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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
26 maggio 2011
GRAZIE SILVIO! (di Stefano Olivieri)

 

Fatelo parlare, fatelo parlare in tv, alla radio, ai telefoni e citofoni di tutto il pianeta. Fatelo esternare finché vuole e finché avrà fiato in corpo perché il popolo italiano possa finalmente capire che cosa è successo e che cosa sta succedendo. Fategli concludere la sua fiction, fategli snocciolare i suoi sondaggi. Se l’Istat dice che un italiano su 4 è a rischio povertà lui risponde che non è vero, perché ristoranti e aerei sono pieni e gli italiani spendono e spandono 10 miliardi l’anno in cosmetici e belletti. Forse in quei dieci miliardi ha conteggiato anche i 70mila euro che ha regalato a Ruby per comprare la macchina depilatrice, chissà. E qualche anno fa, quando Piersilvio era ancora piccino, sempre a proposito del benessere del popolo italiano ebbe a dire che i compagnucci di suo figlio avevano addirittura due telefonini a testa, e dunque l’Italia era ricca. E’ così che ragiona Berlusconi, è così che invita i suoi elettori a ragionare, anche perché lui stesso considera il suo elettorato medio “come un bambino di undici anni, e neanche troppo sveglio”. Comunque sempre meglio dell’elettorato di sinistra, che il premier – che dovrebbe essere il presidente di tutti gli italiani, fino a prova contraria – considera addirittura “senza cervello”. E ci è andata bene, in passato ci aveva definito coglioni.

 

Fatelo parlare dunque, ogni sua parola ci avvicina al momento in cui l’epopea berlusconiana si concluderà. Avremmo preferito che accadesse prima perché ha ridotto davvero l’Italia in cenere, ma va bene lo stesso, abbiamo le spalle larghe e sapremo risollevarci. Nelle mille città di questo paese si sta lentamente alzando una voce che neanche tutte le tv all’unisono guidate dal premier riescono a tacitare. Questa voce dice : Basta! E ha il volto di tanti milioni di anonimi cittadini, di lavoratrici e lavoratori che hanno sempre contato soltanto sul proprio lavoro per andare avanti, sul proprio ingegno, sullo spirito di sacrificio. Senza padroni e padrini, senza sponsor, senza ultrasettantenni che prima ti tastano e poi se ci stai  ti spingono verso un posto di prestigio in parlamento, sulla poltrona di un ministero o di un assessorato, con profumatissimi stipendi pagati dai cittadini elettori. Berlusconi ha disseminato le sue badanti intime ovunque, dal parlamento italiano a quello europeo, dopo averle sottoposte ad accurati casting a palazzo Grazioli e a villa Certosa. Lui tasta e noi paghiamo, capito l’antifona ? E se la mattina mentre state per strada vi accorgete che i venti euro di benzina messi il giorno sono già finiti, ringraziate sempre Berlusconi, che ha le mani bucate quando si tratta di escort ( dalle mie parti si chiamano puttane), ma non esita ad aumentare le accise della benzina per finanziare il fondo unico dello spettacolo ( di cui lui fra l’altro, con il suo immenso network votato all’entertainment cinematografico e televisivo, è uno dei principali beneficiari).

 

Perciò, fatelo parlare, per carità. Perché la gente ha cominciato a capire, a distinguere, a leggere oltre le parole e i sorrisi accattivanti. E a proposito: il giornalista inginocchiato Bruno Vespa l’altro ieri aveva commesso in tv, durante l’intervista a Di Pietro, una (in)consapevole gaffe a danno di Pisapia, asserendo che la moglie del candidato avrebbe detto che il marito era “inadatto a governare”. Questa affermazione in realtà era stata pronunciata dalla giornalista che aveva intervistato la moglie del candidato alla poltrona di sindaco di Milano, e la giornalista si era voluta riferire non a Pisapia bensì allo stesso Berlusconi.

 

Ebbene, Vespa aveva poi ammesso la gaffe dicendo che avrebbe fatto pubblica ammenda durante l’intervista (?) televisiva a Berlusconi nel Porta a Porta di ieri. A me non è sembrato che l’abbia fatto, ma potrei sbagliarmi perché ascoltando il premier mi sono appisolato e mia moglie ha cambiato canale. Mi ha fatto sempre questo effetto, dal 1994. E a giudicare dall’auditel di questi giorni, pare che stia accadendo in molte case italiane la stessa cosa.

 

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

 

21 gennaio 2009
L’ITALIETTA DI BRUNO VESPA DIMENTICA OBAMA (di Stefano Olivieri)


Clamoroso. Gli Usa portano un nero alla Casa bianca e Bruno Vespa a Porta a Porta, il salotto televisivo che celebrò l’elezione e la rielezione di Bush in pompa magna, dimentica l’avvenimento. Ieri sera, giorno dell’investitura di Obama, il ciambellano di corte ci ha dilettato con l’ennesimo drammone a tinte fosche, ovvero la storia di Amanda e Raffaele, i due imputati dell’omicidio di Meredith. Stasera raddoppia con Albano l’italiano e la mestizia avvolge il nostro paese. Scommetto che di tanta sciagurata e ostentata censura si vergognano perfino i più incalliti sostenitori del cavaliere, che ad Obama ha affettuosamente augurato tanta fortuna per corrispondere alle aspettative del mondo intero. Intanto però ha istruito a dovere i fedelissimi della Rai, affinché l’operazione oscuramento iniziasse senza indugi.

Mi vergogno di questa Rai sottomessa, genuflessa oltre ogni dire. Hanno tuonato su Santoro perchè di parte, mi piacerebbe sapere se l'esimio Petruccioli ha approvato questa "dimenticanza" della prima rete televisiva di stato. Pensare poi che Vespa non è manco più della Rai almeno da una decina di anni, ma continua a fare il cavallo di Troia di Berlusconi. Se il vento di Obama mai arriverà nel nostro paese, i primi a saltare via saranno questi cortigiani che ci tengono ancorati a un assurdo medioevo.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/


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permalink | inviato da Stefano51 il 21/1/2009 alle 23:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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