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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
15 novembre 2009
FORZA MIRIAM ( di Stefano Olivieri)
 

Roma, 16 marzo 2010

Nel 44 a.C. ricorrevano le Idi di Marzo, giorno in genere considerato di buon auspicio. Ma non per Giulio Cesare, che era stato avvisato della brutta aria che tirava in senato contro di lui. L’imperatore non se ne curò e venne assassinato da un gruppo di sessanta senatori custodi e difensori dell’ordinamento repubblicano.

2054 anni dopo la storia si ripete, per fortuna senza spargimento di sangue. Il cartello delle opposizioni unito dietro la candidatura di Miriam Bartolini vince la competizione elettorale con il 64 % di voti e sfratta da palazzo Chigi il premier Silvio Berlusconi, ex consorte della neopresidente. Appena dieci giorni prima si era concluso l’unico processo a cui il cavaliere non era riuscito a sfuggire, quello relativo alla causa di separazione legale per colpa grave intentata dalla moglie dopo i noti fatti intervenuti nei due anni precedenti. Dalla separazione il cavaliere usciva praticamente in mutande, avendo perso in particolare la quota di maggioranza di Mediaset, il potente network televisivo che tanto lo aveva aiutato nell’ascesa politica dal 1994 in poi.

Per altro è in dirittura d’arrivo sia il processo legato all’affare Mills, dopo il fallimento del disegno di legge sul processo breve impallinato in aula da una parte consistente della stessa maggioranza che ha votato con l’opposizione, sia il processo legato alle stragi di mafia del ’93, che inchioda a gravissime responsabilità l’ex premier e Marcello Dell’Utri. Proprio sul fallimento del ddl Ghedini si è consumata la crisi di governo che ha causato le elezioni anticipate.

Appena rese note le prime proiezioni elettorali, già nella serata di ieri si era raccolta una folla strabocchevole in piazza del SS Apostoli a Roma, sotto le finestre del comitato elettorale di Miriam Bartolini. La neopresidente non ha però voluto ancora rilasciare nessuna dichiarazione ufficiale, limitandosi a dire che aspetta i risultati ufficiali del Ministero dell’Interno prima di rilasciare dichiarazioni.

Del premier Berlusconi nessuna notizia. I giornalisti accalcati fuori palazzo Grazioli non lo hanno visto passare ma c’è qualcuno che asserisce di aver visto verso le tre di notte uscire dal passo carrabile a tutta velocità un furgone della lavanderia pieno di lenzuola aggrovigliate, seguito da un auto di scorta.

Il segretario del PD Pierluigi Bersani ha dichiarato soddisfatto : “E’ un bel giorno per il paese, finalmente si lavano i panni sporchi”. Anche Pierferdinando Casini si è detto entusiasta della vittoria di Miriam Bartolini, che a sua detta “contribuirà a far decollare finalmente il quoziente familiare”. Antonio Di Pietro, capogruppo dell’Idv, è stato raggiunto dai giornalisti a Montenero di Bisaccia, ma era del tutto ubriaco e non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

La Rai ha reso noto che la puntata di stasera di Porta a Porta sui risultati elettorali è stata soppressa per improvvisa indisposizione di Bruno Vespa. In sostituzione verrà trasmessa una edizione speciale di Annozero a reti unificate, con la partecipazione straordinaria di Giovanni Floris.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

POLITICA
3 maggio 2009
Veronica dice stop, è l'inizio della fine ( di Stefano Olivieri)
 



Dopo lo sfogo la moglie chiede il divorzio. Il premier fa il disinvolto, anzi l’addolorato (figurarsi..!) ma sa bene il potenziale catastrofico di una separazione per un politico scoperto dalla moglie con le mani nella marmellata. Puoi far tacere una telefonata intercettata ma non tua moglie, e se Veronica ha deciso di vuotare il sacco, povero lui. La notizia fa il giro del mondo.

Si dirà che questo è bigottismo comodo e interessato, perché a sinistra hanno già cercato in tutti i modi (almeno vogliamo pensarlo) di smuovere quest’uomo dalla posizione di potere politico a cui è saldamente aggrappato da quindici anni. Ma la verità è che – come ha prosaicamente sentenziato Feltri, che pure lo conosce bene, qualche tempo fa - il vero punto debole, il tallone d’Achille di Silvio “papi” Berlusconi è la “gnocca”. Di tutte le fatture e di tutte le età, ma con una recente allarmante tendenza ( Virginia Sanjust qualche tempo fa, adesso Letizia Noemi, che sono ben inteso i casi noti alla stampa ) verso le giovanissime. Di cummenda con nipotine a rimorchio l’Italia ne è sempre stata piena, il nostro cinema ne fece addirittura un genere a se, ma la politica e soprattutto le più alte cariche istituzionali dovrebbero essere un'altra cosa, o no ?

Pensando a Berlusconi e a ciò che potrebbe fare adesso, penso proprio di no. Veronica non esagera a definirlo malato ( “…Ho cercato di aiutare mio marito come si farebbe come una persona che non sta bene…”), il comportamento del premier è da manuale di patologia geriatrica, capitolo “disturbi del comportamento sessuale” e la cosa a questo punto non riguarda più la sfera personale di quest’uomo, riguarda tutto il paese che se lo trova come presidente del consiglio. Perché le turbe sessuali alla sua età, se assecondate invece di essere curate diventano pericolose per la stabilità mentale dell’individuo e per la rilevanza sociale dei suoi comportamenti. Forse la moglie ha pensato proprio questo, che il quieto vivere familiare dovesse a questo punto cedere il passo alla ragion di stato, che il paese intero rischiava grosso con un premier che invece che al paese obbedisce al suo pistolino e alla fine si è decisa. Berlusconi adesso minimizza e i media di regime hanno già iniziato a demolire sistematicamente l’immagine della signora Lario ma sarà tutto inutile, come cercare di rimettere la cacca dentro al cavallo. Anche perché – vedrete se non mi sbaglio – sarà proprio Berlusconi a scrivere le nuove pagine di questa boccaccesca fiction. Non si fermerà, un malato di sesso non può fermarsi a questo punto, e lui non vuole fermarsi perché sa bene che la pancia di questo sciagurato paese lo seguirà fino in fondo. Gli operai, notizia di queste ore, votano in prevalenza per il PDL e lo invidiano quando dice di avere il numero di cellulare della Yespica. Ma l’Italia è anche un paese cattolico, aspetto di leggere Famiglia cristiana sull’argomento.

L’esercito delle veline è già in grande subbuglio. Le innumerevoli aspiranti al trono della Lario hanno già ampiamente dimostrato di essere pronte a tutto per conquistare il posto a fianco del premier e per il cavaliere si prospetta un succulento ma faticosissimo casting. Più che al G8, più che alle case da costruire per i terremotati farebbe bene a questo punto a pensare alla sua prostata, se vuole concludere questa legislatura. Ma lui è fatto così, non sa risparmiarsi, mai. Soprattutto per chi lo chiama “papi”. Sta a vedere che aveva ragione Feltri.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

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