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Una settimana in Calabria ( di Stefano Olivieri)



Da una settimana all’altra in Italia può cambiare il mondo. Approfittando dei prezzi stracciatissimi dopo il diluvio universale che ha battuto il meridione, mi sono concesso il lusso di scendere in Calabria ( jonio, Caminia) per cinque giorni di pesca, e mentre ero in riva al mare con la canna in mano a Roma è successo di tutto. Il lodo Alfano respinto dalla Consulta, Napolitano che diventa comunista, Obama nobel per la pace, e chissà come ci sono rimasti male quelli del comitato “Silvioperilnobel”, che avevano peso un sacco di soldi in gadgets, organizzazione, sede sociale, etc. Poi Bossi che annuncia che l’esercito padano è sempre pronto ( ???), perfino la Gelmini commissariata per aver ricacciato in fondo alla classifica dei professori precari quelli a punteggio più alto, che casualmente sono quasi tutti meridionali. I maligni dicono che lo abbia fatto su pressione di Bossi ( che spera forse che un settentrionale gli promuova finalmente il figlio), chissà se per i professori terroni ci sarà una deroga alla mobilità forzata prevista dalle nuove regole di casa Brunetta. Che finalmente dopo tanto bastone sorride e mostra la carota ai dipendenti pubblici, premi e promozioni per i meritevoli, inferno e licenziamento per i fannulloni. Fatto sta che a conti fatti ci rimettono comunque tutti perché i tagli effettuati con la legge 133 restano e pesano soprattutto sulla pensione, per chi ci è vicino. Quanto ai premi, se ad assegnarli sarà Brunetta – quello del culturame per intenderci – ho proprio la sensazione che andranno agli amici e agli amici degli amici. Ma l’effetto annuncio ci sta tutto e di questi tempi è quanto basta.

Con l’aumento della tensione politica, il linguaggio si è ancora di più involgarito, semmai era possibile. Un presidente del consiglio che fa outing – “ io sono di destra” – per avvalorare il suo attacco al presidente Napolitano, che gli ha fatto lo sgarbo di non telefonare alla Consulta per far passare il lodo Alfano. Un presidente del consiglio ed un governo che, qualsiasi cosa facciano, dalla consegna delle case ai terremotati ( a proposito, ora c’è anche Messina : ma non è che Berlusconi porta sfiga sul serio?...) alla legge antifannulloni, marcano la loro distanza dalla sinistra. Che poi non si sa più bene dove stia purtroppo in Italia, se in parlamento o altrove, perché con tutti gli strappi alla Costituzione consumati nelle ultime ore ci sarebbe da scendere immediatamente in piazza con i forconi, e invece niente.

Io comunque mi sono rilassato e ho anche pescato. Purtroppo soltanto dalla riva perché la barca di Nicola, il mio amico calabrese, se l’era presa il mare tre giorni prima che io arrivassi. Con Nicola ho chiacchierato tra una marmora e l’altra, mi ha raccontato le sue preoccupazioni e mi ha fatto riflettere. Lui fa il meccanico da una vita, 40 anni di lavoro, ora ha da tempo una officina tutta sua che gestisce con i tre figli maschi ( ne ha in tutto sei, pochi giorni fa gli si è sposata la seconda femmina e la prima ha partorito un bel bambino). E’ un gran lavoratore e la sua officina la conoscono tutti nel circondario, ora vorrebbe aprire una succursale in un paese vicino e gli servirebbe un prestito di 15mila euro dalla banca per elettrificare i locali. Ma la banca nicchia, dice che non ci sono garanzie sufficienti. Ma come, penso, trovate in Calabria uno che lavora da quarantanni e mette sempre in regola i suoi dipendenti, uno che ha messo su una famiglia numerosa e ha  sistemato i figli, che vuole adesso ingrandirsi per offrire ai figli opportunità di lavoro e di guadagno, e voi gli negate un prestito ? Ma allora a chi li prestate i soldi, alla mafia ? Pensare che con Nicola se parlo di politica ci litigo pure, perché lui è berlusconiano.

I pesci me li sono mangiati ieri sera, perché durante il viaggio di ritorno, a caua di una lunga coda in autostrada causa incidente, mi si erano scongelati tutti. Domani rientro al lavoro e troverò le nuove regole di casa Brunetta, ma non sono granchè preoccupato perché il mio lavoro lo faccio a prescindere da chi sia il ministro della funzione pubblica. Domani è un altro giorno, speriamo che prima o poi gli italiani scelgano un presidente che si dichiari – e si comporti – come presidente di tutti.

Stefano Olivieri
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Pubblicato il 11/10/2009 alle 11.8 nella rubrica Ambiente.

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