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Cittadino 10&lode

Lo avevo cancellato dal mio blog per errore. E' una idea che mi è venuta per mettere d'accordo sul fisco lavoro dipendente e lavoro autonomo. Un certificato da esibire ai clienti da parte del commerciante ( artigiano, professionista, etc) virtuoso nel pagare tasse e contributi :









Nell’Italia di oggi si va radicando sempre di più nella popolazione il convincimento di una progressiva lacerante disparità fra chi paga tasse e contributi in busta paga – e dunque non può evadere un centesimo nemmeno se volesse – e chi invece, titolare di attività autonoma, ha quanto meno l’opportunità di una maggiore discrezionalità di comportamento. Non è un mistero che il maggiore – e di gran lunga – flusso di evasione fiscale e contributiva provenga proprio dal lavoro autonomo, che per altro da sempre lamenta tasse e contributi troppo esosi. In sintesi mentre il lavoro dipendente e operaio diffida sempre più della virtuosità fisco-contributiva del lavoro autonomo ( a cui per altro addebita, causa l’aumento dei prezzi, gran parte dell’inflazione che pesa sulle famiglie), dall’altra il lavoro autonomo non riesce a intravedere il benché minimo vantaggio in un comportamento fiscale e contributivo più corretto e dunque continua a evadere e a eludere.

E’ insomma un circolo vizioso da cui non si esce se non tentando, al di la della semplice “moral soasion”, di connotare il comportamento fiscalmente e contributivamente virtuoso di attributi che risultino graditi e realmente vantaggiosi per il lavoro autonomo, e che al tempo stesso servano a dissipare la diffidenza dei cittadini lavoratori dipendenti nei confronti di commercianti, artigiani, liberi professionisti.

E’ un compito, questo, che lo Stato nel suo insieme ha il dovere di porsi e affrontare, nell’interesse della comunità. Occorre volontà, ascolto delle esigenze della gente ma anche un po’ di “pensiero laterale” citando Edward De Bono, ovvero la classica terza via che metta tutti d’accordo. E’ questa anche l’idea informatrice di “Cittadino10&Lode

L’idea è quella di creare per il lavoro autonomo nella sua più vasta accezione (tutti i prodotti e servizi di imprese, professionisti, artigiani, commercianti, etc.), un attestato di buona condotta fiscale e contributiva (sulla falsariga del certificato antimafia ) da ottenere pregiudizialmente dopo un anno di avvio di qualsiasi attività autonoma. Puoi lavorare autonomamente soltanto se non rubi alla cassa comune dello Stato, insomma. Chi non lo richiedesse alla scadenza del primo anno dall'apertura dell'attività si esporrebbe a una sanzione oltre che alla necessaria indagine diretta dell'Agenzia delle Entrate e dell'Inps.

L’attestato andrebbe poi obbligatoriamente esposto nei luoghi dove ( negozi; uffici; studi privati; etc) il lavoratore autonomo presta la sua attività in contatto con la clientela di riferimento, così da poter essere esaminato dalla stessa.

L’attestato “Cittadino 10elode” avrebbe due grandi vantaggi  : il primo è che lo Stato non ci andrebbe a rimettere in termini di maggiori detrazioni da restituire ai cittadini, il secondo è che l’attestato attiverebbe un comportamento virtuoso proprio all’origine stessa dell’evasione, dal momento che il negoziante ( o l’artigiano, il professionista, etc) pur costretto alla prassi dell’autodenuncia per ottenere l’attestato, potrebbe poi servirsi dello stesso per fidelizzare maggiormente la sua clientela a danno di altri competitori privi dell’attestato. In più si potrebbe pensare a una sorta di “bonus” premiante per questi cittadini10&lode, costituito da una serie di servizi personalizzati (e sinergici fra gli enti) che lo Stato in via sperimentale (per poi estenderli a tutta la comunità) potrebbe mettere a disposizione per facilitare il rapporto e lo scambio di informazioni.

Dalla parte dei cittadini consumatori di prodotti e servizi il vantaggio sarebbe costituito dalla grande opportunità a loro offerta di poter riconoscere “a colpo d’occhio” i commercianti, gli artigiani, gli imprenditori e i liberi professionisti più virtuosi nel pagare tasse e contributi. Una sorta di controllo antievasione autogenerato dal mercato stesso e di cui sarebbe però garante lo Stato stesso, a livello della sua massima autorità. Tutto ciò non mancherebbe nel tempo di raffreddare una quota rilevante dello stesso processo inflazionistico.

Per andare in sostanza in direzione di uno Stato  non più soltanto esattore di tributi del lavoro autonomo, ma finalmente anche certificatore dei comportamenti virtuosi. E l’onestà è una virtù particolarmente ricercata dai cittadini consumatori, che non mancheranno di girare le spalle verso negozi e studi professionali che non potranno esibire l’attestato. Sarà insomma il mercato in questo caso, ovvero la maggiore e più rapida fidelizzazione della clientela verso il commerciante, l’artigiano, l’avvocato o il dentista virtuoso a fare la differenza. In questo modo l’azione moralizzatrice sarà non solo in direzione di chi eroga il prodotto/servizio, ma anche di chi ne fruisce, dal momento che non ci sarà più la tentazione, da parte del cittadino, di chiedere quanto possa essere il prezzo di un prodotto/servizio senza fattura a chi, in modo preventivo e trasparente, testimonia di essere in regola con lo Stato.

Alla fine anche gli evasori più riottosi si faranno due conti e verificheranno l’utilità di un comportamento corretto.

Stefano Olivieri
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Pubblicato il 22/10/2008 alle 12.37 nella rubrica Idee per una Polis Democratica.

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