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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
17 aprile 2012
IMU & DISABILI, LA DIMENTICANZA DI MARIO MONTI (di Stefano Olivieri)

Che dimenticanza poi non è, perché in tanti glielo hanno ricordato. Ma non c'è stato nulla da fare: la detrazione per i figli cessa a 25 anni, inderogabilmente. Evidentemente il nostro premier pensa che i disabili e le loro famiglie godano, si fa per dire naturalmente, di sufficienti tutele.

Vorrei ricordare a Monti che il welfare state in Italia si trasforma in welfare family se riferito ai disabili. Lo Stato italiano da sempre ha preferito la via indecorosa dell'indennizzo economico nascondendo sotto il tappeto l'inadeguatezza delle tutele che invece uno stato civile dovrebbe essere in grado di offrire ai suoi cittadini più sfortunati. La legge 68 sull'avviamento al lavoro, ad esempio, è stata un fallimento ancora prima che arrivasse Berlusconi. Nessuno che assuma un disabile, neanche sotto tortura. Preferiscono pagare la multa.
Il disabile grave resta a casa ben oltre il venticinquesimo anno di vita. Per sempre, praticamente, e se non fosse per l'impegno dei genitori e degli amici ( sempre più pochi, in una società che non insegna più la solidarietà sociale), non uscirebbe mai. 
Nelle famiglie che hanno all'interno un figlio disabile lavora fuori quasi sempre  il padre o la madre, alternativamente. Ma l'altro genitore non si gira certo i pollici, perché la cura di un disabile grave adulto è faticosa, sfibrante. E l'aiuto che dà lo stato, meno di 800 euro fra pensione di invalidità e assegno di accompagnamento, non è mai sufficiente a coprire  le spese, a cominciare da quell'automobile in più, necessaria per la sua mobilità, di cui in tempi come questi si farebbe volentieri a meno, se un figlio fosse in grado di gestirsi autonomamente.

La casa, per un disabile, è tutto. A Francesco, mio figlio, abbiamo allargato la stanza, perché ci vive dentro, a parte l'uscita giornaliera, molto più di quanto non facciano gli altri giovani. E di gioventù fra l'altro non dovrei più parlare, perché mio figlio quest'anno compirà 34 anni.

Per lui, però, nessuna detrazione IMU. Evidentemente quella Irpef già basta e avanza. Così come gli importi della pensione e dell'assegno di accompagnamento, fermi da anni malgrado l'Inps, in questi ultimi due anni, abbia recuperato centinaia di migliaia di euro dalla lotta ai falsi invalidi. Non sarebbe giusto che quelle risorse, almeno quelle risorse possano rimanere a sostegno delle famiglie dei disabili veri? Mentre la politica si è mangiata di tutto e di più?
Egregio premier MONTI, potrai anche andare all'estero a presenziare simposi e congressi con il tuo impeccabile inglese ma per me, riguardo a questa cosa,  sei soltanto una VERGOGNA AMBULANTE.
Pronto a ricredermi, naturalmente. Si fa sempre in tempo a rimediare, quando si è "tecnici". Vero?

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it 

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8 marzo 2012
GELO A PRIMAVERA (di Stefano Olivieri)

Il cappio si stringe. L’effetto dei vari decreti patriottici mirati a risollevare la nazione inizia a rivelarsi e non sarà un bel vedere, da oggi fino alla fine dell’anno. L’elenco delle tasse dai nomi più fantasiosi messo su da Stato ed enti locali per la prossima busta paga fa già rabbrividire, a questo si sommerà l’IMU a Giugno. La benzina viaggia allegramente sui due euro al litro e gli automobilisti per strada continuano a cercare i fantasmi delle pompe bianche. Riprende a salire la cassa integrazione, un’impennata da ultima spiaggia, per il prossimo natale avremo necessità, in giro per il paese, di mense Caritas più numerose dei McDonald’s.

Sentivo ieri l’economista Vaciago spiegare i motivi della scelta governativa di aumentare l’Iva a vantaggio dell’Irpef. Diceva Vaciago che ciò è utile per aumentare la competitività del paese, aumentando la produzione e diminuendo le tasse sul lavoro. Ciò che non ho capito è come il mercato interno, quello dei consumatori che a loro volta sono impiegati, operai, padri di famiglia, potrà sopravvivere a questo cambiamento. La scelta, che in linea di principio appare corretta, dovrebbe tenere anche conto di questo, che un gran bel pezzo d’Italia è alla canna del gas già adesso e non si sa come uscirà fuori dal prossimo terribile trimestre di tasse. Saranno tantissime le famiglie che dichiareranno fallimento, e per queste non c’è nessuna cigs, perché sul fronte familiare nulla si è ancora fatto. Anzi, a dire il vero, sarà grasso che cola se gli interventi sociali (vedi disabili) in questo settore non subiranno contrazioni di spesa. Lo dicevo e lo ripeto: cautela, presidente Monti, e mano leggerissima e attenta. La fase è molto delicata ed esistono aree di tutela nel paese che non possono più essere trattate con l’accetta. Altrimenti ciò che oggi può anche essere un risparmio, domani diventerà una spesa in più per la collettività.

Questo paese deve decrescere, in corruzione e sperperi. le sacche di illegalità ci sono ancora tutte, l’evasione fiscale pure malgrado il lusinghiero raccolto già effettuato. Che, a proposito, andrebbe subito reimpiegato a favore dei contribuenti onesti. Così come il risparmio effettuato dall’Inps sui falsi disabili, che dovrebbe contribuire ad alimentare gli aiuti alle famiglie dei disabili veri. L’impennata degli ammortizzatori sociali in febbraio testimonio che è tempo di scelte radicali, è tempo che il nuovo welfare sia varato producendo la prima, sostanziale differenza dal passato: quella di essere alimentato non più soltanto dai contributi di lavoratori e aziende, bensì dalla fiscalità generale, in particolare dalle risorse nascoste e mai reinvestite di chi questa tremenda crisi ha saputo e voluto spremere a proprio, personalissimo vantaggio.

Sarebbe bastata, insisto, una vera tassa patrimoniale, ma con il PDL di mezzo ( e anche una buona parte del PD, va detto), non se ne è fatto nulla. Ma se Monti non tira fuori dal cilindro la vera EQUITA’, stavolta si gioca la poltrona.

Stefano Olivieri

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21 agosto 2011
WELFARE & CANOTTA (di Stefano Olivieri)

Le pensioni da che mondo è mondo si costruiscono con i contributi. Oggi la Lega dice di difendere le pensioni dei suoi iscritti, ma dov’era quando gli imprenditori leghisti assumevano in nero gli extracomunitari (minacciandoli di denuncia se avessero fiatato, grazie alla Bossi Fini), cacciavano i rappresentanti sindacali dalle loro fabbrichette del nord est per fare il porco comodo loro ? Non si può tenere un piede in due staffe, essere  partito di potere ( e reggere il sacco a Berlusconi) e contemporaneamente andare nelle piazze e fare il gendarme dello stato sociale.
 
Perché che tipo di welfare ha in mente la Lega nord, lo sappiamo tutti : quello padano, punto. Ma un ministro della Repubblica che parla solo a nome della sua gente, non deve essere cacciato via a pedate? E’ stato forse cassato anche il reato di alto tradimento?
 
E il bello è che tutta la stampa, compresa quella di sinistra, va dietro a Bossi in canotta e alle sue balle. Rassegniamoci, siamo la Repubblica delle banane. O meglio, non rassegniamoci e cacciamoli via a pedate questi buffoni.
 
Stefano Olivieri

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permalink | inviato da Stefano51 il 21/8/2011 alle 10:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
12 gennaio 2011
L’Italia per strada e la politica nel palazzo ( di Stefano Olivieri)

 

Certe notizie sono un cazzotto in faccia quando arrivano. La vicenda di David, il piccolo morto di polmonite a Bologna, italiano figlio di italiani per intenderci, ha strappato il velo di ipocrisie che giorno dopo giorno, mese dopo mese continua a coprire il disagio montante di un intero paese. Disagio prima di tutto economico, che ti scombina da un giorno all’altro la lista dei valori, delle cose da fare e da non fare. Che si porta dietro il malessere esistenziale, la salute tua e dei tuoi familiari che condividono la tua sorte. Alla fine sei inghiottito dal buio, le città sono piene di anfratti per questi esseri dimenticati, per i quali esistono pure ottime leggi nazionali e locali, che nessuno però alla fine applica perché non basta dare l’aiuto economico quando sei nel fondo del tuo pozzo, serve una mano vera che ti accompagni fuori, e questa mano è difficile da trovare.

 

Si dice, nel solito rimpallo di responsabilità, che sia stata colpa della madre di David, o della sua famiglia, che ha rifiutato a suo tempo di voler essere aiutata. Ma chi lo afferma dimentica che soprattutto nelle nostre leggi per l’infanzia non c’è la possibilità, bensì è prescritto l’obbligo, per le istituzioni, di intervenire in questi casi di emergenza. Quanti sono questi poveri ? Dove sono? E che cosa sta facendo il governo per aiutarli, al di là della social card? Queste sono le domande da farsi.

 

I poveri che finiscono per strada, italiani o meno che siano, sono soltanto l’avanguardia di un esercito della disperazione e del disagio che la politica, e il governo prima di tutto, non riescono più a intercettare. Dietro di loro ci sono gli studenti preoccupati per il futuro della scuola e dell’università, investite da una riforma senza soldi che taglia e basta. E poi i lavoratori precari, cui vengono offerte sempre meno garanzie : seppure fosse vero che è necessario flessibilizzare il lavoro, che non si può e non si deve pensare al posto fisso, è però altrettanto vero che i padroni, in Italia, complice il governo Berlusconi, continuano a interpretare in chiave schiavista le nuove regole ( legge Biagi, etc) e non hanno alcun interesse a capitalizzare le immense risorse – attualmente sprecate – di competenza e scolarizzazione dei giovani che oggi tentano di entrare nel mondo del lavoro. Gente con centodieci e lode in fisiopatologia – lo abbiamo sentito e visto ieri a Ballarò – che si riduce a fare la segretaria in uno studio edile, e le è andata ancora bene. Così chi ha la possibilità e il coraggio fugge all’estero e l’Italia si invecchia e si impoverisce. L’Italia di Marchionne e di Sacconi, di Tremonti e soprattutto di Berlusconi che dei giovani si interessa soltanto se sono di sesso femminile e senza peli sullo stomaco.

 

Milioni di famiglie sempre più oppresse dai debiti, dal fornaio fino al credito al consumo. Chi paga ha le tasche vuote, chi si fa pagare sempre più spesso evade il fisco e l’Inps perchè sa di farla franca, perché tanto il capocricca lassù ha occhi soltanto per gli imprenditori. La marea di poveri per strada oggi ancora non si vede, c’è chi continua ad aggrapparsi ad amici e parenti e per un po’ riuscirà a sopravvivere. Ma nel corso di quest’anno, verso ottobre, quando forse, se abbiamo fortuna, i media annunceranno la fine della crisi economica, per i nostri poveri sarà il momento più duro. Ricordiamocelo e ricordiamolo a chi di dovere.

 

Comportiamoci da paese civile, torniamo ai problemi, pretendiamo che il governo affronti davvero questa crisi che dai poveri va agli operai, agli studenti, agli impiegati, perchè anche la classe media italiana sta svivolando giù. Mi chiedo: che senso ha proclamare urbi et orbi di aver tenuto i conti sotto controllo se poi più di mezzo paese è alla fame? Provate voi cari Berlusconi, Tremonti, Marchionne, e tutta la vostra plutocratica truppa, a patire anche per una sola settimana quel che sta passando la povera gente e poi diteci che è necessario tenere i conti sotto controllo, e deprimere la spesa per salari e stipendi. Lo Stato dovrebbe investire, e costringere le aziende ad investire in questi casi, invece di risparmiare. Perché il mercato interno così come fate voi non ripartirà mai, e varremo sempre meno in Europa. E nel mondo ? Lasciamo perdere.

 

Berlusconi pensa ai giudici e al suo nuovo partito. L’ha chiamato Italia, rottamando il vecchio nome di Forza Italia per far vedere che lui è nazionalista, ma che bravo. Sotto al simbolo però c’è sempre il suo nome, è lì il trucco. E gli italiani, sempre di più, cominciano a capire che il sogno berlusconiano è una cambiale protestata. Mandiamolo via e ricostruiamo questo paese dal deserto. Ho letto che il libro di un inglese lancia  l'ipotesi suggestiva di Napolitano che si dimette e poi guida al voto e al successo un confuso centrosinistra. Perchè no ? Fatti sotto presidente che ti votiamo tutti.

Stefano OLivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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