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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
11 dicembre 2008
Prima della fine della democrazia ( di Stefano Olivieri)

Liberazione oggi apre sullo sciopero generale, sul vaticano e le prostitute ; Il Manifesto sulla recessione, i signorsì di La russa ( le nuove regole di ingaggio) e di Berlusconi e la giustizia parla soltanto in quarta pagina. Insomma perfino all’estrema sinistra si dorme, eppure ci sarebbe di che ripristinare subito i comitati di liberazione nazionali dopo le ultime affermazioni di Berlusconi, che sull’onda dei consensi popolari ( dice lui il 68 % degli italiani) vorrebbe subito la magistratura inginocchiata all’esecutivo e perché no, anche qualche piccolo ritocco alla Costituzione, che magari gli consenta quel passaggio al Quirinale che lo metterebbe al riparo definitivamente dai fastidiosi processi che lo hanno inseguito, senza mai riuscire a raggiungerlo grazie alle leggi ad personam, per tutta la vita.

In Italia, continuerò a ricordarlo fino alla nausea ai più distratti, la maggioranza degli italiani ( circa 19 milioni di elettori) iscritti alle liste elettorali NON ha votato per Berlusconi. E probabilmente oggi una percentuale ancora più vasta vedrebbe certamente di buon grado una agenda delle emergenze del governo diversa, che invece della riforma della giustizia e del federalismo di Bossi si occupasse piuttosto della crisi occupazionale e dei gravi problemi economici delle famiglie. Malgrado questo, il premier è più arrogante che mai, irride alla opposizione parlamentare definendo il PD un covo di marxisti leninisti ( addirittura…!) e definisce il suo governo come il paradiso. Evidentemente per lui lo è di certo, perché mai prima d’ora si è vista una opposizione così inefficace. Il PD lontano da Di Pietro, l’UDC che torna a civettare con il premier, il sindacato diviso ( ed è vergognoso a questo punto, semplicemente vergognoso il rifiuto del PD di appoggiare lo sciopero nazionale CGIL previsto per domani ! ); la sinistra extraparlamentare semplicemente assente, anche sui quotidiani di riferimento non riesce più a volare alto nemmeno quando l’attualità lo imporrebbe, i forum online sono un battibecco inconcludente di tutti contro tutti, come se l’Italia che sta annegando stesse all’altro capo del mondo e non la riguardasse.

Evidentemente la matrix berlusconiana sta funzionando a dovere. Dai milioni di televisori disseminati nelle case degli italiani continua ad essere mandata in onda la buona novella del paese del mulino bianco, che sarà pure in crisi ma tanto c’è il cavaliere, l’uomo forte ottimista e capace, che si carica sulle spalle tutto e tutto risolverà, lasciamolo lavorare. Nessuno che tenti di interferire, di sabotare questo piano eversivo. Nessuno, dico nessuno, che riesca a capire due semplici cose. La prima : non è più tempo di divisioni, qui c’è un attacco alla democrazia così lampante che lo vedrebbe anche un bambino. Presto gli spazi di libero dissenso e di controinformazione saranno ancora più ristretti e il disagio, la rabbia a quel punto prenderanno altre strade, si ingrotteranno e nessuno potrà più controllarle. E’ dovere di tutti i democratici far si che ciò non avvenga, è dovere di tutti firmare una tregua a sinistra e serrare le fila.

Il secondo punto riguarda la strategia a breve termine, perché non c’è più tempo per volare alti, ci hanno già tutti nel mirino e ci strapperanno le ali prima di farci sparire nell’ombra. Occorre farsi vedere, è necessario che tutto il paese che soffre rialzi la testa e dica NO a questo destino criminale. La produzione in recessione netta, l’evasione fiscale ripartita alla grande, i diritti conquistati con il sacrificio e con il sangue calpestati e derisi; l’ambiente mortificato, siamo ormai i più brutti, sporchi e cattivi di tutto l’occidente. E soprattutto un paese umiliato, lacerato in due tronconi dal dio denaro che tutto corrompe e degrada. Non ci si può stare a tutto questo, perfino l’italiano comune buonista, molle e pastasciuttaro dovrebbe ribellarsi con forza.

La prima, e forse anche l’unica occasione prima della fine della nostra democrazia, se non la sapremo sfruttare adeguatamente, è lo sciopero CGIL di domani. Uno sciopero nazionale che avrà fin troppi motivi per manifestare, dalla strage sul lavoro fino all’ultimo proditorio attacco alla Costituzione italiana. Dobbiamo dare un segno, a noi stessi, al paese, al mondo intero di ciò che sta accadendo qui da noi. Dobbiamo farlo prima che venga superato il confine dell’ultima libertà di espressione, dobbiamo farlo subito e tutti insieme. Se i partiti non ce la fanno a riunirsi dovremo essere noi, padri di famiglia e madri di famiglia, lavoratori con mille problemi ma ammalati di democrazia, a caricarci ancora una volta di questa responsabilità. Lo sciopero si paga, è vero, ma ci sono valori che non hanno prezzo, provate a pensarci.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

6 dicembre 2008
Pacchi per poveri, istruzioni per l'uso ( di Stefano Olivieri)

 La tv rileva le ridondanze della crisi : i negozi vuoti, i consumatori abbottonati, i saldi camuffati che cominciano ben prima di Natale, infine il premier che riscopre – si fa per dire – l’antica arte di venditore e frusta il popolo : “Comprare, comprare, comprare fino all’ultimo saldo di fine stagione”. Perché l’Italia è solida, le imprese sono solide, le banche sono solide e così via. Insomma saremmo una specie di Fort Knox a sentire Tremonti, ma allora chissà perché questi timori di non piazzare i nostri bot, allora come mai si scopre che rischio pagato più caro in Europa è quello legato a una eventuale insolvenza del nostro paese ? Qualcosa non quadra, e fra le sirene governative che tubano soavi davanti ai supermercati e l’allarme del Censis – due famiglie su tre hanno ristretto bruscamente i consumi – è chiaro che la massa degli italiani si orienta verso una saggia prudenza. D’altra parte con questi chiari di luna chi ha poche risorse taglia sul superfluo per non essere poi costretto a rinviare una seduta dal dentista, e lo fa senza pensarci troppo su perché ormai le chiacchiere stanno a zero. Il partito del disagio cresce di giorno in giorno e la sua consistenza la si misurerà già il prossimo 12 dicembre, con lo sciopero nazionale CGIL. Ma intanto mi piacerebbe sapere :

1. Quanto è costato far stampare centinaia di migliaia di social cards, a partire dal disegno stampigliato ( anche il disegnatore bisogna pur pagarlo) per finire con il costo della ditta che fisicamente le ha prodotte;

2. Quanto costa ai contribuenti l’intervento dei CAF, e poi quello degli Uffici postali, in termini di ore lavorate esclusivamente per l’operazione social card.

3. Quanto è costato ( e chiederei anchein base a quali CRITERI DI TRASPARENZA E MERITOCRAZIA è stata effettuata la selezione dei punti vendita..) individuare i punti vendita autorizzati ad accettare la social card;

4. Quanto è costato predisporre nei punti vendita sopraccitati la lettura magnetica delle social cards alle casse.

Lo dico perché la platea degli aventi diritto è individuata in base a criteri ( età, reddito personale, etc.) che ad esempio sono già in possesso dell’Inps, che alla stragrande maggioranza dei richiedenti la social card ha già concesso l’assegno sociale o la maggiorazione sociale sulla pensione contributiva integrata al trattamento minimo. Sarebbe bastato estrarre questo tipo di dati e ricalcolare le pensioni interessate con il nuovo importo, e ci saremmo risparmiati una serie di costi aggiuntivi che il governo avrebbe potuto ( dovuto) trasformare in denaro in più per gli indigenti, vista e considerata la miseria ( un cappuccino al giorno non toglie il medico di torno) che gli va a dare. Però così, vuoi mettere che cosa significa avere in tasca un bancomat ? Lo puoi toccare, accarezzare e ricordarti ogni volta lo usi del governo amico…!

Per ciò che riguarda il bonus famiglie, finalmente è visibile ( e scaricabile) sul sito della Agenzia delle Entrate il modulo della richiesta e le istruzioni relative. Anche qui non è che ci sia da scialare, in particolare considerando la contrazione dei budget contrattuali soprattutto ne pubblico impiego. Come dire, con una mano ti rapinano e con l'altra poi ti fanno l'elemosina.  Con le dovute eccezioni naturalmente : i Brunetta boys, ovvero il personale dipendente della Presidenza del Consiglio ( e dunque anche del dipartimento della Funzione Pubblica, quello di Brunetta per l’appunto) hanno di che essere contenti in questo periodo di crisi. Per loro – e solo per loro, va sottolineato in neretto – a fronte del piccolo sacrificio dell’aumento di due ore lavorative settimanali, da 36 a 38 ( che comunque saranno subito risucchiate dalle varie tolleranze dovute alla nuova disciplina dei tornelli di controllo) , avranno un aumento cospicuo ( fino a 900 euro mensili) direttamente introdotto nella prima voce stipendiale, cioè sul tabellare utile anche per la pensione, derivante dal travaso diretto nello stipendio di quel salario incentivante che per tutto il resto del pubblico impiego sarà invece sospeso e non elargito ( dl 112) per il prossimo triennio, salvo ripristinarne una parte con nuovi criteri ancora non resi noti. Così mentre i Brunetta boys si beccheranno un aumento aggiuntivo mensile pari alla paga di un lavoratore precario, il resto dei dipendenti pubblici si dovrà accontentare di 70 euro lordi ( più o meno 40 euro mensili) sul già magro stipendio.

Riporto qui di seguito, per comodità di chi fosse interessato, i links utili per scaricare la richiesta di social card e di bonus famiglia. Le pagine sono quelle ufficiali dell’Agenzia delle Entrate. I pacchi per i poveri sono pronti, affrettatevi perché non ce ne sarà per tutti, ma soprattutto per i bonus famiglie non serviranno a comprare il panettone dati i tempi di rilascio previsti, quanto piuttosto la colomba pasquale. Nel frattempo, dice Berlusconi, siate ottimisti e sorridete, che fa bene alla salute.

SOCIAL CARD – MODULO DI RICHIESTA

SOCIAL CARD – ISTRUZIONI

Numero verde informazioni : 800.666.888

Numero verde per blocco carta in caso smarrimento : 800.902.122

BONUS FAMIGLIE – MODULO DI RICHIESTA

BONUS FAMIGLIE - ISTRUZIONI

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

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