.
Annunci online

se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
17 settembre 2014
#Renzistaidimeno di Stefano Olivieri

No, davvero non riesco a entusiasmarmi al nuovo corso del partito di maggioranza del governo. Non riesco a capire perché le riforme, per essere tali, debbano tagliare sempre e soltanto i diritti e mai i privilegi, e non comprendo perché, quando si cercano le risorse per fare qualsiasi cosa, si finisca per chiamare l’appello di pensionati e lavoratori dipendenti. Il partito democratico e il suo capo non possono, non devono ragionare così.

Non ce la faccio più caro Matteo, ad ascoltarti. Tu, con la tua ansia di vincere e convincere, con le tue sfide, i tuoi pacchetti e i tuoi no ai ricatti.
Perché, poi, chiami ricatti le sacrosante paure della gente comune che non ha lavoro e non ha denaro, non ha più tutele sul lavoro perché nel frattempo, dall’ultimo governo Berlusconi a Monti e poi a Letta, fino ad arrivare a te, quelle tutele non sono mai più state ripristinate? Quella stessa gente che ti ha votato e alla quale tu hai promesso che l'Italia avrebbe cambiato verso. Quella stessa classe di cittadini che ha finora sopportato da sola tutto il peso della crisi, mentre gli evasori, i ladri incalliti, i corruttori seriali, di questa crisi hanno approfittato per arricchirsi ancora di più, senza che nessuno li sbattesse in galera. 

La democrazia, caro Matteo, è un esercizio faticoso e COLLETTIVO, dove non può mai essere uno solo a decidere sulla vita degli altri, di tutti gli altri, soprattutto dei più poveri e indifesi. Stiamo perdendo tempo e i mille giorni che ti sei benevolmente ritagliato dopo averci ammannito il bonus da 80 euro (ancora non coperto) come la pietra filosofale, sostitutiva addirittura dei contratti di lavoro e della revisione fiscale, beh quei giorni sono troppi egregio presidente, e del tutto ingiustificati. 

Tu dici di essere di sinistra ma hai scelto di dialogare con il corrotto condannato Berlusconi, hai scelto di non cancellare le leggi vergogna come il falso in bilancio, di non aprire le tasche ai tantissimi plurievasori incalliti del nostro paese. Hai preferito far perdere il sonno a milioni di lavoratori e pensionati e ai loro figli per non affrontare a muso duro il mondo del malaffare che governa e lucra ogni giorno su tutto il gioco d’azzardo italiano, a partire dalla stessa rinomata Sisal. Quel pozzo nero frutterebbe almeno 20 miliardi l’anno alle casse comuni, ma tu non lo vuoi bonificare. Perché?

Tu fai, esattamente che faceva il tuo alleato Berlusconi, il prepotente con i deboli e il ruffiano con i potenti. Vai a Bruxelles e pendi dalle labbra della Merkel, poi però sei distratto quando Draghi abbassa a zero il costo del denaro e assegna ai governi europei precise prescrizioni per le propie banche, affinché quel costo zero lo riversino effettivamente TUTTO sui mutui a imprese e famiglie.

Tu non mi piaci Renzi, non mi sei mai piaciuto perché non sei affatto di sinistra, sei alleato di Berlusconi. Hai incassato il 41 % di preferenze alle europee spacciando quelle elezioni come fossero state le politiche, e allora ti invito a farle davvero le elezioni politiche, per consentire al popolo sovrano di fare chiarezza.

Il diritto a un lavoro decoroso non da schiavi, e a un salario non di fame. I diritti dei malati, delle lavoratrici in gravidanza, dei giovani alla loro prima assunzione in un mercato, come quello italiano, avvolto nella nebbia per consentire ai lupi di mordere più a fondo; i diritti dei disabili e della legge 104, che pensate furbescamente di aggirare e derubricare inventando la pratica del regalo delle ferie fra colleghi solidali (figurarsi…); il diritto, alla fine, a credere che la democrazia sia vera e trasparente condivisione, senza trucchi e giochetti di prestigio, dei doveri e dei diritti fra tutti i cittadini elettori, dall’ultimo barbone al primo miliardario.

Ebbene, questi diritti tu e il tuo giovane rampante, elegante e spericolato governo, li avete già derubricati. Decidendo da soli, non ascoltando i sindacati, ignorando e isolando quanti, all'interno dello stesso partito democratico, vorrebbero battere una strada diversa, ancora più rapida ed efficace delle vostre riforme e soprattutto autenticamente solidale con la gran parte del paese che è precipitata nel disagio. In realtà a te poi, caro Matteo, del partito democratico non  è mai fregato altro di più del fatto che fosse il trampolino necessario per arrivare alla presidenza del consiglio. Perché da segretario hai dimezzato e mortificato la direzione nazionale, per non parlare delle segreterie regionali abbandonate a se stesse. Il dissenso interno tu lo hai semplicemente dimenticato, palesando in modo clamoroso la tua intima natura di capetto sudamericano, altro che uomo di sinistra. Fattelo da solo un bel partito e poi vediamo se raggiungi il 41%.
A questo punto io, e non soltanto io, a te e al tuo governo nego la mia fiducia e il tuo biglietto di viaggio, caro Matteo, lo faccio scadere subito invitandoti a scendere da questo treno, altro che attendere mille giorni! 

Per questo lancio su twitter l’hashtag #Renzistaidimeno. Suggestivo, vero? Vediamo se fa presa.

Stammi bene, signor presidente. Noi tutti, bene non stiamo per niente e ci faremo sentire presto in piazza.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it












POLITICA
20 luglio 2012
LO SPREAD, ELIMINIAMOLO DEL TUTTO (di Stefano Olivieri)


Che cosa sono i buoni del tesoro italiani, i bond tedeschi, i bonos spagnoli? Sono promesse di pagamento, cambiali che uno stato sovrano emette per avere in cambio denaro da parte di chi li acquista. Dopo tre mesi, sei mesi, un anno o dieci anni quel denaro tornerà indietro a chi lo ha prestato, con in più un premio per l’attesa, l’interesse.
Sembrerebbe tutto normale e legittimo ma così non è in realtà. Perché intanto ha ben poco senso che uno Stato sovrano offra il proprio debito a un mercato fuori dai confini nazionali. Lo Stato non è un’impresa, quei soldi che chiede dovranno essere impiegati per costruire scuola, strade, ospedali. Beni, insomma, di tutti i suoi cittadini e non di altri. E sarebbe dunque giusto, ETICO che i governi di stati sovrani eletti democraticamente offrissero il proprio debito SOLTANTO ai propri cittadini, che per quegli stessi governi hanno espresso la loro fiducia attraverso il voto. Anche perché, in questo modo, potendo contare soltanto sulla ricchezza ( e sulla fiducia) all’interno dei propri confini e non oltre, nessuno stato sovrano potrebbe fare i passi più lunghi della propria gamba. Il pareggio di bilancio non sarebbe più una chimera bensì la naturale conseguenza di una onesta e oculata amministrazione. I cittadini potrebbero finalmente controllare al centesimo, fuori dalla pazza roulette mondiale dei titoli, come e quanto i loro denari siano stati investiti in beni comuni.

Invece avviene che, nell’Europa dell’euro, cioè di una moneta comune che avrebbe dovuto assottigliare le differenze e avvicinare i popoli, l’euro non sia lo stesso da stato a stato. Quello tedesco vale di più, o per meglio dire lo stato della Merkel offre maggiori garanzie di onorare il suo debito. Così i suoi bond vengono acquistati (soprattutto all’esterno) con interessi praticamente azzerati, e vanno a ruba. E si vendono come una qualsiasi azione, ma sono debito pubblico. Così la Germania continua ad accumulare ricchezza con una velocità esponenziale, inversamente proporzionale alla difficoltà di altri stati, come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l’Italia. La Germania oggi può permettersi di fare la cicala con i soldi degli altri stati in difficoltà, gli stati cicala trasformati faticosamente in stati formiche con interventi pesantissimi che danneggiano gli strati più poveri delle loro popolazioni e inaridiscono i mercati interni, sono condannati a indebitarsi sempre di più senza mai riuscire a vedere la fine del tunnel.

Tutto questo non ha senso ed è ben magra la consolazione che anche la Germania, spingendo alle estreme conseguenze questo trend disastroso dell’economia europea e mondiale, avrà di che dolersene. Perché a quella data avremo sicuramente ben altri problemi, a cominciare dall’ordine pubblico in tutti gli stati in difficoltà.

Basterebbe una semplice regola, da votare in Europa tutti insieme, unitariamente. Senza mettere soldi in fondi anti spread, senza creare scudi. Basterebbe eliminare lo spread alla radice, imponendo la regola comune ( e profondamente etica ) del divieto, per tutti gli stati sovrani, di vendere il proprio debito a investitori appartenenti ad altri stati. Così ciascuno si risana il proprio debito, e misura i propri passi, con saggezza. E lo spread scompare in una bolla di sapone.
Provate a chiedere a Monti se è d’accordo.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

POLITICA
16 settembre 2011
BENZINA A 1,7 EURO, IL GOVERNO TOLGA LE ACCISE! (di Stefano Olivieri)

Non distraiamoci troppo. Mentre sua maestà Silvio, smentendo clamorosamente il segretario del suo partito, che aveva appena affermato che il premier sarebbe andato dai giudici, si defila (andrà negli Usa alla riunione Onu) per l’ennesima volta, mentre l’Italia intera ascolta un dialogo intercettato fra il consigliori Lavitola e il presidente del consiglio italiano che sembra il trailer di un film di malaffare, mentre infine diventa interminabile il numero delle ragazze e ragazzine di buona famiglia che hanno partecipato alle seratine eleganti e goliardiche di sua signoria, magari vestite da suore o da poliziotte e scarrozzate da monsignor Tarantini in persona, mentre passa davanti ai nostri occhi questo splatter movie l’iva aumenta di un punto, trascinandosi dietro tutti i prezzi al consumo.
 
Non che i commercianti, previdenti quanto possono esserlo soltanto loro, non avessero già provveduto a ritoccarli, quei prezzi. 10 centesimi di là, mezzo euro di qua, in questi giorni nei supermercati le etichettatrici andavano come mitragliatrici in mano agli addetti. E se qualcuno chiedeva perché, la risposta era sempre la stessa: aumenta il trasporto con la benzina, aumenta la merce al dettaglio.
 
E già, perché la vera pena per i consumatori finali è proprio la benzina, che con la prossima settimana toccherà 1,7 euro al litro nella maggioranza delle pompe. Con 3400 lire ricordo che facevo il pieno della cinquecento fiat per andare in campeggio in calabria, tanti anni fa. Adesso ci compri un litro, dicasi uno, del prezioso carburante. Sul quale però i nostri amati governanti ( ‘acciloro!) hanno caricato le accise, buona ultima quella per finanziare la cultura, cenerentola fra le finanziate italiane. Perché in Italia, più che cultura, si fa intrattenimento, in tv come al governo. Però mentre in tv puoi cambiare canale, al governo per cambiare conduttore servirà l’armageddon. Magari venisse, quest'angelo sterminatore, perchè qui ormai è tutto un Sodoma e Gomorra.
 
Stefano Olivieri
24 giugno 2011
LA PURGA DI GIULIO ( di Stefano Olivieri)

Così io dovrei, secondo Tremonti, per finanziare una manovra che aumenterà le tasse per la fascia economica medio bassa a cui io appartengo, che bloccherà ancora il mio contratto di lavoro congelando le retribuzioni che servono per il calcolo della mia pensione e dunque causandomi un danno ben oltre il contingente, per fare tutto questo dovrei anche accettare di andare in pensione ( e con una pensione ancora più alleggerita dal ritocco al ribasso dei coefficienti di rivalutazione) addirittura due anni più tardi ? Mentre chi dovrebbe finanziare questa manovra, quelli che i soldi ce l’hanno sul serio e continuano a farli sulla crisi, continueranno impunemente ad arricchirsi? Mentre i capitali basati sulle rendite si crogioleranno al sole? Mentre furbi ed evasori continueranno a prosperare?
 
Ma dico, ministro dei miei stivali  Tremonti, SIAMO MATTI? E questa altra bella pensata di aumentare l’Iva ( sulla quale c’è già il massimo dell’evasione), a chi crede che faccia bene? Agli evasori o ai consumatori? L’Iva al consumo la paghiamo tutti, e si sa già che, perché possa esserci un concreto risparmio, l’iva non aumenterà soltanto per i suv o per le barche di lusso, ma sarà ben spalmata su tutta la spesa alimentare, sui beni di consumo di massa. SIAMO DAVVERO MATTI, ministro Tremonti?
 
Volete davvero lo scontro sociale, volete davvero le armi in piazza? Allora provate a farlo, anzi a questo punto, una volta tanto valga il detto “tanto peggio tanto meglio”, così il popolo si sveglia tutto sul serio. Provateci a farlo e sarete spazzati via un attimo dopo. Accomodatevi.  
 
Stefano Olivieri

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. manovra Tremonti crisi disagio rivoluzione

permalink | inviato da Stefano51 il 24/6/2011 alle 10:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
12 gennaio 2011
L’Italia per strada e la politica nel palazzo ( di Stefano Olivieri)

 

Certe notizie sono un cazzotto in faccia quando arrivano. La vicenda di David, il piccolo morto di polmonite a Bologna, italiano figlio di italiani per intenderci, ha strappato il velo di ipocrisie che giorno dopo giorno, mese dopo mese continua a coprire il disagio montante di un intero paese. Disagio prima di tutto economico, che ti scombina da un giorno all’altro la lista dei valori, delle cose da fare e da non fare. Che si porta dietro il malessere esistenziale, la salute tua e dei tuoi familiari che condividono la tua sorte. Alla fine sei inghiottito dal buio, le città sono piene di anfratti per questi esseri dimenticati, per i quali esistono pure ottime leggi nazionali e locali, che nessuno però alla fine applica perché non basta dare l’aiuto economico quando sei nel fondo del tuo pozzo, serve una mano vera che ti accompagni fuori, e questa mano è difficile da trovare.

 

Si dice, nel solito rimpallo di responsabilità, che sia stata colpa della madre di David, o della sua famiglia, che ha rifiutato a suo tempo di voler essere aiutata. Ma chi lo afferma dimentica che soprattutto nelle nostre leggi per l’infanzia non c’è la possibilità, bensì è prescritto l’obbligo, per le istituzioni, di intervenire in questi casi di emergenza. Quanti sono questi poveri ? Dove sono? E che cosa sta facendo il governo per aiutarli, al di là della social card? Queste sono le domande da farsi.

 

I poveri che finiscono per strada, italiani o meno che siano, sono soltanto l’avanguardia di un esercito della disperazione e del disagio che la politica, e il governo prima di tutto, non riescono più a intercettare. Dietro di loro ci sono gli studenti preoccupati per il futuro della scuola e dell’università, investite da una riforma senza soldi che taglia e basta. E poi i lavoratori precari, cui vengono offerte sempre meno garanzie : seppure fosse vero che è necessario flessibilizzare il lavoro, che non si può e non si deve pensare al posto fisso, è però altrettanto vero che i padroni, in Italia, complice il governo Berlusconi, continuano a interpretare in chiave schiavista le nuove regole ( legge Biagi, etc) e non hanno alcun interesse a capitalizzare le immense risorse – attualmente sprecate – di competenza e scolarizzazione dei giovani che oggi tentano di entrare nel mondo del lavoro. Gente con centodieci e lode in fisiopatologia – lo abbiamo sentito e visto ieri a Ballarò – che si riduce a fare la segretaria in uno studio edile, e le è andata ancora bene. Così chi ha la possibilità e il coraggio fugge all’estero e l’Italia si invecchia e si impoverisce. L’Italia di Marchionne e di Sacconi, di Tremonti e soprattutto di Berlusconi che dei giovani si interessa soltanto se sono di sesso femminile e senza peli sullo stomaco.

 

Milioni di famiglie sempre più oppresse dai debiti, dal fornaio fino al credito al consumo. Chi paga ha le tasche vuote, chi si fa pagare sempre più spesso evade il fisco e l’Inps perchè sa di farla franca, perché tanto il capocricca lassù ha occhi soltanto per gli imprenditori. La marea di poveri per strada oggi ancora non si vede, c’è chi continua ad aggrapparsi ad amici e parenti e per un po’ riuscirà a sopravvivere. Ma nel corso di quest’anno, verso ottobre, quando forse, se abbiamo fortuna, i media annunceranno la fine della crisi economica, per i nostri poveri sarà il momento più duro. Ricordiamocelo e ricordiamolo a chi di dovere.

 

Comportiamoci da paese civile, torniamo ai problemi, pretendiamo che il governo affronti davvero questa crisi che dai poveri va agli operai, agli studenti, agli impiegati, perchè anche la classe media italiana sta svivolando giù. Mi chiedo: che senso ha proclamare urbi et orbi di aver tenuto i conti sotto controllo se poi più di mezzo paese è alla fame? Provate voi cari Berlusconi, Tremonti, Marchionne, e tutta la vostra plutocratica truppa, a patire anche per una sola settimana quel che sta passando la povera gente e poi diteci che è necessario tenere i conti sotto controllo, e deprimere la spesa per salari e stipendi. Lo Stato dovrebbe investire, e costringere le aziende ad investire in questi casi, invece di risparmiare. Perché il mercato interno così come fate voi non ripartirà mai, e varremo sempre meno in Europa. E nel mondo ? Lasciamo perdere.

 

Berlusconi pensa ai giudici e al suo nuovo partito. L’ha chiamato Italia, rottamando il vecchio nome di Forza Italia per far vedere che lui è nazionalista, ma che bravo. Sotto al simbolo però c’è sempre il suo nome, è lì il trucco. E gli italiani, sempre di più, cominciano a capire che il sogno berlusconiano è una cambiale protestata. Mandiamolo via e ricostruiamo questo paese dal deserto. Ho letto che il libro di un inglese lancia  l'ipotesi suggestiva di Napolitano che si dimette e poi guida al voto e al successo un confuso centrosinistra. Perchè no ? Fatti sotto presidente che ti votiamo tutti.

Stefano OLivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

SOCIETA'
25 luglio 2010
Fiat Voluntas Sua (di Stefano Olivieri)

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Fiat in Serbia Marchionne

permalink | inviato da Stefano51 il 25/7/2010 alle 18:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
6 giugno 2010
GUERRA E FAME ( di Stefano Olivieri )
 Questo paese non ha bisogno di eroi e di superuomini su macchine volanti che uccidono. L’Italia ripudia la guerra e coloro che sulla guerra lucrano e fanno affari, come le fabbriche di armi e armamenti. Siamo un popolo che sprofonda in una crisi senza precedenti, i padri di famiglia fanno debiti per tirare avanti, si tagliano stipendi e pensioni, si stringe la cinghia perfino agli invalidi alzando l’asticella del diritto all’85 % ( praticamente dai 2/3 a più dei 4/5: per avere diritto all’assegno di invalidità il richiedente deve avere già un piede nella fossa, quasi quasi conviene presentare insieme anche la domanda di reversibilità della vedova..).

Dall’altra parte si considera strenua lotta all’evasione fiscale avere introdotto la ricevuta elettronica per i pagamenti superiori a 7000 euro ( ma andate in giro piuttosto a vedere quanti commercianti non fanno più scontrini !...) e aver resuscitato ( colo in minima parte) la riforma Visco con la tracciabilità degli assegni superiori a 5000 euro ( e se uno emette due assegni da 2500 ?..). E poi ? Poi basta, non c’è trippa.

Invece la trippa c’è, e anche le patate. Sappiano i moderati elettori del cavaliere che dovranno andare in giro anche con le pezze al c**o, ma non potranno far mancare al ministro La Russa i suoi bei giocattolini F35 (operazione approvata il 6 aprile di quest’anno). Costano un botto l’uno e ne abbiamo commissionati 131 per fare i primi della classe e oltre al costo d’acquisto ( oltre 13 miliardi di euro : 1 miliardo l’anno fino al 2026) ne hanno uno ( circa il 50 % : 6 miliardi e mezzo) per l’esercizio e la manutenzione, e senza considerare le spese di aggiornamento e addestramento di chi dovrà pilotarli. Sono armi da offesa, non da difesa, possono tranquillamente trasportare bombe nucleari ( che bello !!) e tutte quelle cosine che fanno tanta bua ai cattivi.

Ma contro chi li dovremo usare ? Questo non è importante. Gli italiani, i disoccupati, i cassintegrati, i terremotati abbiano fiducia, che qualcosa il governo si inventerà. C’è sempre una guerra in giro per il mondo.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. f35 armi larussa crisi

permalink | inviato da Stefano51 il 6/6/2010 alle 19:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
24 maggio 2010
GRA a pagamento ( di Stefano Olivieri)
 

Le uscite del grande raccordo anulare di Roma, più noto come G.R.A., sono in tutto 33, come gli anni di Gesù Cristo. Ora il governo sta pensando (c’è senza dubbio lo zampino di qualche leghista) a mettere un pedaggio per questa trafficatissima autostrada urbana. Lo scopo è quello di fare cassa, racimolare un po’ di quei 24 miliardi di euro senza i quali, a quanto pare, l’Italia scivolerebbe velocemente verso la Grecia.

A parte il fatto che a questo punto ci verrebbe da far ingoiare a Berlusconi e a Tremonti tutte le assicurazioni, reiterate in questi ultimi mesi, che il nostro paese stava “bene”, che la crisi “era alle spalle” e così via.

Non entriamo adesso nel merito delle altre misure anticrisi, ma restiamo sul GRA. Dunque, 33 uscite fanno almeno 33 caselli. Anzi il doppio, almeno 66, uno per entrare e l’altro per uscire. Ma in realtà dovranno essere molti di più : vi immaginate le code sulla Tuscolana, o Casilina, o Aurelia, o Cassia ? Mi viene da ridere per non piangere, al solo pensarlo.

Il genio che ha avuto questa idea avrà senz’altro anche fatto uno studio di fattibilità nel breve periodo. Quanto tempo ci vorrà a costruire i caselli, e ad adattare la viabilità ? E quanto costeranno i caselli stessi alla collettività ? E quando sarà finita la crisi, che ci faremo con quei caselli ? Ci terremo il GRA a pagamento per sempre, per far contenti Bossi, Borghezio e Tremonti ? faccè ridè, Berluscò..!

Questo è davvero un governo d’avanspettacolo.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

POLITICA
17 maggio 2010
LACRIME E SANGUE (di Stefano Olivieri)
 

Cifre di evasione fiscale da capogiro, con la Lombardia e il Veneto in testa ma poi di seguito anche le regioni del centro e del sud Italia. Non sfugge nessuno secondo l’analisi di www.contribuenti.it, il nostro paese mantiene e consolida il triste primato dell’evasione di massa.

Nei primi 4 mesi del 2010l’imponibile evaso è cresciuto in modo impressionante, del 6,7 %, altro che inflazione. Cinque aree sotto osservazione : economia sommersa (135 miliardi sottratti all’anno), economia criminale (giro di affari in nero di 178 miliardi, tassa evasa pari a 63 miliardi), società di capitali (escluse le grandi imprese, l’81 % non versa le imposte dovute per almeno 18 miliardi di euro l’anno), le “big companies” (31 miliardi di euro evasi), lavoro autonomo e piccole imprese (10 miliardi di euro evasi.

Ancora : i lavoratori in nero in Italia sono stimati attorno ai 2,4 milioni, di questi un terzo proviene da dipendenti (privati e pubblici) che arrotondano lo stipendio.

Questo lo scenario da tenere in considerazione mentre si avvicina la data in cui il ministro Tremonti presenterà la nuova legge finanziaria. Tutto questo, vale la pena di ricordarlo, dopo lo scudo tombale che ha favorito il rientro – praticamente gratuito e anonimo - di capitali sporchissimi per altro spesso impegnati, come è risultato dagli ultimi avvenimenti, per, diciamo così, le pubbliche relazioni delle varie “cricche” operanti nel nostro paese. E c’è anche chi nella maggioranza, dopo il caso Scajola, parla addirittura di nuovi condoni edilizi.

Chi colpirà la nuova finanziaria ? E’ già partito il solito refrain governativo per tranquillizzare gli inebetiti cittadini italiani : non saranno messe nuove tasse. Bella scoperta, il prelievo viene fatto alla fonte, prosciugando gli stipendi e le paghe, congelando aumenti e pensioni, tagliando i finanziamenti agli enti locali costretti, loro sì, ad aumentare le tasse per i servizi sociali indispensabili alle loro comunità.

Contemporaneamente arriverà, bendato come la dea fortuna, il primo decreto attuativo sul federalismo fiscale, più esattamente sul demanio fiscale. Scomparirà in questo modo parte del capitale di tutti, quello su cui lo Stato italiano ha fatto finora affidamento per onorare il suo immane debito estero. Dicono, i leghisti soprattutto, che le regioni sapranno far fruttare i beni demaniali assai meglio dello Stato. Dunque dovrebbero quanto meno battere subito all’incasso di quanto dovuto da chi quei beni già li sta sfruttando da un pezzo senza versare il dovuto, per esempio i titolari di arenili, come ha mostrato un servizio della trasmissione Report ieri sera.

A pagare, siamo pronti a scommetterci, saranno i soliti noti : lavoratori dipendenti pubblici e privati, lavoratori precari e pensionati. Gli altri staranno a guardare, in attesa dei soliti cavilli salva furbi di cui sono stati finora infarciti tutti i provvedimenti fiscali varati dal governo del fare.

Le ultime iniziative della magistratura hanno scoperchiato il vaso delle tante cricche, scoprendo con le mani nella marmellata anche tanti politici collegati, a livello centrale o locale, con questa maggioranza. I cittadini, perfino gli elettori di Berlusconi, hanno finalmente cominciato a capire che il diritto alla privacy non può essere la foglia di fico con cui coprire vergogne nazionali, e il livello di malcontento popolare sta salendo sempre più velocemente.

Prevedo un’estate torrida per la politica italiana. Se l’orientamento della prossima finanziaria non sarà inequivocabilmente quello di colpire severamente furbi e furbetti, Tremonti potrebbe innescare con le sue decisioni una vera e propria insorgenza civile nel paese. Si dia una regolata.

Stefano OLivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. finanziaria 2010 Tremonti cricca

permalink | inviato da Stefano51 il 17/5/2010 alle 10:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
21 gennaio 2010
Favatar ( di Stefano Olivieri)
Su tutti gli schermi italiani


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. favatar avatar

permalink | inviato da Stefano51 il 21/1/2010 alle 9:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte

Questo blog si presenta sotto forma di appunti personali, e come tale non segue un vero filo logico nel corso del tempo. Il presente blog non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilita’ dei materiali ivi contenuti. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge n° 62 del 7.03.2001. posizionamento sui motori ricerca



IL CANNOCCHIALE