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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
1 giugno 2013
GRILLO A PARTE (di Stefano Olivieri)



Prima c’era Berlusconi, adesso Grillo. Ma quando potremo vedere i media interessarsi dell’agenda vera di questo paese? Scivoliamo rapidamente verso il terzo mondo e continuiamo a vedere giornali e tv pieni di gossip parapolitico, che non è neanche così divertente da farci dimenticare questa brutta crisi. Le famiglie, tante famiglie, oggi più di ieri certamente, hanno i conti in rosso e urgenze da affrontare in modo rapido e pragmatico. Il lavoro che non c’è, i debiti da sanare, il pane quotidiano sempre più caro, il futoro dei figli. E i contratti di lavoro sono fermi da più di sei anni. E invece si parla di Grillo, quello che tiene soltanto per  quella che sul suo blog ha chiamato Italia B, quella dei lavoratori autonomi, zelanti e virtuosi nel pagare le tasse!

Quel che più manda in bestia è il fatto che non si sta diventando poveri tutti insieme, perché quella parte del paese che della crisi ha approfittato per fare ancora più affari è ancora tutta lì, arrogante e impudente.

Perciò, per favore, non parliamo più di Grillo, c'è altro. Le due fondamentali urgenze del paese sono il lavoro che non c’è e il riequilibrio fiscale, vorrei che i media bastonassero ininterrottamente governo e politica tutta affinchè di questo si parli finchè non si sia fatto qualcosa di concreto, a cominciare da un indispensabile prelievo forzoso dalle tasche troppo piene. Perchè se anche i poveri diventeranno evasori, forzati dalla effettiva mancanza di denaro, la pompa idrovora del governo, orientata sempre dalla stessa parte, non pescherà più nulla e si romperà.
Per far ripartire rapidamente il mercato interno la classe più disagiata economicamente DEVE essere ritirata su, e con riforme sistemiche, non provvedimenti una tantum. A Grillo, che si accalora sulla nuova legge per il finanziamento dei partiti e la chiama legge truffa, vorrei ricordare che non l’ho visto, prima delle elezioni, colpire con altrettanta durezza chi, in questi ultimi vent’anni, si è circondato di leggi truffa per difendere i suoi interessi personali. Ma a Grillo, evidentemente, interessava soltanto abbattere Bersani e non c’è dunque bisogno che oggi chiarisca che il suo movimento non è di sinistra, ce ne siamo accorti da tempo. E per fortuna se ne è accorto anche chi, da sinistra, lo ha votato alle ultime elezioni politiche.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

30 agosto 2012
BERSANI DEVI SMARCARTI ! (di Stefano Olivieri)


La Merkel si complimenta con il premier Monti e lancia l’opa tedesca sul futuro governo italiano. A detta della cancelliera qualsiasi prospettiva fuori dal tracciato montiano apparirebbe incerta e dannosa per gli italiani e per l’Europa in genere, e questo significa a chiare lettere che il governo tedesco fra qualche mese tiferà apertamente per un nuovo governo italiano di grande coalizione o, mal che vada, per un nuovo governo Berlusconi.
Come siano state rastrellate finora dal governo Monti le risorse necessarie per far fronte alla crisi è un dettaglio tecnico sul quale La Merkel si è guardata bene dall’esprimere valutazioni. Ci mancherebbe altro, che il premier del paese (la Germania, appunto) che di questa crisi si sta maggiormente giovando grazie allo spread molto positivo per i bund tedeschi, si metta pure a sindacare sulle ricette di governo di un paese amico. Questo è semmai compito, anzi dovere della politica italiana. Ed è qui che cominciano le dolenti note.
Si è detronizzato Berlusconi perché stava trascinando nel baratro l’intero popolo italiano. Si è affidato il governo a un tecnico, quell’ex commissario europeo che nel suo passato non aveva avuto paura di sanzionare l’uomo più ricco del mondo, il Bill Gates proprietario di Microsoft. Ebbene, il professor Monti e i suoi ministri, appena insediati al governo, sono diventati potenti e prepotenti con i deboli, gli unici a pagare veramente questa crisi; e al tempo stesso si sono mostrati concilianti e deboli, troppo deboli con i potenti. A cominciare dall’uomo più ricco d’Italia, per il quale – giusto per fare un esempio - stiamo ancora aspettando che il nostro governo decida il prezzo d’affitto dell’etere pubblico che Berlusconi sfrutta a piene mani in posizione dominante e pagando tariffe decise da lui stesso. E sempre per Berlusconi paghiamo almeno due milioni e mezzo di euro l’anno per garantirlgli ben 40 uomini di scorta, gli stessi che lui aveva da premier e che ha continuato a mantenere ( a nostre spese naturalmente) grazie a una leggina varata poco prima di andarsene dal governo.
Direi che il PD debba smarcarsi da questo incondizionato appoggio a Monti quando ciò significa tradire la missione stessa del partito democratico: garantire giustizia, uguaglianza e solidarietà fra tutti i cittadini di questo paese. Le cosiddette riforme del Governo Monti, in primis welfare, pensioni e lavoro, hanno inferto un colpo mortale alle famiglie di lavoratori dipendenti e di pensionati. E la costante disattenzione del governo verso i vari cartelli (petrolieri; assicuratori; servizi energetici; filiere di consumo;) ha fatto riaccendere l’inflazione, la tassa più odiosa di tutte perché percepita in misura diversa dalla popolazione. Lo spostamento della tassazione dalle persone alle cose (aumento accise benzina; ventilato aumento bibite; etc) è altrettanto spregevole perché spreme sempre e soprattutto i consumi del ceto medio e basso. Perché non si tassano invece le quote di iscrizione ai centri fitness e ai beauty center? Perché non si tassano le operazioni di chirurgia a scopo puramente estetico? Perché non si tassano le crociere intorno al mondo invece di dissanguare le famiglie dei lavoratori? Perché, egregio professor Monti, hai dimenticato di calcolare la detrazione nell’IMU per la presenza, nell’abitazione sottoposta a tassazione, di un figlio disabile riconosciuto ultraventiseienne? Avere in testa soltanto un registratore di cassa e ignorare i variegati e diversi problemi di un popolo non è buon governo. È piuttosto il segno di una scelta politica ben precisa, in soldoni esattamente la stessa fatta da chi ti ha preceduto.
Ribadisco: il PD si smarchi dagli appoggi incondizionati e detti al governo Monti la vera agenda di questa emergenza. Punto primo, ristabilire l’equità fiscale VERA, condizione necessaria perché il paese riparta. Chi non ha pagato finora deve aprire il portafoglio, serve una tassa patrimoniale applicata progressivamente e direttamente con il prelievo di persone e società presenti sul territorio italiano. Chi ha di più è tempo che partecipi con un sacrificio maggiore, non si può e non si deve continuare a martirizzare sempre gli stessi per far quadrare i bilanci che, con il fiscal kompact, ci terranno inchiodati ai sacrifici per almeno altri dieci anni. Se lo si continua a fare senza modificare la platea dei contribuenti, ci si dovrà assumere la responsabilità, tutt’altro che remota, dei tanti fuochi di insorgenza civile che da tempo hanno iniziato ad accendersi nel paese.
L’Italia non aspetta più, se non arriva adesso un segnale concreto di cambiamento questa legislatura finirà anticipatamente e occorre da subito spiegare agli elettori da che parte dovranno stare e perché. Se si intende davvero battere Berlusconi e il populista ma efficace Beppe Grillo, occorre spiegare concretamente al paese dove Monti sta sbagliando e come rimediare ai suoi errori senza destabilizzare l’opinione europea su di noi. Come a dire: le risorse si troveranno lo stesso e anche di più, favorendo crescita e ripresa senza deprimere ulteriormente i consumi e indebolire il reddito dei ceti medi e bassi. E la Merkel, se ancora sarà al suo posto bene intesi, dovrà farci i complimenti.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it 

POLITICA
21 giugno 2012
Monti all'ultimo bivio (di Stefano Olivieri)


Si può diventare autarchici rimanendo convinti europeisti, si può e si deve scegliere l’euro pretendendo una Unione Europea in cui sia condivisa la moneta e anche la gestione politica dello sviluppo e di una risposta comune e solidale alla crisi. La reiterata boutade di Berlusconi sull’uscita dall’euro è l’ennesima provocazione di chi sa che avrebbe da perdere molto in una Europa davvero unita e solidale.

Il governo Monti può e deve trovare la strada del rigore davvero equo, non solo a chiacchiere. Riformare le pensioni dopo aver bloccato da 4 anni i contratti, riformare il lavoro ammettendo danni collaterali tremendi ( gli esodati) è rigore a senso unico. La stessa spending review , la revisi0one della spesa, proviene dall’ottica strabica di individuare i possibili tagli sempre e soltanto laddove si è già tagliato, mentre i buoi più grassi continuano a uscire indisturbati dalla stalla.

I sacrifici devono farli tutti, questa sarebbe il vero risultato, l’unico trofeo davvero virtuoso da esibire in Europa, non lo scalpo di esodati, pensionati, dipendenti pubblici su cui si addensano per l’ennesima volta previsioni di grandi sforbiciate. Se in Italia non arrivano investimenti non è per il costo del lavoro, bensì per la corruzione dilagante, per l’enorme commistione fra interessi pubblici e privati, per l’appetito smodato di caste e cricche che nel ventennio berlusconiano sono nate, cresciute e moltiplicate.

Perché tagliare non si può più dove è stata fatta macelleria sociale. Lo si è visto, ormai siamo all’osso e già adesso molti servizi ai cittadini mostrano affanno. Una burocrazia laboriosa, sana ed efficiente non è un inutile orpello, è il costo necessario di un paese civile, che deve saper guardare prima di tutto ai suoi cittadini più deboli e indifesi.

Monti non vuole sentir parlare di patrimoniale. Dice che l’ha già attuata con l’ IMU e sa di dire bugie. Anche perché, proprio restando nell’IMU, a pagarla non sono tutti, e fra gli esentati state certi che non c’è la povera gente. Gli effetti, davvero devastanti, di questa tassa non vanno per niente in direzione dell’equità sociale, ma anzi accentueranno la distanza fra ricchi e poveri. I secondi tenderanno a disfarsi del bene casa, in un mercato immobiliare vivace soltanto per le abitazioni di lusso e già profondamente al ribasso per le altre tipologie; i primi approfitteranno ancora una volta della situazione per fare shopping.

Non è l’Italia solidale che pensavamo di creare dopo Berlusconi. L’ombra del cavaliere e della sua arrogante filosofia liberista c’è ancora tutta, seppure in salsa bocconiana. In un momento di emergenza la raccolta delle risorse per il bene del paese non può avere paraocchi, ciascuno deve contribuire secondo la sua disponibilità. E c’è solo un modo di farlo con i riluttanti, quello di espandere al massimo il denaro virtuale e di prelevare direttamente le risorse necessarie dai depositi bancari più consistenti. Senza badare alle dichiarazioni dei redditi, perché si sa che sono menzognere sul fronte del lavoro autonomo.

Non si può più scherzare né indugiare. Occorre agire in fretta e bene. La gente onesta e laboriosa di questo paese attende un vero segno di discontinuità dalla politica , se questo non arriva in fretta non l’Italia, l’intero progetto comune europeo sarà destinato a fallire.

Monti porti in Europa una vera tassa patrimoniale sui depositi bancari più consistenti, e rilanci con veemenza la proposta di una Tobin Tax sulle transazioni finanziarie. Ora anche Obama potrebbe essere interessato, perché una crisi europea persistente sta già frenando la ripresa USA. Il governo italiano smetta di galleggiare oppure si vada subito a nuove elezioni.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

6 agosto 2011
Quattro pilastrini e una bella colonna ( di Stefano Olivieri)

Dunque L’Italia non è commissariata dalla Ue, come ci ha spiegato ieri l’esimio premier Berlusconi. E’ piuttosto il governo italiano che si sta attivando, forse addirittura per salvare il mondo. Il venerdì, appena qualche mese fa, era di solito dedicato alle seratine simpatiche e ai bunga bunga, ma ora finalmente il presidente ha preso atto che la crisi c’è, anche se naturalmente sempre per colpa di altri, mai sua neanche in parte.
 
Così insieme a Tremonti ci ha spiegato i quattro pilastri su cui poggerà la rinascita italiana. Sul fronte del lavoro viene annunciata una profonda riforma ( ancora? …) che sicuramente finirà per sforbiciare del tutto ciò che è rimasto dei diritti dei lavoratori. Che non esisteranno praticamente più, visto che al posto del loro statuto si vuole varare lo “statuto dei lavori”, in salsa berlusconiana naturalmente (Sacconi applaude convinto). Poi ci sarà l’altra chicca, quella di rendere ( con variazione costituzionale) libero tutto ciò che non sia espressamente vietato dalla legge: i birbaccioni creativi sono già al lavoro, ne vedremo davvero delle belle.
 
Poi gli altri due pilastri: la delega assistenziale ( pesanti ritoccatine al welfare) e la riforma fiscale. Semplicemente anticipate di un anno, senza mutare di una virgola il vergognoso disegno di legge. Ladri, mazzettari, corrotti e corruttori, presidenti di cricche e loro affini possono star tranquilli, nessuno li toccherà. La pompa idrovora governativa sarà immersa soltanto laddove sa di alimentarsi con facilità: lavoro dipendente e pensioni. Il fatto che l’Italia sia il paese in cui la quota di reddito nazionale che si ottiene attraverso il lavoro sia la più bassa dell’Ocse, e che più del 45% del reddito nazionale sia detenuto da appena il 10% delle famiglie (dati Banca d'Italia 2009), non preoccupa minimamente Berlusconi.
 
Dovrebbe preoccuparsi invece e molto il popolo italiano, e mettere in atto adeguate contromisure. Tempo ce ne è molto poco e l’emergenza è tale che a questi pericolanti pilastri andrebbe almeno aggiunta una colonna di rinforzo, sia pur temporanea, che riporti equità: la tassa PATRIMONIALE applicabile alle rendite da capitale al di sopra di una determinata cifra e a tutti i beni di lusso. Prima di strangolare del tutto le famiglie ( col rischio neanche tanto remoto di innescare una violenta insorgenza civile) vanno sgrullate e tanto le tasche piene. E con quei soldi si rifinanzia la crescita. Se trovate altri rimedi ditelo. Ma Berlusconi non può farlo, per questo se ne deve andare.
 
Stefano Olivieri
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