Blog: http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

Un esercito di 30mila blogghers. E adesso che (ci) facciamo ? (di Stefano Olivieri)

 

Un vecchio adagio dice che un italiano da solo si riposa; due italiani insieme giocano a carte; tre italiani insieme fondano un partito. Un modo come un altro per dipingere una Italia macchiettistica, inconcludente e criticona, che un po’ certamente ci somiglia e un po’ no, se consideriamo in quante e in quali occasioni il nostro popolo ha dimostrato di essere molto più avanti della sua politica. Ma veniamo al punto.

La rete, si dice, è stata la fortuna di Obama. E’ attraverso la rete che un americano medio, senza particolari mezzi a disposizione se non la propria tenacia e intelligenza, è riuscito ad arrivare alla Casa Bianca malgrado diversi handicap. Il primo – la candidatura contemporanea nelle primarie di Hilary Clinton – si è rivelato alla fine un vantaggio per lui : se i democrats avevano accettato la candidatura di una donna presidente, non potevano non accettare un nero. Il secondo problema è stato per lui il colore della pelle, troppo poco bianca per farlo accettare fra i bianchi e non così nera per omologarlo fra gli afrikans, ma alla fine anche quello che sembrava un’insuperabile problema è stato trasformato in un vantaggio dall’abile Obama (incredibile il suo nome : ma ci pensate se avessero detto il 12 settembre del 2001 agli USA che dopo sette anni ci sarebbe stato un presidente nero che portava i due nomi più odiati, Obama e Hussein ?.. Un po’ come se in Germania fosse eletto un Harold Hitler, o in Italia un altro Mussolini…). La verità di fondo è che Obama ha trasformato questi suoi problemi in opportunità, disfandosene con noncuranza e soprattutto parlando un linguaggio diretto, semplice e carismatico al tempo stesso, da vero predicatore senza diventare mai populista come più di qualcuno in casa nostra. Ha smosso totalmente l’elettorato medio basso, quasi costringendo al voto gente delusa che non votava da anni ma che ha sentito forte dentro di se la missione di portare questìuomo fino al gradino più alto, vincendo una sfida titanica.

Questo forse troppo lungo preambolo per dire che adesso 30mila blogghers iscritti al network del PD non sono per niente uno scherzo. Non parlo in termini elettorali naturalmente, saremmo più o meno l’1,5 per cento della popolazione attiva elettoralmente ( più o meno 47 milioni di elettori), ma mi riferisco al formidabile potenziale di idee, di progettualità e anche se vogliamo di militanza attiva che un tale esercito può comportare se opportunatamente sfruttato. Si impone comunque una scelta da fare in breve tempo perché – giusto per fare capire – è come quando la rete idrica costruita per una cittadina di 10mila abitanti va improvvisamente in stress perché la popolazione raddoppia o triplica in pochi mesi : non si possono più utilizzare gli stessi tubi, c’è da ricostruire interamente la rete con un nuovo criterio.

Dico questo perché sono tanti, troppi ormai, i segnali di sofferenza che palesa il network. Dispersione, anzi polverizzazione dei contributi dei blogghers, scarsa visibilità di interventi anche di grande interesse che finiscono in ennesima pagina prima ancora di essere letti e/o valutati, etc. etc. C’è anche chi ( come Emisama, Valeriox e in parte anche il sottoscritto) si è dato da fare per tentare di mettere su una sorta di promemoria per la gestione del network, con una serie di rivendicazioni che vanno dalla netiquette fino al dialogo con i nostri rappresentanti in parlamento.

Basandomi su una mia precedente lunga esperienza ( quella all'interno del forum dell’Ulivo, all’indomani della disfatta del 2001) dovrei dire cha da qui non se ne esce se non con la creazione di un interfaccia da inserire fra il partito e il network, qualcosa che insomma contamini la gestione tecnico-culturale-politica della struttura web attraverso due procedure sostanzialmente : la prima, un atto unilaterale di trasparenza da parte del network ( percorsi e riferimenti chiari per raggiungere facilmente il cuore operativo della redazione e della gestione di PDnetwork); la seconda, l’innesto di alcuni non meglio definibili “rappresentanti dei blogghers” all’interno della gestione-redazione, scelti (dai blogghers) attraverso regole chiare e trasparenti di delega e rappresentanza ( se pensiamo alle primarie bva benissimo, ma occorre discuterne i termini attentamente), che riportino al partito con tempestività ed efficacia le cose buone e meno buone che il network riesce a produrre giornalmente, così da poter correggere rapidamente gli errori e capitalizzare altrettanto rapidamente gli inputs positivi.

Far continuare a crescere così velocemente il network senza far nulla è a mio parere andare dritti verso un’implosione assolutamente infruttifera ( e qualche segnale l’ho già colto in chi dice di andarsene verso altri social forum, o semplicemente di tirare i remi in barca).

Spero che questo intervento non cada nel vuoto. Il partito deve crescere, ma dalla parte giusta, quella democratica.

Pubblicato il 10/11/2008 alle 18.52 nella rubrica Politica.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web