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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
DIARI
9 novembre 2015
Un romanzo poliziesco de noantri
Presto in tutte le librerie della capitale. 
magari poi ne faranno anche una serie tv





Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it
DIARI
7 novembre 2014
L'argine di marmo (di Stefano Olivieri)

Fatemi capire meglio. A Carrara esonda il fiume Carrione distruggendo un argine completato pochi mesi fa e per ripararlo hanno usato decine di blocchi di preziosissimo marmo? Ce lo pagano ( anzi: lo pagano alla famiglia Bin Laden, che è da tempo proprietaria della quota maggioritaria dell’impresa estrattiva) a peso d’oro, ci hanno lastricato monumenti e palazzi in giro per il mondo e proprio nella città di provenienza viene adoperato per riparare un argine. Ma non avevano a disposizione sacchetti di sabbia, o detriti di calcinacci, insomma qualsiasi altra cosa? Mi piange il cuore a vedere quei blocchi lucidi, preziosi, scintillanti di vita propria, scomparire sotto la melma. E penso che non sia stata una scelta illuminata anche sotto il profilo dell’immagine pubblica. E' proprio vero che è nell'emergenza che il nostro paese dimostra di avere le mani bucate.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it 
26 settembre 2012
MARIO GRANDE ELETTORE DI SILVIO (di Stefano Olivieri)


Mi affaccio per postare soltanto un trafiletto, ripreso da Repubblica online di oggi 26 settembre 2012: 

MONTI, BERLUSCONI? PIENO DIRITTO A RIPRESENTARSI

«Non so» se Silvio Berlusconi «si presenterà alle elezioni, ne avrebbe chiaramente tutto il diritto. Non ha mai lasciato la politica, ha lasciato la premiership». Lo ha detto il premier. «Vedo in lui uno dei maggiori sostenitori del governo»

Se a qualcuno fosse rimasto qualche dubbio....

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it 


23 agosto 2012
STAMPA LIBERA? (di Stefano Olivieri)


Repubblica, Scalfari, ma dove vi state posizionando? Fate da megafono a Bruxelles e alle agenzie di rating sull’allarme del dopo Monti? Chi dovrebbe smontare le riforme? E di quali riforme parlate? Una volta, quando la politica era alta, la riforma era un intervento teso a migliorare la società, a ripartire con giustizia i sacrifici fra tutti i cittadini. Che hanno fatto Monti e Fornero per la parte più debole ed esposta della nostra popolazione? È stato forse riformato il fisco? È stata forse vinta l’evasione fiscale? Stiamo impedendo significativamente l’evasione contributiva? Abbiamo dato un colpo mortale alla malavita organizzata? Dove sta questa luce alla fine del tunnel, sarà mica un treno che sta arrivando a tutta velocità?
Abbiamo le imprese che continuano a chiudere, esodati privati a cui seguiranno i pubblici, l’amministrazione pubblica in sofferenza con blocchi contrattuali che oramai durano da sei anni, lavoro nero e grigio che imperversa in tutto il paese. Che cosa ha mai fatto il governo Monti, che, se lo avesse fatto Berlusconi, non avreste subito denunciato a otto colonne? Pensate che gli italiani siano davvero così stupidi? Vi sbagliate. Vi vedono che avete l'osso in bocca e la lingua penzoloni.

Il paese è alla fame, il disagio ha ormai inghiottito anche buona parte della classe media. Il denaro non gira che nelle stesse tasche dei soliti noti, sempre più ricchi. Il costo energetico continua a salire e con esso l’inflazione, la tassa più odiosa e non più recuperabile sui salari dopo gli interventi fatti da Tremonti, che Monti si è ben guardato dal modificare.
Dove stanno le riforme di Monti, quelle che dovrebbero risollevare la parte più debole di questo paese e ridare dignità e speranza a milioni di persone? Quale pericolo paventate e soprattutto, quale classe politica pensate che sia giusto governi il “dopo Monti”? Il piano energetico di Passera è trivellare sotto costa invece di diffondere a basso costo i pannelli solari, e voi che dite? Nulla. Vi fate superare da Famiglia Cristiana, noto settimanale comunista.

Rispondete una buona volta e spiegateci bene. Non sto parlando di destra o sinistra, parlo del paese che vi legge ogni mattina. Dove volete che vada questo paese se non ripartono davvero i consumi, se non si redistribuisce il reddito alle famiglie? Dite una parola, una e definitiva, sulla tassa patrimoniale, senza se e senza ma: pensate sia ora di tirarla fuori o no? O dobbiamo aspettare che i tempi maturino per un’altra dittatura populista?
Voi grandi quotidiani avete un dovere, un obbligo morale. La stampa oggi DEVE stare dalla parte dei cittadini, non dei partiti, quali che siano. E deve raccontare la gente e i suoi bisogni reali. Non le luci in fondo alle gallerie e nemmeno le streghe del dopo Monti. 

Per favore siate più seri.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


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16 marzo 2011
Caso Ruby - Quel fattaccio avvenuto a Fkih Ben Salah ( di Stefano Olivieri)

Preso dal web (irispress.it e italianainmarocco.com) : “I pm di Milano sono sicuri di avere le prove che El Marough è nata nel 1992. Il papà di Karima: "Se fosse stata più grande, non avrei perso tempo a correrle dietro" Spallucce. Sorrisi e no comment. Classico gesto del tipo "Ma quando mai?". Negli uffici della Procura milanese l'ipotesi lanciata da Silvio Berlusconi in persona, di una Ruby più "vecchia" di due anni, e dunque "non minorenne" non crea sussulti. Anzi, un investigatore osa una considerazione: "Se puntano su questo, vuol dire che cominciano a rendersi conto di essere messi proprio male".
 
Come sappiamo, alla magistratura milanese risulta questo: Karima El Marough, detta Ruby Rubacuori, scappata da casa adolescente, una giovinezza da girovaga tra comunità e concorsi di bellezza, discoteche e corsi di recupero scolastico, frequentazioni molto pericolose, è nata l'1 novembre 1992 a F. B. Salh, Marocco. Quando il 14 febbraio 2010, giorno di San Valentino, entra ad Arcore, e incontra l'"utilizzatore finale" Berlusconi (che di lei s'incapriccia) ha diciassette anni e mezzo. E l'avvocato Venera Scrima, che segue le vicende della famiglia El Marough da molto tempo, lo sa.

Anzi, il padre di Ruby, che prima  si rifiutava di parlare, le ha detto: "Ma scusi, se mia figlia fosse stata due anni più grande, avremmo passato tutto 'sto tempo a correrle dietro perché era minorenne? La questione sarebbe stata già chiusa, con dolore, ma io sarei uscito prima da tutti i guai". Sulla registrazione del certificato di nascita in ritardo all'anagrafe marocchina è ancora più tranchant: "Sono cose che in Marocco accadevano cinquant'anni fa, quando si partoriva in casa, figuriamoci se nel 1992 può accadere un fatto simile...".

Il premier Berlusconi, che pure ha baciato l'anello a uno come Muhammar Gheddafi, deve pensare che l'Africa Mediterranea sia rimasta indietro, quasi al tempo del Fascio: "Abbiamo le prove che non era minorenne, è stata registrata all'anagrafe due anni dopo essere nata", si ostina a dire. Le prove? Silvio Berlusconi non le mostra. Anzi, da quando si conosce la storia di Ruby e la sua "balla" in questura sulla nipote di Mubarak, il premier ha affastellato una serie di "prove" molto di comodo tanto sul bunga bunga (come festa dove ci si diverte "lecitamente") quanto sull'aiuto che fornisce "a tante persone bisognose" (e che siano in larghissima maggioranza giovani, carine e "easy" sarà una semplice coincidenza).

Quello che Berlusconi sembra non voler fare è informarsi almeno un minimo. C'è una lettera pubblica del padre di Karima-Ruby. È stata diffusa dalla stessa avvocatessa, insieme con Irene Visigoti, del Movimento per la Vita: "Il signor El Mahroug non ha mai cacciato di casa la figlia. Quando, ancora quattordicenne, Ruby fuggì di casa, iniziò a cercarla, assieme alla madre, nel tentativo di sottrarla alle disavventure che inevitabilmente la ragazza ha dovuto affrontare (...) Il signor El Mahroug non ha mai lanciato l'acqua bollente sulla figlia. La cicatrice risale ad un incidente in cui la piccola aveva un anno e si trovava in Marocco, mentre il padre era in Italia. L'età di una cicatrice si può periziare facilmente (...)".

Berlusconi è ricchissimo, il padre di Ruby fa fatica a coniugare il pranzo con la cena, e "per essere aiutato ad accogliere e sostentare l'ultimo nato, quattro anni fa", il papà di Ruby ha cercato l'aiuto di chi sostiene la famiglia. E più volte si è sfogato, queste testimoni attendibili hanno raccolto "la sofferenza e la disperazione del signor El Mahroug, che ha sempre trepidato per la sorte della propria figlia". Una figlia minorenne che, abbandonata a se stessa e senza un tetto, è entrata a Villa San Martino ad Arcore per dieci volte, ricevendo, dall'agghiacciante generosità del premier, denaro a pioggia e gioielli. In cambio di che cosa? Lo stabilirà il processo milanese del 6 aprile, che il premier fugge come la peste.
 
Adesso alcuni titoli :
 
"Abbiamo trovato le prove"
Berlusconi: "Ho un'arma nel cassetto... se ne accorgeranno
questi giudici di Milano..."
(da il Secolo XIXI del 3 marzo 2011)
 
3/03/2011 - 15.13
CASO RUBY, "IL GIORNALE": BERLUSCONI "RUBY ERA MAGGIORENNE,
ABBIAMO LA PROVA"

ROMA, 3 MAR - "Abbiamo la prova che Ruby è stata registra all’anagrafe marocchina due anni dopo la sua nascita". Così il premier Silvio Berlusconi secondo quanto riporta oggi "Il Giornale" che poi prosegue, "una prova che presenteremo durante il processo".

Il presidente del Consiglio, leggendo sempre sulle pagine del quotidiano di via Negri, si dice convinto della sua posizione poiché "sono innocente e vedrete che alla fine sarò assolto" e "ancora una volta si risolverà tutto in una bolla di sapone".

Infine, conclude l'articolo, Berlusconi passa all'attacco contro la magistratura. "E' un vero e proprio processo mediatico che ha come finalità la mia uscita da Palazzo Chigi e non certo la mia condanna.
 
Poi è arrivato il colpaccio del “Fatto quotidiano”, con l’intervista alla impiegata all’anagrafe marocchina avvicinata da due italiani che le hanno chiesto di modificare la data di nascita della ninfetta del premier. Adesso la Procura di Roma sta avviando una indagine contro ignoti. Ma … ignoti…DE CHE ?
 
Se fosse appurato che per davvero è stata tentata questa operazione criminosa ( e l’impiegata marocchina non aveva assolutamente nessuna ragione di inventarsi una cosa del genere: oltretutto adesso avrà certamente un mucchio di seccature e forse correrà anche qualche rischio…), è altrettanto vero che il sospetto che Berlusconi ne fosse quanto meno informato in anticipo è ben più di un sospetto. Direi, stando alle sue stessi improvvide affermazioni pubbliche, che è anzi una certezza.
 
A questo punto non dovrebbe essere poi tanto difficile, con la giusta collaborazione delle istituzioni marocchine, riuscire a trovare la verità. I due emissari italiani saranno giunti in Marocco in aereo, presumibilmente, e ci sono mille modi per verificare l’elenco degli italiani atterrati in quei giorni. Poi, per raggiungere la località dove è nata Ruby, avranno necessariamente dovuto affittare un mezzo di locomozione privato, e anche questa è una pista che può essere agevolmente battuta. Poi ci sono le telecamere che possono aver intercettato qualche viso, e ancora altri testimoni che possono aver visto o sentito qualcosa di strano.
 
Insomma, al posto di Silvio Berlusconi non starei troppo tranquillo. Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.
 
 
Stefano Olivieri
29 gennaio 2011
SIAMO TUTTI NIPOTI DI… UNA IDEA PER FACEBOOK ( di Stefano Olivieri )

Io non ne ho purtroppo il tempo per farlo, ma sarebbe davvero il caso di creare un apposito evento su Facebook per dare la massima visibilità al tentativo del premier di far passare la sua assurda tesi ( ho creduto davvero che Ruby fosse nipote di Mubarak e quindi ho agito da presidente del Consiglio per il bene dei rapporti internazionali quando ho telefonato in Questura). la pagina Facebook si potrebbe intitolare "SIAMO TUTTI NIPOTI DI..." e raccogliere adesioni di tante persone ( con relativa foto segnaletica, con un bel cartello appeso al collo che dice ad esempio : sono cognato di George Bush; oppure suocera di Putin; fate voi). Una volta che si è fatto un gruppo consistente ( sopratutto di romani, per questioni logistiche) ci si da appuntamento con i cartelli davanti vanti a Montecitorio, per chiedere anche noi le bustarelle che lui ha dato alla "bisognosa" Ruby e non solo a lei. Occorre battere il ferro finchè è caldo, svegliare la gente addormentata dietro le chiacchiere e i proclami del premier. Occorre farlo subito, perché lui spera soltanto di far dimenticare, e invece bisogna far capire, e ricordare ogni giorno.  
 
Che cosa ne dite dell'idea ? Coraggio, c'è qualcuno che si prende la briga di organizzare una cosa del genere su FB ? Io, credetemi, non ne ho davvero il tempo per problemi seri, ma sarò certo il primo ad iscrivermi !!!
 
Ultimora : LA PAGINA FACEBOOK ( grazie a Francesco Jones per la sollecita collaborazione!!!) è stata già creata e la trovate  a questo indirizzo :
 
Iscrivetevi numerosi, se riusciamo a fare in pochi giorni un numero di 500, 1000 iscritti (possibilmente romani, o disposti comunque a partecipare un giorno a Roma), potremo organizare con i cartelli un bel sit in sotto le finestre del premier. Chissà se crederà anche a noi, visto che si è bevuto la bugia di Ruby (sempre ammesso che poi Ruby abbia detto di essere la nipote di Mubarak, perchè non sembra che stiano così le cose...).
 
Stefano Olivieri
30 novembre 2010
INCREDIBILE : BERLUSCONI DICHIARA "MAI PARTECIPATO A FESTINI SELVAGGI!" E A POMPEI CROLLA LA "CASA DEL MORALISTA"

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permalink | inviato da Stefano51 il 30/11/2010 alle 19:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
27 gennaio 2010
COME GIANNI E PINOTTO (di Stefano Olivieri)
 
Gianni e Pinotto ? Due dilettanti rispetto a Silvio e Guido. Il siparietto che è andato in onda in questo giorni fra il premier e il capo della protezione civile da lui inviato ad Haiti merita di essere studiato ben bene, non solo per coglierne l’intrinseca tragica comicità ( ahinoi) ma anche per fare un ripasso sull’assoluta inconsistenza attitudinale del presidente del consiglio italiano in politica estera.

Non è bastata la dichiarazione di Berlusconi che ha apertamente sconfessato il suo collaboratore, non sono bastate le parole di Frattini per ricucire lo strappo. Hilary Clinton ha ben capito dove voleva andare a parare il premier italiano con l’invio di Bertolaso ad Haiti, e ha fatto benissimo a mortificare l’indegno tentativo di speculazione politica messo in atto con l’unica definizione che meritava : chiacchiere da bar.

Ricostruiamo i fatti : Berlusconi intervistato dai cronisti sul terremoto di Haiti spende quasi nulla delle sue parole per la tragedia ed entra subito nella polemica politica : laggiù c’è una grande disorganizzazione e c’è necessità di un coordinamento. Per questo annuncia che manderà Bertolaso. Nel perfetto stile decisionista del più grande presidente del consiglio degli ultimi 150 secoli.

Ora tutti ci ricordiamo il G8 dell’Aquila. Costato un botto di soldi, ma che sarebbero rientrati tutti perché, come a suo tempo assicurò il premier, i paesi del G8 messi di fronte alla tragedia in tempo reale avrebbero fatto a gara per “adottare” chi la chiesa, chi il palazzo del governo, chi la fontana illustre, etc. etc. Le delegazioni estere andarono in giro fra i detriti del terremoto con il nostro premier in testa al corteo, e accanto a lui il fido Bertolaso, spiegando l’emergenza di ricostruzione di un centro storico  che ancora oggi è di là da venire.

Che cosa avrà detto a Bertolaso Berlusconi prima di mandarlo ad Haiti, e quale mandato il capo della protezione civile abbia ricevuto dal premier, non lo sapremo certo mai, dopo la figuraccia. Però è fuor di dubbio che il consiglio del premier sia stato non certo quello di mettersi in un cantuccio ed osservare, prima di aprire bocca. Gli avrà detto : “Vai là, dì che sei quello della ricostruzione dell’Aquila e del G8, fatti sentire…” Perché Bertolaso non ha fatto in tempo a scendere dall’aereo e se ne è uscito con le critiche, fra l’altro dirette all’esercito americano, di mancanza di organizzazione negli aiuti.

E’ stato un autentico karakiri. Prima di tutto perché toccare con una critica l’esercito Usa significa mettersi contro l’opinione pubblica di tutto il popolo statunitense. Secondo perché in casa nostra Bertolaso e Berlusconi proprio dell’esercito si sono ampiamente serviti e si continuano a servire, ieri e oggi nelle operazioni della monnezza napoletana, domani probabilmente per i siti nucleari.

Gianni e Pinotto non avrebbero davvero saputo far meglio. Peccato che quelli erano attori, e ridere delle loro prodezze faceva solo bene al cuore. Ai nostri due invece gli elettori hanno affidato i destini del paese, poveri noi.

Stefano Olivieri
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15 gennaio 2010
FELTRI E’ USCITO DI TESTATA ? (di Stefano Olivieri)
 

Il Giornale e Libero, due quotidiani ben più che amici del premier, oggi lo impallinano sul suo dietrofront clamoroso nel tema fiscale. Feltri in particolare da un bel po’ di tempo – direi da quando ha ripreso la guida del Giornale – si mette spesso di traverso con i suoi articoli, attaccando per la verità più spesso Fini che il cavaliere, ma insomma creando problemi nella compagine governativa.

Feltri è uscito di testata ? Vuole mettersi in politica anche lui ? Macchè. Feltri esegue, così come Belpietro, pedissequamente gli ordini del capo. Il popolo affamato preme ai confini del palazzo imperiale e a corte cominciano a farsi strada trame segrete, complotti di palazzo. L’imperatore lo sa e ha chiamato a raccolta le sue guardie scelte, dando un ordine preciso : quando vedete che i miei si agitano troppo, fate casino. Re Ferdinando avrebbe detto “Facìte ammuìna”, ma il linguaggio di Silvio è ben più diretto.

Insomma quando serve i giornali sparano forte senza prendere la mira, tanto Silvio è invincibile e ha già abituato il popolo alle sue smentite. Però vuoi mettere la scena, il giornale di famiglia che lo mette in croce mentre l’opposizione blatera di assenza di democrazia ?

Niente di nuovo sotto il sole. Altro che fuoco amico, questo è l’ennesimo incendio di Nerone Berlusconi, che non esita a incendiare l’Italia per salvare se stesso.

Stefano Olivieri

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permalink | inviato da Stefano51 il 15/1/2010 alle 10:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
6 settembre 2009
NOEMI 2, LA TOPPA E’ PEGGIORE DEL BUCO (di Stefano Olivieri)
La rediviva Noemi Letizia concede un’intervista a Sky e al Daily Mail (riportata da Repubblica), a distanza di qualche mese dal suo compleanno e da quella festa a Casoria che è stata, come sappiamo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso per la moglie del premier Veronica Lario.

Noemi ce la mette tutta per scagionare papi, ma come spesso accade in queste cose, la toppa è molto peggiore del buco. E ci meraviglia il fatto che Berlusconi, così avveduto e intransigente con altre sue fan (ad esempio in una intercettazione aveva intimato a Evelina Manna il silenzio assoluto, senza condizioni), non abbia consigliato alla diciottenne di Portici di starsene zitta e cheta, piuttosto che rilasciare interviste, per di più al concorrente Murdoch. D’altra parte, a voler spezzare una lancia in favore di Noemi, va anche detto che il ferro va battuto finchè è caldo : il cachet della giovane oggi ha un prezzo, domani chissà. Inoltre Mediaset e Rai non avrebbero mai potuto accoglierla senza scatenare un legittimo vespaio di polemiche da parte dell’opposizione al premier, e così alla fine Noemi è approdata a Sky.

A intervistarla è stata la specialista Daphne Barak, che l’ha lasciata andare a ruota libera, sapendo che i frutti prima o poi sarebbero caduti dall’albero. Noemi si è detta profondamente dispiaciuta del disastro familiare del premier, e ha ribadito che quanto raccontato dai giornali è pura invenzione, dal momento che lei conosce Berlusconi fin da piccolissima : “Conosco Silvio da quando ho memoria. Mio padre mi portava da lui quando ero piccola. Accadeva spesso. Ma per me era una cosa normale. Non è che Silvio fosse una persona straordinaria per me”. E il nome papi è solo un vezzo affettuoso, niente di più : “..quando ero piccola, gli ho dato il nomignolo che tutti conoscono ora. Perché io sono una persona dolce, mi piace dare nomignoli alle persone che amo. E così ne ho dato uno a Silvio, perché è dolce. Era per dimostrargli affetto”.

Noemi carissima, ma se tu avessi conosciuto “papi” fin da piccolissima, andandolo a trovare “spesso” con il tuo papà, spiegaci allora perché non si è trovato ancora nessuno che possa giurare di aver visto insieme Benedetto Letizia e Silvio Berlusconi in una qualsiasi occasione pubblica, visto e considerato che da quel poco che ci è stato detto dal premier a riguardo, era la cosa pubblica, la politica appunto, ad averli fatti incontrare. E se davvero affermi di conoscere Berlusconi da quando hai memoria, diciamo insomma da piccolissima, come mai il presidente avrebbe tenuto la moglie Veronica all’oscuro di questa conoscenza, di una relazione così solida con una famiglia napoletana così lontana dal jet set, per almeno 10 o 15 anni ?

Se affermi questo, immagino che allora testimonierai in favore di tuo padre, quando andrà a processo la querela che lui ha fatto nei confronti di Gino Flaminio, il tuo ex fidanzato. In una videointervista Gino avevo raccontato di aver appreso da te come era nato il rapporto fra te e Berlusconi, e aveva detto di aver assistito lui stesso ad alcune telefonate del premier, che tu nemmeno avevi riconosciuto al telefono. Ma come si fa a non riconoscere al telefono qualcuno che si frequenta da almeno dieci, quindici anni ? Dunque Gino Flaminio ha detto il falso, forse non è nemmeno vero che eravate fidanzati dal 2007 al 2009 ? Sarebbe il secondo falso fidanzato, cara Noemi, dopo Cozzolino.

Cara Noemi, siamo (ancora) in democrazia, per cui tu sei assolutamente libera di raccontare la tua versione dei fatti, e noi siamo liberi di ragionare sulle tue stesse affermazioni. Affermazioni che – ci perdonerai, ma è così – continuano a non convincerci perché, come vedi, non fanno che generare nuove domande. Un consiglio sincero : se Silvio Berlusconi davvero non è per te “una persona straordinaria” bensì un amico fra i tanti, faresti bene a diminuire la tua visibilità piuttosto che rilasciare interviste. A un concorrente, poi. Ma “papi”, lo sapeva ?

Stefano Olivieri
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