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Chi pagherà la Service Tax ? (di Stefano Olivieri)

 Pare che già il nome piaccia tantissimo a Berlusconi, che di solito a sentir parlare di tasse diventa subito nervoso. Per questo la cosa mi insospettisce e molto, e non solo perché l’idea è stata partorita da Calderoli, noto mattacchione della CDL per le sue trappolone, prima fra tutte la riforma elettorale.

Credo che Berlusconi e i suoi siano contenti perché hanno appena finito di confezionare un nuovo pacco dono per gli italiani : la tassa sui servizi ( locali : dunque il governo centrale sarà una verginella che resterà a guardare) è intanto una nuova tassa, punto. A quanto ammonterà e soprattutto chi la dovrà pagare, questo è un argomento ancora avvolto dal mistero. Ma poiché in qualche modo andrà a sostituire l’ICI ( con cui la stragrande maggioranza dei comuni italiani riusciva più o meno a far quadrare il bilancio comunale), il paragone è d’obbligo.

L’ICI è stata cancellata, e va bene. Non se ne è accorto chi già non la pagava più nella passata legislatura, dal momento che il governo Prodi aveva predisposto i confini di una no tax area specifici per l’ICI. Dunque per chi è proprietario della sola casa di abitazione e titolare di reddito modesto, l’ICI è un ricordo già lontano, datato 2006. Il regalo Berlusconi lo ha fatto soprattutto alle classi abbienti, avendo il pudore di escludere castelli, ville hollywoodiane, etc. , ma a conoscere l’ingegno di certi commercialisti al soldo dei ricconi (ogni riferimento a Tremonti è puramente casuale) c’è da scommettere che nel frattempo molte dimore da nababbi sono state per incanto declassate.

La tassa sui servizi con la casa c’èntrerà poco o nulla, pare. Invece interesserà i servizi resi ai cittadini. Quali ? Ad una intervista Calderoli risponde così a questa domanda : “«Tutto quello che viene offerto dal Comune in termini di servizi, dall’aiuola alla pulizia del marciapiede, dal parcheggio all’acqua che ti arriva fino a casa, verrà coperto da questa tassa»

Dunque la pulizia delle strade e dei giardini, i parcheggi, l’acqua potabile che esce dal rubinetto. Beni e servizi di cui certamente si giovano tutti, più o meno. Ma io aggiungerei anche – si sa : Calderoli è un genio smemorato, lo si vede dalla faccia – anche i trasporti pubblici. E poi chissà se i vari aiuti sociali al turismo, alla scuola, alle opere pubbliche, alle opportunità economiche e culturali ecc. rientrano anch’essi nelle categorie previste dalla service tax. E come omologare in questa logica prettamente mercantile – io ti do un servizio e tu lo paghi – le tessere gratuite per l’autobus dei nonnetti, o i servizi per gli studenti disabili ? Per il momento è un mistero, ma ho paura che questa tassa verrà spalmata tout court su tutta la cittadinanza a prescindere da reddito e condizione sociale. Tutti i servizi cresceranno di prezzo, e compiranno in maniera indiscriminata i redditi delle famiglie. Così chi dell’autobus o della metropolitana se ne frega perché gira in suv, non avrà un soldo di danno. Come chi come Bossi e Berlusconi, se sta male non va mai in ospedale ma si serve sempre delle cliniche private, ma è pronto a scandalizzarsi dell’inefficienza del servizio sanitario nazionale.

Così questo primo assaggio di federalismo fiscale mostrerà finalmente di che pasta, al di là degli annunci, è fatto questo governo. E se a questo aggiungiamo l’ottica niente affatto solidarista di tutto il complesso della riforma federalista, avremo di fatto la vecchia e mai morta secessione bossiana. Il sud crollerà inesorabilmente, e il bonus temporale concesso – circa dieci anni – a regioni come la Sicilia fa sorridere : la magnanimità e il buon senso c’entrano nulla, è soltanto per non mettere in difficoltà l’alleato Lombardo, che tanto ha contribuito alla vittoria nelle ultime elezioni politiche.

I sindaci – anche quelli dell’Unione – presi per il collo dal primo all’ultimo e nessuno escluso, hanno fin qui dimostrato attenzione e interesse per quello che bolliva nella pentola del federalismo fiscale, ma adesso usciranno allo scoperto per forza. Da una parte gli sceriffi fedeli al governo centrale, dall’altra quelli legati all’opposizione, che ovviamente sperano tanto di non ritrovarsi soli a risolvere l’ennesimo attacco ai diritti dei cittadini, in particolare quelli che già sono in difficoltà.

Si prepara una stagione tesissima su più fronti, dal lavoro dipendente mortificato nei salari e negli stipendi, a quello dei servizi locali che subiranno un rincaro per effetto della service tax. Questo è il momento di parlare chiaro, di mostrare che il re è nudo. Niente più dialogo e lotta in piazza, senza bandiere se non quella della difesa dei diritti sanciti dalla costituzione. Questo governo va smascherato fino in fondo, e il PD ha questa enorme responsabilità, di organizzare la protesta e impedire che i tanti piccoli fuochi già accesi divampino in un grande incendio. Lo faccia per carità, anche prima del 25 ottobre.

Pubblicato il 8/9/2008 alle 10.25 nella rubrica Cronaca.

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