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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
26 ottobre 2010
Migranti (di Stefano Olivieri)
 

Due notizie. La prima è quella di un giudice di Torino che decide un indennizzo ridotto per una vittima sul lavoro, soltanto perché non italiana. Lo dicevamo da un pezzo che gli operai erano trattati come pezzi di carne, ma non immaginavamo che ci fosse la prima e la seconda scelta.
La seconda notizia è che gli stranieri in Italia ci sono, e ormai rappresentano un decimo della popolazione italiana. E contribuiscono alla crescita del nostro esiguo pil nazionale molto più di tanti furbetti nostrani, abbondantemente più ricchi dei romeni, marocchini, tunisini, senegalesi che lavorano da noi.
Fra l’altro sono persone che fanno molto comodo all’Inps, perché il rapporto fra contributi incassati e pensioni pagate agli extracomunitari è per l’istituto assolutamente più favorevole di quello riferito alla popolazione italiana.
Eppure il razzismo cresce, sempre più sfacciatamente. Il ragazzo romano (non romeno) che ha ucciso con un pugno la sfortunata infermiera della metropolitana ha incontrato tanta solidarietà, anche fra i media. – Poverino… - hanno detto – così giovane e deve finire in carcere. E poi quella gli aveva pure sputato…

E già. Fosse stata una ragazza romana a sputare e un romeno a sferrare quel pugno, la folla della metropolitana avrebbe fatto giustizia sommaria. Invece l’infermiera romena è restata a terra agonizzante per tanti minuti, la gente passava e tirava avanti, un vero schifo.
Ci penserà, ci sta già pensando Berlusconi a trasformarci (di nuovo, perché lo siamo già stati per tanti anni) in un popolo di migranti. Lo siamo già in parte, basti vedere come il leghista Maroni tratta gli abitanti di Terzigno. Più o meno come i neri delle arance di Rosarno l'anno scorso, e a proposito : quest'anno quei meravigliosi frutti marciranno sugli alberi, perchè gli schiavi neri per raccoglierli non li trovano più.
L’asticella del sud del mondo ci inghiottirà e non per le invasioni barbariche, ma per la nostra stessa stupidaggine. Per i primi circa duemila anni della nostra storia siamo riusciti a fare dell’incontro con lo straniero la nostra ricchezza materiale, culturale e spirituale. Poi sono arrivati Bossi e Borghezio, e Berlusconi se li è caricati sul suo carro. Primi della classe dice lui, sessantasettesimi in corruzione dicono gli altri. Perché non riusciamo manco a percepirla più come reato, la corruzione. Ci stiamo abituando alla repubblica dei ladroni, delle mignotte e dei mazzettari in parlamento. Ci abituiamo a tutto, perfino ai pulmann di curiosi che affollano Avetrana. Qui non basterà più una rivoluzione, ce ne vorrebbero almeno un paio.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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