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L?Antiberlusconismo ? Si esaurirà per noia ( di Stefano Olivieri)

 

Niente di nuovo sotto il sole. Anche stavolta tutto secondo copione, il lodo Alfano spazzato via dalla Consulta e il premier che risponde attaccando le Istituzioni e rilanciando l’idea di una repubblica presidenziale senza contrappesi, basata soltanto su un capo voluto dal popolo opportunamente indottrinato dallo strapotere mediatico al servizio della maggioranza.

Nessuna novità, insomma. Questo Berlusconi che veste per l’ennesima volta i panni della vittima predestinata, che racconta sul palco i fantastiliardi di processi a suo carico e chiama la folla alla riscossa, non fa più notizia e quasi comincia a stancare la platea. Tutto troppo già previsto, nessun colpo di scena che sia degno di tale nome, anche perché se non ci si sconvolge più di un presidente del consiglio che prende a calci la Costituzione i motivi possono essere soltanto due : o siamo pronti – potrei dire rassegnati – al regime oppure abbiamo preso le misure su Berlusconi a tale punto da poter affrontare con calma e con freddezza i suoi attacchi, senza scomporci più di tanto. Ci divertiva di più, in fondo, il presidente viagrato tutto intento a smanacciare le veline, questo qui ossessionato dalle toghe rosse è un deja vu troppo scontato, perfino per i suoi aficionados.

Io personalmente propendo per la seconda ipotesi, anche perché solo l’idea che Berlusconi annetta anche il Quirinale al folto numero delle sue residenze mi fa venire l’orticaria. Ma anche perché soprattutto leggo segnali di insofferenza fra i più stretti alleati del premier, a cominciare da Fini. E senza l’appoggio di Fini il tentativo di superare il doppio passaggio alle Camere con la riforma presidenzialista appare del tutto improbabile, così come la ruota di scorta del referendum popolare che si renderà necessario se la riforma non sarà approvata dai due terzi del parlamento.

E’ una boutade insomma, il ruggito del topo, più o meno come la sparata del ponte sullo stretto. Malgrado nessuno dei processi a suo carico sia ufficialmente ripartito dopo la scomparsa del lodo Alfano, l’uomo si sente già in trappola e non mi stupirei se fra qualche anno si venisse a scoprire che perfino la minaccia di morte pervenuta al Riformista si rivelasse una patacca.

Il conteggio alla rovescia comunque è cominciato per il trapasso politico del peggiore presidente del consiglio della repubblica italiana. Le elezioni regionali lo confermeranno presto.

Stefano Olivieri
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Pubblicato il 17/10/2009 alle 23.25 nella rubrica Politica.

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