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CIAO MAMMA (di Stefano Olivieri)

 

Sono proprio contento di rivederti, era un bel po’ che non trovavi il tempo di startene da sola al pc. Lo so, per te è difficile con il lavoro, la casa, i figli, i soldi, tuo marito… mamma mia non so come fai, davvero, a stare dietro a tutto. Forse nemmeno tu lo sai ed è questa la tua forza, che non ti poni il problema, non lo rimandi, non puoi rimandarlo, ne hai troppi ogni giorno. E’ questo probabilmente il senso di quella particolare qualità che voi donne, voi mamme sopratutto possedete. Noi uomini questa dote la banalizziamo – forse per invidia – dicendo che siete più “pratiche” di noi ed è vero, ma non è certo solo questo. Siete anche più coraggiose, più pronte a definire di volta in volta la scala delle emergenze, e le affrontate senza girarci attorno.

Non prendertela, ma oggi ti vedo un po’ affaticata, anche se sei sempre bellissima. Ti conosco, quando tieni gli occhi bassi così è perché i pensieri ti si affollano in testa e girano in tondo senza che tu riesca ad acchiapparli. Se ti può consolare anch’io sono preoccupato, e ho la sensazione che siamo in tanti ad esserlo ultimamente. E’ per questo che sei affaticata, perché poi tutti scaricano su di te i loro problemi, se non si trova una cosa in casa sei solo tu a sapere dov’ è, tu fai la spesa, paghi le bollette, segni le chiamate ai tuoi figli quando sono fuori, sai trovare le parole giuste anche per tuo marito che è tanto preoccupato per il suo lavoro. Ma te, alla fine, chi ti rasserena ? Nessuno.

Lo so, non te l’aspettavi questa, ma credimi così non se l’aspettava nessuno, questa crisi. La vita è sempre cara quando si ha una famiglia sulle spalle, ma finora avevate sempre avuto qualcosina da parte, per le emergenze. Venti anni fa tu e tuo marito, chiacchierando a letto la sera, sognavate questi anni in modo diverso : i figli grandi, uno magari già sistemato, il mutuo quasi finito da pagare, magari un bel viaggetto d’estate come due fidanzatini, quel viaggio di nozze che non avete fatto mai perché tu eri già incinta di Luca. Poi è arrivato Jacopo e 13 anni fa, quando già sognavi di diventare nonna, è arrivata anche Caterina. Avete dovuto rivoluzionare casa per trovarle una stanza ma alla fine ci è scappato anche un bagnetto in più, però quanti problemi !

Si fa presto a dire di essere ottimisti. Sono tutti professori i vostri amici, vi consigliano di qua e di là, poi salgono sul suv e per tre mesi non li vedi. E voi l’ultima vacanza che avete fatto, una settimana in calabria, risale ormai a cinque anni fa e quest’anno è meno aria di ferie degli altri anni, tuo marito senza più bonus con lo stipendio quasi dimezzato, tu che ti sei dovuta mettere in part time a causa di Caterina, i bot in banca finiti l’anno scorso. Si fa presto a dire di essere ottimisti, è una vita che tu guardi al bicchiere mezzo pieno perché altrimenti non ce la faresti a tirare avanti ma è dura, è difficile, è deprimente comunque. Perché prima, quando pensavi a quelli che stavano peggio di voi, ti venivano in mente famiglie normali in fondo, gente che frequentavi, solo con qualche disponibilità in meno. Oggi invece sei costretta a confrontarti con un mondo che ignoravi del tutto, con problemi che ti mozzano il respiro, che ti fanno evitare lo sguardo dei figli quando sei preoccupata. Perché i tuoi figli crescono, e tu ti rendi conto che il mondo che li circonda è peggiore di quello che speravi per loro. Per Caterina soprattutto, la bellissima Caterina, che ha quasi 14 anni e sembra già una donna. Quando la vai a prendere a scuola te ne accorgi, di come la guardano gli uomini, e ti prende lo sgomento. Vorresti proteggerla, coprirla a quegli sguardi cattivi, ma non puoi. Vorresti evitarle quella tv becera e starnazzante del dopopranzo, quelle figuranti che corteggiano per mestiere però parlano di sentimenti, ma non puoi, perché hai già provato a farlo e Caterina si è infuriata, ti ha detto che non la stimi e che offendi la sua intelligenza, si è chiusa nella stanza e ti ha lasciato sola con le tue paure. E’ difficile essere mamma oggi, faticosissimo tenere la briglia sciolta e al tempo stesso gli occhi bene aperti, tirare una figlia bella e tenerla lontana dai pericoli è diventata una riffa. Caterina è intelligente e studiosa, ma è anche tanto sognatrice e io so che cosa temi, cara mamma. Hai paura di non farcela, che ti sfugga di mano, che vada a fidarsi di gente che sembra per bene, ma non lo è e le farà del male.

Lo spettacolo, il mondo della tv, i tuoi nemici. Pensare che con tanti problemi che hai in testa, i soldi che non bastano nemmeno tagliando su tutto, Luca ancora a spasso con tanto di laurea, il posto in bilico di tuo marito, tu sei costretta a pensare a queste cose. Ieri altri tre poveracci son morti sul lavoro, per quella benedetta sicurezza che non è mai abbastanza, eppure tu pensi a Caterina. Non fraintendermi, non ti sto rimproverando : fai bene, tu pensi a tua figlia, perché lo Stato, il governo dovrebbe pensare alla sicurezza degli operai, a sanzionare chi si approfitta di loro e li tratta come schiavi. Dovrebbe, ma non lo fa, anche perché abbiamo un capo di governo che a quanto pare si interessa ad altre cose, piuttosto che pensare al paese.

Lo so che stai pensando, mi ricordo, sai, che tu lo hai votato. Non voglio farti la predica perché tanto non la accetteresti, perché tanto ci sei arrivata già da sola alle conclusioni. La conclusione è che sei andata a votare uno che chiama di notte al telefono una ragazza che ha solo 3 anni più della tua Caterina e mentre la ascolta chissà che cosa fa, e questo ti turba, ti scombussola, ti toglie qualsiasi sicurezza, perché se non ti puoi fidare di lui, di chi potrai mai fidarti ? Quando eri bambina tua madre ogni tanto, quando facevi i capricci, per farti smettere ti parlava dell’uomo nero che sarebbe venuto a prenderti, ma erano altri tempi. Oggi è tutto più difficile, tutto tremendamente complicato, le nostre ragazze crescono in fretta e da un giorno all’altro le senti parlare al cellulare con un papi.

E intanto tutti quelli che stanno attorno a lui si affannano a dire agli italiani di non dare retta al gossip, però guarda caso le televisioni di cui quello lì è proprietario proprio di gossip nutrono ogni giorno i nostri ragazzi, li spronano al successo e alla competizione sfrenata, li spingono ad usare solo la bellezza e la sfrontatezza per farsi avanti nella vita mostrando loro un mondo che non c’è, mentre tu e tuo marito non sapete più come tirare avanti. Lanciano il sasso ma nascondono la mano, facile farlo stando dall’altra parte della tv, facile mentire quando si hanno le tasche piene, troppo facile.

Però mamma, la sai una cosa ? Io penso che alla fine ce la farai, e ce la farà anche Caterina, perché tu hai saputo darle i giusti anticorpi, anche se adesso non sei serena per lei. Ma tu per lei devi continuare a combattere, perché la parte sana di questo paese torni a galla e faccia sentire il suo peso. Lo sai, non tutto ciò che luccica è vero oro. Perciò la prossima volta che guardi in tv quello lì, abbassa l'audio per un attimo e prova a pensare al ritratto di Dorian Gray.

Stefano Olivieri
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Pubblicato il 28/5/2009 alle 14.16 nella rubrica Etica & dintorni.

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