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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
6 settembre 2014
La notizia del PD che parla con SEL (di Stefano Olivieri)

La ripresa del dialogo fra SEL e PD è diventata, nell’Italia renziana, perfino una notizia da prima pagina. Ripenso con tristezza all’ottobre del 2013, quando Bersani e Vendola sistemarono Grasso al Senato e Boldrini alla Camera, rilanciando il progetto, poi abortito, di Italia Bene Comune e confidando in un ritorno al voto. Poi è successo altro, Renzi ha vinto le primarie ed è diventato segretario, poi ha raggiunto la presidenza del Consiglio e la sua leadership è straripata con i risultati alle elezioni europee. Il resto è cronaca dei nostri giorni e mostra un PD sempre più spostato al centro e un capo dell’esecutivo sempre meno incline al dialogo con la sinistra, anche nel suo stesso partito, per non parlare poi del sindacato CGIL e di SEL, per l’appunto. Non mi affeziono alle sigle e agli slogan e bado all’osso, come è costretta a fare la stramaggioranza degli italiani ogni giorno. E l’osso mi dice che la crisi morde più di ieri e il lavoro non c’è, soprattutto per i giovani e le donne, soprattutto al sud. Draghi ha appena diminuito quasi a zero il costo del denaro, ammonendo le banche ad alleggerire i tassi di sconto su mutui e depositi bancari, e invitando il governo alle riforme strutturali. Con un po’ di coraggio in più si potrebbero trovare e rendere stabili risorse sufficienti a sbloccare i contratti di lavoro fermi da almeno cinque anni, dando un po’ di respiro alle famiglie dei lavoratori dipendenti, che non possono essere messe a tacere con un bonus di ottanta euro che, a detta della Picierno, consentirebbe perfino di comprare la Nutella.

Riforme strutturali è una gran bell’immagine, che però deve essere coerente con se stessa. In Italia lo squilibrio nella distribuzione della ricchezza ha superato da tempo il segnale di allarme, che in qualsiasi altro paese democratico avrebbe comportato quanto meno una revisione secca del regime fiscale in vigore. Qui da noi invece tutto tace e negli annunci delle cose da fare in mille giorni non leggo nulla che possa far sperare in un futuro più roseo. Ci teniamo il falso in bilancio, ci teniamo il blocco dei contratti, ci teniamo le tasse sempre più alte e le pensioni sempre più magre. E per risolvere i problemi dello Stato si guarda sempre e soltanto alle tasche dei dipendenti e dei pensionati, che vengono sistematicamente adoperate come un bancomat.

Voglio lanciare su twitter l’hashtag #renzinonmiconvinci e tastare il polso al paese. Perché il mugugno, il maldipancia nel PD non è cosa da trascurare e ha referenti importanti e numerosi, in ogni abitazione della nostra bella e amata Italia. Perciò, caro Matteo Renzi, riapri il dialogo con SEL, sarò io il primo ad applaudirti, purché tu non metta subito le mani nel piatto. Perché c’è un cuore che batte a sinistra anche nel PD, e non è affatto un cuore malato. C’è una gran fetta di elettori con una grande voglia di democrazia sana e solidale, che non ha per niente paura di manifestarsi di manifestare quando tu esibisci il 41% raggiunto alle europee.
Perciò niente ricatti lo diciamo noi a te, presidente del consiglio NON eletto dagli italiani, tienilo sempre a mente. Non abbiamo mille giorni di tempo per aspettare la cicogna, e non abbiamo paura di andare a elezioni anticipate non appena ci saremo liberati del porcellum e avremo adottato una legge elettorale degna davvero di un paese democratico. Il che significa che anche il tuo furbo italicum non ci piace per niente, ma tu questo lo hai capito da tempo e ci impensierisce il fatto che non ne voglia più parlare. Perché quando non riceve mai risposte, il popolo alla fine se le va a cercare lo stesso, senza paraocchi e talvolta in modo sbrigativo e violento. Anche questo lo sai bene, perciò fai le scelte giuste al momento giusto, cioè subito. E se ritieni per te impossibile un progetto di alleanza, culturale prima che politica, che stabilmente guardi a sinistra, allora puoi anche fermare, fin da adesso, l’orologio dei mille giorni e tornare a far visita a Napolitano. Perché di nuove elezioni, purché democratiche sul serio, questo nostro paese non morirà di certo, e neanche l’Unione Europea.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it



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permalink | inviato da Stefano51 il 6/9/2014 alle 11:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
20 aprile 2013
CHI HA TRADITO CHI? (di Stefano Olivieri)


Prima o poi sarebbe accaduto. Che la fusione fredda di Margherita e Ds nel PD non abbia mai fuso una beneamata ceppa lo si sapeva da un pezzo. Tant'è che Rutelli, la Binetti, Ichino e tanti altri se ne sono andati. Che il PD da tanto non fosse nè carne nè pesce, lo si sapeva anche. Il partito liquido di Veltroni è stato un alibi per ignorare i problemi, la verità oggi, chiara finalmente, è che quel termine "democratico" è abusato e sopratutto abusivo.

Che cosa sia il PD e chi intenda rappresentare oggi è una domanda dalle troppe risposte. Molte fra loro contrastanti. Ha imbarcato imprenditori che lo hanno usato come taxi, per poi collocarsi altrove. Ha fatto pari e patta fra impresa e lavoro ma di fatto, almeno negli ultimi anni, ha privilegiato l'impresa, se non altro nelle scelte legislative (leggi governo Monti). ha cambiato segretari con le primarie addomesticate, perché i signornessuno neanche con le primarie sono intercettati, se già non fan parte di qualche cerchio magico.

E poi, ci sono le anime nere, i vecchi rancori, la saga infinita della guerra incrociata fra l'apparato e l'aria fresca che tenta di entrare. Ha poco senso oggi fare la lista dei buoni e dei cattivi perché questo partito è morto e va rifondato. E' inutile accanirsi, lo dico a Bersani o a quel che resta di lui e lo dico a Renzi: il PD non è di nessuno di voi, semmai è degli elettori italiani che lo hanno votato. Questi elettori secondo me nella gran parte sono di sinistra e ben oltre le posizioni della segreteria, ma siccome non è dato saperlo se non attraverso le elezioni, la cosa più giusta sarebbe quella di dichiarare morto e sepolto questo partito e il suo simbolo, per tutti.

Dopo di che, ciascuno scelga la sua strada e se ha grano da macinare, farà pane. 
L'ho scritto qualche settimana fa, facendo la sibilla cumana: tutta la quota di sinistra del PD si allei con SEL e fondi ITALIA BENE COMUNE, un bel partito di sinistra che guardi prima di tutto al lavoro e ai diritti. 

Gli altri, Renzi e i suoi, Dalema e i suoi, e via discorrendo, facciano ciò che reputano meglio. 
Ma non parliamo più di PD e sopratutto facciamo in fretta, perché le elezioni sono dietro l'angolo e il popolo democratico attende di avere finalmente un riferimento stabile e inequivoco.

E che, per dare il primo segno, questa parte del PD che ha il cuore a sinistra voti Rodotà, in blocco. Ehi, Bersani: chi ha tradito chi? 


Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


3 agosto 2012
Centrosinistra, la mia proposta per il nuovo logo


Io lo vedo così, semplice e chiaro, con la bandiera, i simboli dei due partiti della coalizione, le tre parole chiave. Che ne pensate?

Stefano Olivieri
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permalink | inviato da Stefano51 il 3/8/2012 alle 9:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
10 novembre 2011
GOVERNO MONTI, TROPPI GALLI A CANTARE ( di Stefano Olivieri)


Il PDL che si spacca in due, la Lega che vuole le elezioni, IDV che cerca di rosicchiare qualche voto a sinistra negando la fiducia a Monti, Vendola che invece si dichiara possibilista ma solo per emergenza finanziaria e nuova legge elettorale. Un gran caos che  non aiuta certo il paese a superare questo momento critico, non aiuta neanche i mercati a capire che cosa sta succedendo.

Il PD è in mezzo al guado, da una parte la responsabilità di rispondere all’appello di Napolitano, dall’altra il rischio di bruciarsi a sinistra. Perché se il governo tecnico non si riuscisse poi a fare per la crescita complessiva e trasversale del fronte del no, nella corsa alle elezioni anticipate partirà svantaggiato rispetto a Di Pietro e a Vendola.

Va però considerato non solo l’aspetto dell’urgenza (una elezione anticipata comporta tempi assolutamente più lunghi di un governo tecnico, e nel frattempo i mercati ci possono massacrare) ma anche il fatto che andare direttamente alle elezioni con la legge Calderoli significherebbe restituire in mano alle direzioni dei partiti il potere di decidere chi formerà il prossimo parlamento. Prospettiva micidiale, che ci allontanerebbe probabilmente per sempre dall’Europa. Io voglio una sinistra forte e bella, il più possibile deberlusconizzata e per averla è necessario avere a disposizione anche una nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini la sovranità popolare.

Dunque, calma e gesso. Se Di Pietro e Vendola ritengono di non dover entrare nel governo tecnico con Casini e parte (speriamo la migliore) del Pdl, che almeno non ne ostacolino i primi passi. Sarebbe un brutto esempio di discontinuità rispetto al governo Berlusconi che abbiamo tanto criticato finora.

Affrontiamo un problema per volta. Compreso quello di una nuova legge elettorale, che certamente Monti dovrà mettere in agenda non appena si sarà insediato a palazzo Chigi. Soffiamo tutti dalla stessa parte per favore, perché siamo sulla stessa barca. Chi stava su un'altra barca lo conosciamo bene, e se ne sta andando a casa.

Stefano Olivieri

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