa che la benzina è arrivata a 1,4 euro e si sta trascinando tutto il resto dei prezzi al consumo, mentre lei continua ad ammorbarci con le sue liste ? Lo sa che siamo di nuovo in crescita zero, e che forse saranno in risalita i suoi capelli ( tanto anche lì lo sanno tutti che bara), ma non certo i conti delle famiglie italiane ? Per quanto tempo crede di raccontare ancora favole, tipo quella che lei è la vittima e gli altri i carnefici ? Stavolta, presidente, il pacco da rifilarci ha difficoltà a confezionarlo, la gente comincia ad essere stanca dei venditori di pentole.

Il giudice di Trani ha scoperto l’acqua calda, che Minzolini legge – e anche male - le veline che gli prepara il premier e che Innocenzi, ex stipendiato Fininvest piazzato all’AGCOM, sotto la divisa dell’arbitro nasconde la casacca del “grande capo”. Certa roba manco fa più notizia nel nostro paese, lo sappiamo tutti ormai che al cavaliere piace vincere facile, e dove può gioca con le carte truccate. Dove non può perde anche quattro a zero, con una squadra fra le più indebitate d’Europa. Ma a lui che gli frega, tanto a pagare sono sempre gli italiani.

Stefano Olivieri
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Pubblicato il 13/3/2010 alle 0.1 nella rubrica Politica.

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