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FACCETTA NERA NON SARAI ROMANA (di Stefano Olivieri)



Era nell’aria la ricucitura di Silvio Berlusconi con la Lega. Dopo vari strappi e strappetti, necessari anche per ricompattare il neonato Pdl e rintuzzare le critiche del vicepresidente della Camera Fini su tanti aspetti del decreto sicurezza, ora il premier cavalca l’episodio dei respingimenti in mare e ribadisce la assoluta unità di vedute con Bossi e Maroni sulla questione dei clandestini.

Va detto che sul piano legale respingere è legittimo. Purtroppo l’Italia, con i suoi 2700 Km di coste, è un vero e proprio pontile europeo teso nel sud del mediterraneo e per questo motivo il nostro paese non oggi, ma da sempre è stato punto di sbarco per il sud del mondo. Non possiamo e non potremo farci niente, almeno fino a quando sul tema dei migranti l’Europa unita non troverà una sola voce a decidere e un solo braccio per mettere in atto strategie condivise da tutti i paesi. E non potremo mai farci nulla fin quando il gap economico-sociale continuerà ad essere la vera polveriera di migrazioni di massa spontanee quanto benvolute da governi africani tanto corrotti dalle multinazionali che sottraggono risorse quanto cinici nell’assecondare la fuga verso l’occidente di una parte sempre più cospicua di braccia robuste, che se rimanessero in patria potrebbero minare il loro potere con una rivoluzione.

Ma di tutti questi discorsi, evidentemente comunisti, a Maroni e al premier non gliene frega granchè, come, pare, alla maggioranza degli italiani. Non è affar nostro che cosa potrà succedere ai rimpatriati, non è affar nostro se i nostri campi di concentramento profughi sono il paradiso se paragonati al destino che attende i clandestini rimpatriati in Libia. E pare non sia affare nostro nemmeno l’ingratitudine legalizzata per legge dalla Bossi Fini, dal momento che – non esistendo in Italia il “diritto di suolo” -, anche migranti residenti da anni nel nostro paese, pur se lavoratori e ligi alle leggi, possono essere cacciati via se perdono il lavoro e non hanno modo di ritrovarne un altro nei tempi previsti dalla legge. Chi è clandestino sarà cercato in ogni dove perché questo governo ci ha trasformato in un paese di spioni : dalle ronde padane che setacciano le città ai presidi spia che setacciano le scuole, per finire ai medici che perfino in ospedale, stando alle intenzioni di questi disinvolti legislatori, dovrebbero dare la caccia ai clandestini extracomunitari. Il bello è che negli stessi mesi, nelle stesse settimane e negli stessi giorni in cui si avvalora il principio legale della “spiata”, questo governo vuole decretare con la riforma della giustizia anche la scomparsa del principio della obbligatorietà dell’azione penale dei giudici. Come a dire : sì allo stato di polizia, ma che sia ben inteso ben saldo nelle mani dell’esecutivo ( a cui tutti gli spioni possono tranquillamente rivolgersi) e non controllato dalla magistratura. Perché i magistrati, come ha più volte sottolineato il premier, sono antropologicamente diversi e deviati, se li lasci fare potrebbero avviare indagini verso cittadini tanto perbene quanto fedeli al regime, e ciò senza dubbio potrebbe destabilizzare il paese.

Per attestare il ritorno dell’idillio con la Lega, il premier ne ha detta un’altra delle sue : “No all’Italia multietnica !” Poiché spesso le sue battute sono messe subito in cantiere dai suoi zelanti collaboratori e trasformate in legge, vorremmo chiedergli da quando il nostro paese ha smesso di essere multietnico e se per caso abbia in mente di retrodatare l’applicazione dei provvedimenti espulsivi. Perché se così fosse vorremmo raccogliere subito le firme (una bella spiata di massa…!) per cacciare dal nostro bel paese l’esercito dei galli padani, che con quella carnagione pallida e malaticcia non ci azzeccano nulla con la mediterraneità degli italiani. Ecco, piuttosto che dare la caccia ai “neggher” o ai “bingobongo” come carinamente Bossi e i suoi chiamano gli africani, sarebbe il caso di costruire un gran bel cpt a Pontida e riunirci dentro queste etniè residuali che così poco dimostrano di volersi integrare al resto del paese, anche se poi a “Roma ladrona” ci vengono tutti a mangiare visto che la Lega da sempre, malgrado la sua scarsissima rappresentatività a livello nazionale, aspira a governare il paese. E quando il paese non risponde aspira lo stesso, come ha dettagliato recentemente la radiotelevisione svizzera.

La verità è che, prescindendo dalle pulsioni razziste della Lega e dai pruriti senili del premier, il nostro paese è in rovina. Avremo ( più di un milione di disoccupati preventivati dalla UE per quest’anno) le ripercussioni economiche e sociali più laceranti di tutto l’occidente europeo, altro che previdenze tremontine. E la caccia agli africani è soltanto fumo negli occhi per nascondere l’incapacità di questo governo, anzi meglio, la volontà di questo esecutivo di NON combattere il lavoro nero, con tutti gli abusi e soprusi che ciò comporta non solo per gli extracomunitari trasformati in comodi ed economici schiavi usaegetta, ma anche per i nostri italianissimi giovani che non hanno alle spalle un “papi” che conti qualcosa. In Italia si si è ripreso alla grande ad evadere tasse e contributi e il governo allenta i controlli; si continuano ad evadere le norme sulla sicurezza dei cantieri, e il governo smonta pezzo per pezzo la legge sulla sicurezza appena varata dal governo dell’Unione, giungendo al punto di tentare perfino l’emendamento in zona Cesarini, quello che avrebbe graziato i veri responsabili del rogo stragista alla Thyssen; si strombazzano ai cittadini vacui principi di libertà e poi si rimanda per l’ennesima volta l’applicazione della class action. In Italia la legalità è a rischio e questo rischio l’opposizione intera e non solo il PD lo potrà combattere soltanto da sinistra, lo insegna la storia. Intravedo all’orizzonte ineluttabili bagliori di fuoco e metallo, la minoranza riflessiva sta cedendo il passo. Tutti all’erta per la democrazia.

Stefano Olivieri
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Pubblicato il 10/5/2009 alle 12.39 nella rubrica Etica & dintorni.

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