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LE MANI IN TASCA AI PENSIONA...NDI ( di Stefano Olivieri)



La legge finanziaria che sta per essere licenziata dal governo Berlusconi si arricchisce di una nuova cambiale, dopo i miliardi di euro promessi dalla scudo fiscale. Stavolta la mano è andata giù pesante, non con la delicatezza del prelievo (anonimo) del 5% a carico degli evasori (dunque criminali, fino a prova contraria) che riportano in Italia il denaro trasportato illegalmente all'estero e non dichiarato all'erario. Stavolta la finanza tornata creativa ( quando mancano i soldi al ministri si aguzza l'ingegno, ma sempre dalla parte sbagliata) di Tremonti ci regala lo scippo più indecoroso, quello della liquidazione dei lavoratori dipendenti.

Premesso che un bravo cittadino, patriota e rispettoso delle Istituzioni, non dovrebbe risentirsi granchè se lo Stato prende in prestito i suoi soldi ( perchè questo è la liquidazione,e non altro : salario differito, messo da parte dal datore di lavoro senza autorizzazione alcuna ad investirlo, perchè sia riconsegnato intatto alla fine del rapporto di lavoro. Tant'è che si chiama anche trattamento di fine rapporto, TFR per chi ama gli acronimi); premesso anche, e ricordato a tutti, il recente passato, quando governo ( era quello Prodi, se non sbaglio) e sindacati invitarono i lavoratori dipendenti a scegliere se ritirare la loro liquidazione e investirla ( le possibilità di investimento erano normate dalla legge) per far nascere la famosa "terza gamba", ovvero la pensione complementare con cui compensare la progressiva asfissia monetaria che affliggeva la pensione contributiva; premesso infine che per fortuna o per preveggenza, chissà, non poi tanti dipendenti italiani si lasciarono sedurre dalla tentazione delle varie fate morgane ( fra le quali, guarda te, anche la Mediolanum) di ipertrofizzare il loro TFR affidandolo a brave persone che poi tanto brave non sono state, a cominciare, tanto per citarne una, da Lehman Brothers;

premesso dunque tutto questo, che ha avuto come risultato, per chi aveva lasciato il TFR all'Inps, un gran sospiro di sollievo visto lo tsunami che ha colpito l'intero pianeta economico, questo gestaccio sguaiato e arrogante del governo Berlusconi, che scippa e scappa con il nostro TFR dichiarando che servirà non un caso di emergenza nazionale bensì per la "spesa corrente" ( a meno che la spesa corrente sia divenuta un caso di emergenza nazionale, il che confermerebbe ancora di più che questo governo è arrivato alla frutta..),

fatte dunque queste considerazioni invito tutti i pensionandi, di destra e di sinistra perchè il furto con destrezza fa male ovunque quando quel denaro è frutto di sudore quotidiano, ad unirsi insieme, ad andarsi a rileggere attentamente il contratto di lavoro a suo tempo sottoscritto, in particolare alla voce liquidazione o TFR che dir si voglia, e a indirizzare immediatamente una diffida al rappresentante sociale della propria azienda, privata o pubblica che sia ( vale anche per gli enti, nel caso di impiego pubblico), per segnalare con fermezza il proprio rifiuto a qualsiasi utilizzo delle somme accantonate per il proprio TFR che risulti diverso da quello descritto dal contratto di lavoro, o comunque sancito dalla legge al momento dell'assunzione.

Stiamo parlando delle famiglie dei lavoratori dipendenti, di un ceto sociale già andato in sofferenza. Certo, magari un gradino in su rispetto a chi il lavoro lo ha perso del tutto, e a chi si trova in cassa integrazione o in mobilità, con retribuzioni fortemente ridotte e in molti casi anche saltuarie. Ma stiamo anche parlando di un paese dove c'è un governo che si ostina a non colpire le rendite da capitale, un paese dove i conti correnti dei lavoratori sono tassati il doppio rispetto al rendimento dei guadagni di chi gioca in borsa. Un paese impuro, che stenta a riprendersi perchè da noi non funziona più la solidarietà sociale se non in forma spontanea di elemosina, perchè l'ascensore sociale è fermo ai piani alti di palazzo Grazioli, perchè l'attuale premier, per sua esplicita ammissione, ha sempre dichiarato di preferire gli imprenditori agli operai, dimenticandosi che senza i secondi i primi non esisterebbero nemmeno. Un paese con un governo che di fronte alla crisi che ci ha colpito tutti, a cominciare dai più deboli, ha dapprima negato la crisi stessa e poi, quando è stato costretto ai rimedi, li ha trovati senza fare grandi sforzi, cominciando a scippare a destra e a manca risorse destinate ad altro. Come i F.A.S. tanto per citare un esempio, i fondi per le aree sottosviluppate ( e pare quasi un anatema divino il fatto che in coincidenza della trasformazione dei f.a.s. in bancomat governativo, la sorte si sia accanita proprio verso quelle regioni, a cominciare dall'Abruzzo e finendo con le alluvioni di Messina). Mentre intanto i ricchi continuano ad ingrassare, come sempre, come prima.

Non so che cosa altro debba fare Berlusconi per far comprendere a questo paese addormentato che lui sta difendendo, pure in questa crisi, anzi sopratutto in questa crisi, una ben precisa classe : quella dei suoi simili, che non vengono mai colpiti con un prelievo in più, anzi semmai arriva un condono nei momenti di difficoltà. Mi chiedo quanti operai, quanta gente da 1000, o anche 500 euro al meso lo ha votato sognando il paese del mulino bianco che con tanta maestria quest'uomo continua a dipingere in tv. Mi chiedo fino a quando riusciranno a non ammettere di aver sbagliato, perchè un attimo dopo il nostro paese potrebbe conoscere momenti molto difficili e dolorosi. 

Gli elettori di Berlusconi, così come anche gli elettori di Bossi, di un partito come la Lega che più passa il tempo è più dimostra la propria totale estraneità ai princìpi sanciti dalla Costituzione italiana, devono interrogarsi, adesso, e dare un segnale forte già dalle prossime elezioni regionali, a un governo di ladroni incalliti che ha già fatto troppi danni al paese. 

L'opposizione non resti a guardare. Il successo del NOBDAY è un segnale forte che il paese ha lanciato, occorre raccoglierlo con umiltà e rispetto, perchè il disagio è già enorme, e sfidare il governo sul piano di proposte concrete e condivise. Per battere Berlusconi e tutte le sue tv occorre un fronte unitario possente e monolitico, quasi un comitato di liberazione nazionale, inutile farsi illusioni, altrettanto inutile pestarsi i piedi per un posto in più in qualche consiglio regionale. L'Italia è davvero ad un bivio, scegliamo la democrazia per favore, e se il popolo in piazza indica la luna, ebbene quella luna va raggiunta adesso o mai più. 

Stefano Olivieri
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Pubblicato il 9/12/2009 alle 20.20 nella rubrica Ambiente.

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