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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
12 giugno 2013
QUALCOSA NON QUADRA (di Stefano Olivieri)



Il governo non ha soldi ma lo Stato tassa sempre di più, industria e commercio piangono miseria, lavoratori dipendenti e pensionati non ne parliamo neanche. Ma allora perché non vedo per strada carretti tirati a mano, perché non vedo auto di lusso abbandonate ad arrugginirsi, perché non vedo ville e palazzi gentilizi andare in rovina? Perché non vedo i ricchi chiedere la carità davanti a una chiesa? Come mai l’Italia povera si chiude in casa ma non sfugge alla miseria e alla fame e un’ altra italia invece corre e sbraita arrogante, spende e spande senza problemi come se entro gli stessi nostri confini ci fossero due paesi, due diverse e lontane comunità, ciascuna con la sua legge e la sua economia? Qualcosa non quadra e i tempi si vanno facendo molto cupi
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Da dove vengono e soprattutto dove finiscono i soldi per acquistare ville, palazzi, viaggi e gioielli, aerei e barche di lusso dei ricchi italiani?
Come mai nelle città in miseria fioriscono le banche manco fossero margherite e si continuano ad aprire centri benessere e palestre di lusso? E perché i soldi per la povera gente non ci sono mai e poi li vedi circolare?

Qualcuno dovrà spiegarlo perché la gente disperata se lo chiede e lo comincerà a chiedere a chi deve dare risposte. Speriamo che lo faccia con le buone maniere, ma io non mi fiderei troppo e non tirerei troppo la corda.
 
Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it  

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25 maggio 2013
Eccomi di nuovo


E' passato più o meno un mese dal mio ultimo post. Ho subito un intervento alle corde vocali e a una tonsilla, e c'è stata un po' di fifa nell'attesa del referto. Per fortuna tutto è andato per il meglio e sono di nuovo qui. Non mi sono, purtroppo, perso granché della nostra Italia. S'è fatto il governo di coalizione così com'era nelle aspettative di Grillo, le aziende continuano a chiudere, le famiglie a fare debiti e buchi nella cinghia dei pantaloni. I nostri figli prendono sempre più in considerazione l'ipotesi di emigrare all'estero, la nostra politica non riesce a drizzare la schiena. 
Dimenticavo qualcosa? Ah sì, Napolitano è stato rieletto presidente della Repubblica. 
Insomma niente di nuovo, salvo il fatto che è passato un altro mese. E sono tre già, dalle elezioni. Un quarto di anno trascorso nel nulla, come fossimo tutti in vacanza.

Nel frattempo, poichè mi piace scrivere, ho sfornato una nuova storia. Leggera e scacciapensieri all'inizio ( sembra un'Harmony ), poi un po' più seria. L'ho ritirata da un torneo letterario perché mi era arrivata la proposta di pubblicazione da Miraviglia Editore. Il romanzo è pubblicato in ebook e può essere scaricato da tutti i digital store, qui il link di Libreria Rizzoli http://tinyurl.com/nppkv88
L'anteprima la trovate  qui http://en.calameo.com/read/00114899461761b8e1948




Stefano Olivieri



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4 febbraio 2013
PROPOSTA INDECENTE
22 gennaio 2013
Ollie che non c'è più

Bambino mio peloso, quanto ti ho voluto bene. Sei entrato in coma quasi a farci capire che sì, dovevamo addormentarti e non perderci più in chiacchiere con il veterinario, perché stavi soffrendo troppo. Sei entrato in agonia quando mi sono chinato su di te per baciarti, ancora prima che il medico ti addormentasse. Per dimostrarci che la nostra era una famiglia speciale, unita da un amore speciale fino all'ultimo istante. Sei stato tenero e meraviglioso, e anche tanto esuberante e mordace. Ci hai lasciato i tuoi segni nel corpo e nell’anima, a Eugenia dieci anni fa hai addirittura salvato la vita facendo scoprire in tempo, con quel morso al seno, un brutto male che stava crescendo dentro di lei. 
Quando morì il primo Ollie, anche lui cocker biondo, mi feci aprire dal veterinario il bustone dove era stato messo e lo abbracciai piangendo. Poi presi il bustone e lo portai a casa. Feci una grossa buca nell’unico punto del giardino libero delle radici dei pioppi , lo avvolsi nel suo plaid preferito, quello scozzese e lo riposi la sotto. Ci aggiunsi, prima di coprirlo, un mandarino. Era ghiotto di mandarini il primo Ollie, quando ne sbucciavo uno mi veniva vicino e sbavava dalla voglia.
Per quattro giorni piangemmo tutti, in casa. Io continuavo anche al lavoro, mi chiudevo a chiave nella mia stanza e inondavo la tastiera. Era l’unico cane che avevamo e la sua perdita fu immensa, nessuno avrebbe potuto mai sostituirlo.
Eppure avvenne, perché l’amore che si ha dentro non si riesce a chiuderlo come un semplice rubinetto, deve continuare a sgorgare. Così presi a telefonare a tutti i negozi di animali, ma di cocker inglesi non ce ne era uno, erano forse passati di moda, in quel periodo, il 2000. Non c'era un cocker biondo in tutta Roma.
Alla fine mi rivolsi all’allevamento Francini, a Incisa Valdarno. Era nata una cucciolata due settimane prima ma i cuccioli erano stati già prenotati tutti. Non mi vergogno a dirlo, mi misi a piangere al telefono e quella signora, pur non conoscendomi, si commosse.
Partimmo una mattina freddissima di febbraio e alla fine, attraversando la campagna toscana immersa nella nebbia, arrivammo all’allevamento. Avevamo portato con noi una copertina morbidissima, per avvolgere il cucciolo e non fargli sentire umido durante il viaggio.
Ricordo come se fosse ieri, quando la signora dell'allevamento lo chiamò, aprendo una porta di legno di un magazzino in penombra, completamente tappezzato di trucioli di legno. 
Gridò verso l’interno «Pulce, vieni fuori! » E dalla penombra uscì una palletta di pelo morbida e tremolante, lei ti agguantò al volo e ti mise fra le mie braccia. Eri Ollie secondo, ma dopo un attimo eri diventato già Ollie e basta. Figlio di campioni mondiali, tua madre nera come la pece (Midnight Francini) e tuo padre, autentico montone di razza (Shavian Hey Presto), aveva addirittura un portale web dedicato a lui per i titoli mondiali che aveva vinto. Ma non avremmo mai ritirato il tuo pedigree, malgrado due genitori così importanti, perché già sapevamo che tu il tuo torneo, lungo tutta la tua vita, l'avresti fatto e vinto restando in seno alla famiglia che già ti adorava.
Facesti il viaggio di ritorno a Roma avvolto nella tua copertina neonatale, fra le braccia di Francesco, mio figlio, e appena arrivato corresti in giardino a far pipì da femmina e poi tornasti dentro, a rosicchiare i mobili del salone. Li avresti “invecchiati” per bene in pochissimo tempo, il tavolino fra i divani conserva ancora vistosi segni del tuo appetito. 

Oggi, a distanza di dodici anni dalla morte del tuo predecessore, te ne vai anche tu strappandoci l'anima, ma la vita deve continuare per chi resta. La nostra rimane una famiglia allargata, tre umani e cinque, non più sei, pelosi.

Forse inizierò davvero a scriverla questa tua storia, perché dopo di te in casa sono arrivati a casa altri tuoi fratelli, c’è stato un periodo in cui eravate, con quella carrettata di nipoti che arrivò,  addirittura dieci. Avrei anche già il titolo: “Ollie, Birillo e i sette figli di Luna Scompiglio”. Non sarà certo un manuale (farebbe inorridire gli educatori dei cani) ma una vera storia d’amore fra la razza umana e canina, corredata di foto e di filmati. Una storia che comincia con una morte e si conclude con un’altra morte, quelle del primo e del secondo Ollie. E in mezzo l’incontro e l’amore fra Birillo e Luna, entrambi trovatelli da noi adottati, e poi i loro magnifici sette figli. Quando riuscirò a superare questo dolore, farò la punta al mio cuore e comincerò a scriverla.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


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SOCIETA'
28 agosto 2012
L'ALBUM DELLE FERIE (di Stefano Olivieri)


Ricordate In&Out, il celebre film del 1997 con Kevin Kline, Matt Dillon, Tom Selleck e Joan Cusack? C’è la scena in cui l’anoressica amica di Cameron Drake ( l’ex studente attore che rivela l’omosessualità del prof . Brackett ) tenta, senza riuscirci, di usare un vecchio telefono a disco combinatore pigiando i numeri all’interno degli anelli. Una scena che già nel 1997 faceva sorridere perché l’umanità nel frattempo era passata ai telefonini digitali, quelli con i bottoncini.
Ebbene oggi, a quindici anni di distanza anche quei vecchi cellulari, per non parlare poi del telefono a disco combinatore, sono diventati preistoria. I telefonini si sono evoluti, allargati, appiattiti e asfaltati dallo schermo che ne occupa tutta la superficie. E per usarli si lisciano, si sfiorano, si accarezzano con gesti magici e ben studiati.
Si torna dalle vacanze con l’album delle fotografie e dei filmati in tasca. Vent’anni fa si rientrava dalla villeggiatura (altra consuetudine scomparsa da anni dalle famiglie italiane a causa del pessimismo, diceva Berlusconi...) e si portavano dal fotografo i negativi da far sviluppare. Dentro quei piccoli barattoletti grigi c’erano gli attimi più belli e significativi delle ferie e quelle foto, una volta stampate, finivano in un vero album, con tanto di copertina e di carta velina per ogni pagina. Si organizzavano addirittura cene con gli amici per vederle e commentarle insieme.
Oggi no, tiri fuori lo smartphone e immortali proditoriamente tua suocera mentre addenta la parmigiana di melanzane alla trattoria del lido balneare. Oppure i culi delle ragazze che ti passano davanti mentre tua moglie non ti guarda. E poi li mostri fiero ai colleghi al rientro al lavoro, sfiorando lo schermo del telefonino con indice e pollice che si allargano per mostrare il particolare delle natiche. Così delle ferie 2012 ti rimarrà questo bel ricordo. Fra dieci anni avrai già dimenticato dove le avevi trascorse ma ti resterà, immarcescibile, l’immagine di quel bel sedere di una perfetta sconosciuta.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it 

ECONOMIA
30 luglio 2012
HO FATTO UN SOGNO (di Stefano Olivieri)
 

I sogni semplificano la realtà e per questo sono consolatori. Nei sogni diventiamo invincibili e troviamo soluzioni inaspettate, talvolta di una logica così stringente che, una volta svegli, ci chiediamo il perché non si sia voluto far così.

Sogni agitati per l’Italia che non va in vacanza. Il denaro che non c’è, il futuro che non si vede fanno star male. Eppure io stanotte ho fatto un sogno bello. Ho sognato una società globale dove l’unità fiscale, commerciale ed economica della vecchia Europa era stata raggiunta con il classico uovo di Colombo, qualcosa a portata di mano per tutti: la rete internet.

Ho immaginato un mondo nuovo dove piccoli e grandi produttori di beni di consumo e piccoli e grandi commercianti erano uniti tutti insieme in un immenso portale a disposizione dei consumatori. La regola per entrarci: essere a posto con il fisco e con il pagamento dei contributi previdenziali, una sorta di DURC (dichiarazione unica di regolarità contributiva) allargata al fisco. Il vantaggio di starci dentro: essere visibili a tutto il mercato europeo, con la garanzia, anche per il più piccolo inserzionista, di poter perfezionare la vendita della propria merce anche a un acquirente lontano migliaia di chilometri. E se sei in grado di offrire un prodotto o un servizio di qualità a un prezzo più basso degli altri competitors, il tuo giro di affari può crescere in un battibaleno.

Un portale grandissimo, dicevo, diviso in due grandi sezioni : alimentare e non alimentare. Per il settore alimentare ci sarà la filiera corta per i prodotti più deteriorabili, con la possibilità di acquistare a prezzi più scontati per i gruppi di acquisto.

Una volta effettuato l'acquisto online, tutte le merci e i servizi saranno reperibili presso gli stessi negozi (laboratori, officine, studi, etc) consorziati nel portale, giacché a girare per la rete saranno soltanto le offerte di prodotti e servizi e i relativi acquisti degli stessi da parte dei consumatori. Nel caso in cui la merce acquistata sia molto lontana dall'acquirente ci penserà il servizio di spedizioni del portale a recapitarla, e il sovraprezzo per il recapito sarà trasparente, così come la formula di recesso. La competizione sarà straordinaria e i prezzi del portale inarrivabili da qualsiasi altro competitor.

Gli acquirenti consumatori potranno accedere al portale soltanto se in regola con il fisco in vigore nel proprio paese. A ciascuno di essi, effettuati i controlli, sarà assegnato un codice europeo di riconoscimento. Gli acquisti effettuati attraverso il portale saranno monitorati dal fisco che potrà controllare in tempo reale se da parte del venditore la composizione del prezzo di vendita è compatibile con il regime Iva di riferimento, e se da parte dell’acquirente la disponibilità (nell’anno solare) per l’acquisto di beni e servizi è compatibile con l’ultima dichiarazione dei redditi.

E chi resta fuori dal circuito? Per i venditori e gli acquirenti che scelgono di non iscriversi al portale sono previsti maggiori controlli fiscali.

Un mondo senza più furbetti, evasori, truffatori. Un sistema che premia l’onestà, la laboriosità e l’intraprendenza. E' un sogno, ma michiedo : che cosa mai ci vorrebbe a farlo diventare realtà?

Stefano OLivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

25 giugno 2012
Contenti per gli azzurri, ma Buffon non faccia l'offeso (di Stefano Olivieri)


Nel post partita di Inghilterra Italia tutti hanno notato l'espressione ostentatamente accigliata del nostro portierone.All'intervistatore che gliene chiedeva il motivo, Buffon ha risposto enigmaticamente ma non tanto. Così la memoria di tutti è andata alla calciopoli italiana e alle indagini che hanno coinvolto anche il nostro portiere. Al suo ormai famoso "meglio due feriti che un morto", ai biscotti all'italiana ben nascosti e ai presunti biscotti esteri di cui si è preferito, un po' miserevolmente, parlare in questi giorni.

Siamo contenti se l'Italia vince, almeno nel calcio. C'è bisogno di vittorie in questo periodo di crisi. Non ci piace se qualcuno, però, si offende preventivamente. E vorremmo che questa volta, non come già accadde nel 2006, la giustizia facesse il suo corso. Tutto, senza guardare a blasoni nè a eventuali titoli europei. Perchè chi vince, anzi, deve ancor più essere senza macchia. Perciò, Buffon, sorridi se sei davvero tranquillo. Non c'è nessun motivo per adombrarsi. O forse c'è qualcosa che non sappiamo? 

Stefano Olivieri
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SOCIETA'
3 maggio 2012
LETTERA A UN SUICIDA ( di Stefano Olivieri)
Dovrebbe essere la stagione delle rose, vellutate e profumate. Il mese del sole e dell’amore, dell’erba che ricresce, dei piccoli merli che ricevono il verme dal becco della mamma, in mezzo alle zolle smosse. Della speranza e della vita che riparte e si perpetua.

Invece sembra che sarà, come lo è già stato aprile, il mese dei suicidi.

Crisantemi a maggio. Non si può, non dobbiamo coltivarli, ma come se ne esce?

Serve tanto coraggio per ritrovare la voglia di scrollarsi di dosso quest’angoscia di una crisi che semina soltanto solitudini di povertà e lacrime. La voglia di crederci, di alzare la testa e girare lo sguardo sorridendo, certi di trovare prima o poi un sorriso amico. Perché anche nel pozzo più profondo e buio c’è vita, quella di chi è caduto laggiù un attimo prima di te e sta per tenderti la mano senza sapere chi sei e da dove vieni. E c’è un vero esercito ormai in questo pozzo italiano, ma il gelo e l’umido si percepiscono sempre di meno se si resta insieme. Pensaci.

Risalire la china aiutandosi l’un l’altro. Parlare invece di tacere. Esternare l'angoscia anziché coltivarla come un orto malato. Abbattere le pareti di case e famiglie e ritrovarsi tutti insieme per strada significa sollevarsi di almeno un gradino dalle sabbie mobili della disperazione. Con la rabbia di vedere l’alba del nuovo giorno, di quel domani che abbiamo già dipinto di nero fin da oggi e che invece sarà diverso se avremo voglia di lottare, fianco a fianco.

L’Italia ha già conosciuto la guerra e ha avuto i suoi martiri. Donne e uomini che scrissero col sangue la loro scelta di fare liberi i loro fratelli, le loro sorelle, offrendogli l’opportunità di ricostruire dalle macerie un paese nuovo e vitale.

Quello stesso paese oggi lo inseguono ancora in tanti anche se ora tu non li vedi. Cerca di incontrarli.

Non vogliamo più vedere crisantemi a maggio. Un padre di famiglia solo e disperato deve trovare la forza di spezzare la sua solitudine con la ragione e la consapevolezza che la soluzione a qualsiasi debito non può essere quella di togliersi la vita, un atto crudele e inutile che trasferirà quel debito su una famiglia ancora più debole e addolorata.

La soluzione è invece aprire quella porta e uscire per strada, fra la gente. Cercare gli altri fin quando la disperazione cesserà e il demone denaro sarà sconfitto. E fare tutto questo prima che la ragione venga meno e quella stessa rabbia possa armare la tua mano e farti credere che è giusto farsi giustizia, verso di se o verso gli altri, quando nessuno ascolta.

Ma se non cominci a parlare, se dopo aver bussato a cento porte inutilmente non alzi la voce e cominci a urlare nessuno potrà ascoltarti, parlarti, aiutarti. Dalla tua voce può nascere un coro e dal coro una folla, un cambiamento. Dalla tua morte nulla.

Di povertà e di debiti non si può, non si deve morire. Mettitelo in testa, amico.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


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4 febbraio 2012
ROMA PARALIZZATA, ALEMANNO SCHERZA


SENZA COMMENTO. CHE C'E' DA DIRE?

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it
27 novembre 2011
A VOLTE RITORNANO ( di Stefano Olivieri)

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