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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
4 maggio 2011
IO PREFERISCO L'USATO SICURO (di Stefano Olivieri)



Sergio Cofferati ( 1948)

E’ stato a capo della CGIL in uno dei periodi più difficili, in cui il sindacato ha dovuto fare supplenza al vuoto lasciato dalla politica. Ricordiamo l'accordo sulla concertazione del 1993, la riforma delle pensioni del 1995, il no alla modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per il quale il 23 marzo 2002 al Circo Massimo di Roma parlò davanti ad una folla di circa tre milioni di persone, in una delle maggiori manifestazioni italiane del dopoguerra.

Quando il 21 settembre 2002 termina il mandato di segretario nella CGIL sono in tantissimi nella base del centrosinistra a volerlo nella politica nazionale, in un momento di gravissima crisi per la sinistra sconfitta pochi mesi prima alle elezioni politiche. Ma non succede, per lui ci sarà soltanto il contentino della candidatura a sindaco a Bologna nel 2004. Dopo la prima sindacatura, il 9 ottobre 2008 Cofferati dichiara pubblicamente di non volersi ricandidare a sindaco di Bologna. Un anno dopo diventa parlamentare europeo con il PD.

Renato Soru ( 1957)

imprenditore e politico italiano, fondatore di Tiscali e della disciolta Andala UMTS, ex Presidente della Regione sarda, carica che ha ricoperto dal 2004 al 2008, quando nel novembre ha rassegnato anticipatamente le dimissioni, ufficialmente confermate nella seduta straordinaria del Consiglio regionale del 23 dicembre 2008, con effetto dalla mezzanotte del 25 dicembre. Il 20 maggio 2008 Renato Soru acquista l'Unità, la storica testata fondata da Antonio Gramsci, evitando in tal modo l'ingresso nel quotidiano della famiglia Angelucci (proprietaria di Libero e Il Riformista). Si ricandida nel 2009 alla carica di presidente della Sardegna e perde le elezioni che vedono vincitore Cappellacci (PDL). Aveva contro soprattutto la speculazione edilizia, che non aveva mai digerito il suo piano paesaggistico regionale e la sua legge salva coste. Il suo impegno ambientalista aveva fruttato in precedenza anche la dismissione da parte degli USA della base militare nell’isola di Santo Stefano, arcipelago della Maddalena. Sappiamo tutti che cosa è successo da quelle parti dopo, con il berlusconiano Cappellacci e la cricca del G8. Il 22 aprile 2011 Renato Soru viene assolto dal Tribunale di Cagliari con formula piena dall'accusa di turbativa d'asta, per non aver commesso il fatto, e di abuso d'ufficio, poiché il fatto non sussiste. La piena assoluzione ha dato nuovo slancio alla carriera politica di Renato Soru, che a partire dal 2011 ha riacquistato la leadership della maggioranza interna al PD sardo e ha espresso la possibilità di candidarsi a nuovi incarichi, regionali o nazionali (aveva infatti pubblicamente affermato di non volersi più candidare in caso di condanna.

Ignazio Marino (1955)

Medico, chirurgo e politico italiano. Senatore dal 2006, attualmente svolge il ruolo di Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale, nonché membro della Commissione Igiene e sanità del Senato della Repubblica nella XVI Legislatura. Nel 1992 è stato nominato Direttore Associato del National Liver Transplant Center del Veterans Affairs Medical Center di Pittsburgh, l'unico dipartimento per trapianti d'organo appartenente al Governo degli Stati Uniti. Nel 1999 ha fondato l'ISMETT a Palermo, il primo centro trapianti di fegato in Sicilia - grazie a un rapporto di collaborazione fra l'University of Pittsburgh Medical Center e il governo italiano - di cui è stato il direttore e l'amministratore delegato. Nel 2001 ha eseguito il primo trapianto italiano su un soggetto sieropositivo in terapia HAART. Nel 2002 si è dimesso dal University of Pittsburgh Medical Center per diventare professore di chirurgia presso il Jefferson Medical College di Filadelfia. Ha una casistica personale di oltre 650 trapianti, ed è autore di 213 pubblicazioni indicizzate su MEDLINE e di 3 libri scientifici. Da sempre sostenitore dell'esigenza di una legge italiana in materia di testamento biologico, nel gennaio 2009 lancia un appello online proprio su questo tema. Pur professandosi cattolico sta promuovendo una legge che consentirebbe di rifiutare - nelle disposizioni di fine vita - idratazione e nutrizione artificiali; si sta dunque impegnando per introdurre in Italia quella che la Chiesa cattolica definisce «eutanasia per omissione». In vista delle elezioni primarie del Partito Democratico dell'ottobre 2009, il 23 luglio 2009, alla Camera del Lavoro di Milano, Marino annunciò la propria candidatura alla segreteria del partito, sfidando Pier Luigi Bersani e Dario Franceschini. Lo slogan scelto per la campagna di Marino è stato "Vivi il PD, cambia l'Italia"; il suo programma puntava sul rilancio del merito e dei diritti civili, sulla salute, la laicità e l'ambiente. Il senatore chirurgo è giunto 3°, raccogliendo circa il 15% delle preferenze.In seguito a delle intercettazioni telefoniche, nel 2010 un'inchiesta della Procura di Bologna stabilì che la scesa in campo di Marino per le primarie del PD fu all'origine della sua mancata collaborazione con il Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna. L'amministrazione del Policlinico avrebbe "boicottato" Marino "per ragioni esclusivamente politiche", in quanto "la collaborazione di Marino con il Sant’Orsola avrebbe potuto nuocere a Bersani". Nonostante le smentite dei medici intercettati e del Sant'Orsola, il magistrato inquirente ritenne che non ci fossero dubbi, descrivendo "un desolante quadro di sudditanza politica delle scelte anche imprenditoriali di un’azienda ospedaliera di primaria importanza". Tuttavia concluse che l'inchiesta andava archiviata in quanto non si potevano registrare condotte penalmente rilevanti. Marino prese spunto da queste dichiarazioni per "riaffermare con vigore la necessità che la politica si tenga fuori dalla gestione della sanità pubblica.

Ho voluto ricordare i percorsi personali (dati tratti da Wikipedia) Di Sergio Cofferati, Renato Soru e Ignazio Marino perché sono pressoché scomparsi dalla scena politica del centrosinistra. Malgrado le loro credenziali. Guardando a loro, non si può che preferire l’usato sicuro a qualsiasi frettoloso rottamatore, giovane o vecchio che sia. Sono certo che l'Italia ha ancora bisogno di loro.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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