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Le femministe, piazza Farnese e il PDL ( di Stefano Olivieri)

 

I tempi cambiano. Fra tre giorni, trent’anni fa, piazza Farnese a Roma si riempiva di femministe incazzate contro padroni, mariti, fidanzati, insomma maschi prevaricatori. L’otto marzo tutta la zona del ghetto ebraico, in particolare piazza Farnese e l’attigua piazza di Campo dei fiori, era appannaggio del movimento di liberazione della donna. Ricordo i fiori, le gonne lunghe e i maglioni di lana cruda, i capelli intrecciati e gli scialli, gli slogan e i cortei festosi. Proprio a piazza Farnese nel 72, se non ricordo male, ci fu un memorabile e scherzoso scontro di cori e rime fra le femministe e il neonato FUORI (fronte unitario omosessuali rivoluzionari italiani). Da una parte le donne che urlavano : “Col dito, col dito, l’orgasmo è garantito !”. Dall’altra parte il Fuori rispondeva “col c****, col c*****, è tutto un altro andazzo..”

Altri tempi, altre rivendicazioni. Il divorzio appena ottenuto, i consultori da avviare, la pillola, l’aborto. E i maschietti all’angolo, un po’ intimoriti.

Oggi a piazza Farnese protesta il popolo della libertà , un partito dove le donne emergono soltanto se appoggiate, molto spesso in senso per niente figurato, dal capo supremo. Una protesta, quella di oggi, che dovrebbe essere rivolta prima di tutto agli stessi notabili del partito, naturalmente uomini, che si sono rivelati incapaci perfino di osservare le elementari regole elettorali.

La Polverini, diretta interessata, ci sarà senz’altro. Spero che le altre donne del partito della libertà abbiano un pur tardivo sussulto di dignità, e decidano di non sottomettersi a quest’ennesimo burqa. A piazza Farnese è meglio andarci da femministe che da veline schiave.

Stefano Olivieri
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Pubblicato il 4/3/2010 alle 15.40 nella rubrica Politica.

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