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COME GIANNI E PINOTTO (di Stefano Olivieri)

 
Gianni e Pinotto ? Due dilettanti rispetto a Silvio e Guido. Il siparietto che è andato in onda in questo giorni fra il premier e il capo della protezione civile da lui inviato ad Haiti merita di essere studiato ben bene, non solo per coglierne l’intrinseca tragica comicità ( ahinoi) ma anche per fare un ripasso sull’assoluta inconsistenza attitudinale del presidente del consiglio italiano in politica estera.

Non è bastata la dichiarazione di Berlusconi che ha apertamente sconfessato il suo collaboratore, non sono bastate le parole di Frattini per ricucire lo strappo. Hilary Clinton ha ben capito dove voleva andare a parare il premier italiano con l’invio di Bertolaso ad Haiti, e ha fatto benissimo a mortificare l’indegno tentativo di speculazione politica messo in atto con l’unica definizione che meritava : chiacchiere da bar.

Ricostruiamo i fatti : Berlusconi intervistato dai cronisti sul terremoto di Haiti spende quasi nulla delle sue parole per la tragedia ed entra subito nella polemica politica : laggiù c’è una grande disorganizzazione e c’è necessità di un coordinamento. Per questo annuncia che manderà Bertolaso. Nel perfetto stile decisionista del più grande presidente del consiglio degli ultimi 150 secoli.

Ora tutti ci ricordiamo il G8 dell’Aquila. Costato un botto di soldi, ma che sarebbero rientrati tutti perché, come a suo tempo assicurò il premier, i paesi del G8 messi di fronte alla tragedia in tempo reale avrebbero fatto a gara per “adottare” chi la chiesa, chi il palazzo del governo, chi la fontana illustre, etc. etc. Le delegazioni estere andarono in giro fra i detriti del terremoto con il nostro premier in testa al corteo, e accanto a lui il fido Bertolaso, spiegando l’emergenza di ricostruzione di un centro storico  che ancora oggi è di là da venire.

Che cosa avrà detto a Bertolaso Berlusconi prima di mandarlo ad Haiti, e quale mandato il capo della protezione civile abbia ricevuto dal premier, non lo sapremo certo mai, dopo la figuraccia. Però è fuor di dubbio che il consiglio del premier sia stato non certo quello di mettersi in un cantuccio ed osservare, prima di aprire bocca. Gli avrà detto : “Vai là, dì che sei quello della ricostruzione dell’Aquila e del G8, fatti sentire…” Perché Bertolaso non ha fatto in tempo a scendere dall’aereo e se ne è uscito con le critiche, fra l’altro dirette all’esercito americano, di mancanza di organizzazione negli aiuti.

E’ stato un autentico karakiri. Prima di tutto perché toccare con una critica l’esercito Usa significa mettersi contro l’opinione pubblica di tutto il popolo statunitense. Secondo perché in casa nostra Bertolaso e Berlusconi proprio dell’esercito si sono ampiamente serviti e si continuano a servire, ieri e oggi nelle operazioni della monnezza napoletana, domani probabilmente per i siti nucleari.

Gianni e Pinotto non avrebbero davvero saputo far meglio. Peccato che quelli erano attori, e ridere delle loro prodezze faceva solo bene al cuore. Ai nostri due invece gli elettori hanno affidato i destini del paese, poveri noi.

Stefano Olivieri
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Pubblicato il 27/1/2010 alle 10.39 nella rubrica Cronaca.

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