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C'è sinistra nel PD ( di Stefano Olivieri)

 

Letta guarda al centro, Rutelli strizza l’occhio a Casini, Dalema pure. Ma che senso ha dire che se non si guarda al centro faremo sempre opposizione ? Ci siamo già scordati come è nato il PD, dalla fusione di un partito di sinistra maggioritario ( i DS) e di un altro minoritario (la Margherita) ? Ci siamo scordati le tante – oggi dico troppe - mediazioni che hanno accompagnato la nascita dello statuto del partito ? la sinistra ha già concesso troppo, e anzi deve riprendere quota dentro al PD, non fosse altro per il fatto che molti dei suoi elettori provengono dai partiti restati fuori dal parlamento. E’ o no il PD un partito a vocazione maggioritaria, un partito inclusivo, un partito che guarda al disagio, a chi sta peggio ? E’ il PD DAVVERO democratico ? Ebbene, se lo è, non può cercare alleati soltanto in parlamento, c’è tutto il resto del paese, che diamine.

Trovo di una supponenza irritante questo camminare con i paraocchi orientati verso la parte più ondivaga – e sicuramente meno disagiata, aggiungo – del paese. Non sto chiedendo a Veltroni di tornare indietro, perché il PD è una realtà e meno male che c’è. Pretendo però, io e i tantissimi che hanno il cuore che batte a sinistra e vogliono cittadinanza per le loro idee e le loro esigenze qui dentro, che ci sia rispetto. Se la ex sinistra non sta più in parlamento, ciò non vuol dire, non deve dire anzi che i suoi elettori debbano rassegnarsi ad essere “azionisti di minoranza” dentro un partito che si chiama democratico. Se così fosse davvero, potremmo chiamarlo partito democratico cristiano e farla finita lì.

Ma non è così. Perché il nostro paese deve andare avanti, non indietro. E i vari Letta, Rutrelli, etc che continuano a pontificare farebbero bene a ricordarsi che sono stati nominati, non eletti, per ben due volte consecutive. Gli elettori non li hanno scelti, si sono scelti da soli inserendosi nella parte alta delle liste elettorali governate dalla peggiore legge che l’Italia si sia mai potuta dare, una legge che avremmo dovuto abrogare all’indomani delle elezioni vinte nel 2006 e che invece è ancora lì, e potrebbe anche peggiorare in vista delle europee.

C’è sinistra nel PD, e vi assicuro che nessuno la metterà all’angolo. E quanto più questo plotone irriducibile riuscirà a farsi sentire, a seminare valori e proposte, tanto meglio sarà per uil paese, tanto meglio sarà perfino per quell’altra parte di sinistra che ha scelto il suicidio elettorale ed è ancora lì a leccarsi le ferite. Un dialogo è sempre possibile, una strategia comune la sta dettando già la cronaca di questi giorni, di questi mesi, con l’attacco frontale portato da Berlusconi al lavoro dipendente, ai salari, al diritto di libera espressione, perfino al diritto di sciopero. E’ proprio così impossibile in questa strage di diritti pensare ad un laboratorio comune che sorpassi l’esperienza negativa del governo dell’Unione ? Io credo di no, io penso, voglio credere che sia possibile che nasca una nuova alleanza, più consapevole e stabile, fra il PD e ciò che nascerà a sinistra. Al partito di Cuffaro preferirò sempre, se avrò facoltà di scelta, chiunque venga da una sinistra più democratica e vicina ai suoi elettori. Se a sinistra faranno delle vere primarie, trasparenti e realmente rispettose delle pari opportunità di tutti i candidati, da quella sinistra non potrà venire che un alleato prezioso. E il PD pur ribadendo la sua diversità non può non augurarsi di incontrare di nuovo i suoi vecchi compagni di strada. Perché nel PD la sinistra c’è, e anzi deve crescere. Che tutti i compagni battano un colpo se ci credono. Altrimenti Berlusconi governerà per altri vent’anni.


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Pubblicato il 14/10/2008 alle 18.31 nella rubrica Cronaca.

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