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AMA IL PROSSIMO TUO E POI AMMAZZALO ( di Stefano Olivieri)

Con quali motivazioni oggi l’occidente si schiera in difesa dello stato di Israele, malgrado ciò che sta succedendo a Gaza ? Se i morti sono tutti uguali – e ci mancherebbe se non fosse così – che cosa fa passare in secondo piano l’enorme, mostruosa sproporzione fra il numero delle vittime israeliane e quello delle vittime palestinesi, per due terzi civili e con tanti, troppi innocenti bambini ? Me lo chiedo e lo chiedo, da padre di famiglia, da uomo della strada che osserva il proprio governo schierarsi deciso dalla parte di Olmert, che osserva legittime, democratiche manifestazioni di piazza in favore della stella di David.

Che cosa c’entra la religione ? Nulla. Il favore, tradizionale e generalizzato con cui l’occidente europeo ( e non) ha sempre guardato a Israele ha certo radici lontane, radicate nel terribile olocausto per mano nazista. Una vergogna per l’intera umanità, che dal dopoguerra ad oggi si è cercato di esorcizzare in ogni modo, consentendo a Israele e al suo popolo di ritornare nella sua terra. Quale sia poi esattamente la terra di Israele, e quali i confini, è ancora materia di conflitto, purtroppo. Ma anche un popolo perseguitato deve osservare le regole scritte dagli uomini, le convenzioni internazionali, ad esempio. Quando si passa dalle parole alle armi è una sconfitta preventiva della ragione, un errore che costa sangue. Ma quando si persevera nell’errore la comunità internazionale non può restare a guardare, perché così si torna indietro, non si va avanti. L’olocausto, l’eccidio, la strage di innocenti che arriva dal cielo sotto forma di neve scintillante e omicida è cronaca di questi giorni, i corpi bruciati dei bambini di Gaza non sono poi molto diversi da quelli di Auschwitz. Il perseguitato che diventa persecutore, la vittima che si fa carnefice. Non scandalizziamoci perché è tutto nella limitata natura umana, piuttosto riflettiamo sul vero obiettivo di Israele, quello di rimuovere il potere di Hamas dal governo della Palestina. Un governo eletto democraticamente come quello dello stato di Israele, che fra breve tornerà alle elezioni, ed è anzi probabilmente proprio per beceri fini elettorali che si è decisa l’invasione di Gaza.

Una definizione ricorrente quando si parla dell’operazione “piombo fuso” è quella della legittima difesa. Argomentazione risibile quando parliamo di intifada, perché è praticamente impossibile stabilire chi ha lanciato la prima pietra, o il primo razzo. Dalla discesa di Ariel Sharon nel piazzale delle moschee nel 2001, da una parte all’altra è stato un continuo accusarsi l’un l’altro dei morti, degli attentati kamikaze, dei missili teleguidati dagli elicotteri. I morti sono morti e non parlano, i vivi hanno il dovere di rimettersi a parlare e interrompere una volta per tutte una guerra inutile per tutti, tranne per chi ci specula su.

Ama il prossimo tuo come te stesso. Se fosse vero i confini fra Israele e Palestina sarebbero stati fissati e rispettati da tempo. Dunque la religione non c’entra, e non c’entrano niente nemmeno le supposte radici cristiane dell’occidente. Di legittimo eccesso di difesa e di guerre preventive l’umanità farebbe volentieri a meno, se potesse davvero scegliere. Non importa se tu sia cristiano, arabo, ebreo o islamico, se ami la pace sai da che parte schierarti.

Pubblicato il 15/1/2009 alle 9.36 nella rubrica Politica estera.

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