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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
26 giugno 2010
MI FACCIO L'ISOLA ( di Stefano Olivieri)
 






Le barche, che volgarità. Adesso il nuovo trend per i ricconi planetari è farsi un’isola, con spiagge, rocce, alberi e isolani incorporati se ci sono. La Grecia, in grave crisi di liquidità, non ci ha pensato su tanto e ha già preparato il suo bel postalmarket di ben seimila fra isole e isolette, per tutti i gusti e tutte le tasche. Beh insomma, per tutte le tasche si fa per dire, visto che quella più economica costa un milione e mezzo di euro. Che comunque non sono tanto di più di un appartamento, se Scajola si fosse distratto un po’ di più può darsi che qualcuno gliene avrebbe anche ragalata una, al posto di quello squallido mezzanino da 900mila euro di fronte al Colosseo.

Comunque l’idea del governo greco rischia di trovare emuli qui da noi, che stiamo nel bel mezzo di una manovra finanziaria che punisce soltanto i poveri e non tocca i ricconi. Il popolo – anche quello di destra – comincia a mormorare parecchio e qualcosa si potrebbe muovere al governo. Bossi, sempre molto preoccupato del “territorio”, potrebbe ad esempio telefonare al ministro Tremonti, più o meno così :

Bossi : - Uè, Giulio, guarda che per la manovra ho trovato la quadra.. –

Tremonti : - E sarebbe…? Guarda che non c’ho tempo da perdere, qui abbiamo già raschiato il fondo del barile… -

Bossi : - Ma lascia perdere la calcolatrice e il barile. Ho una cosa da dirti che rimette tutto a posto, e fa anche terminare la caccia alle streghe scatenata dalla sinistra contro gli italiani ricchi ed evasori. –

Tremonti : Già ! Qualunque idea sia, Silvio non te la farà passare. Sai quanto tiene lui al suo elettorato…-

Bossi : - Ma se è stato proprio lui a suggerirmela… -

Tremonti : - Ah beh, potevi dirlo subito, no ? Di che cosa si tratta ? –

Bossi : - Silvio si compra la Sardegna e sana lui il bilancio … -

Tremonti : - Magnifico ! E quando…? –

Bossi : - Subito. Il tempo di dettare un paio di regolette a Bonaiuti per la stampa…-

Da indiscrezioni provenienti dall’idraulico di palazzo Grazioli apprenderemmo che queste regole sono state già trascritte nella bozza di un ddl che avrà precedenza assoluta in Parlamento. Il titolo del provvedimento è “Norme per il demanio marittimo nel mar tirreno”, piuttosto generico, ma al suo interno c’è il passaggio dallo Stato italiano a una società anonima ( la “Vincenti Imprenditori Grassi Associati Ricchi Anonimi”) dietro la quale si cela il premier. La società V.I.A.G.R.A. rileverà tutta la regione Sardegna compresa la Maddalena, così sarebbe risolto alla radice anche il fattaccio del mancato G8.

Circa le norme contenute nel provvedimento, spiccherebbe certamente l’estradizione immediata dall’isola di tutti gli abitanti con cognome Zappadu e l’obbligo per la popolazione femminile dai 18 ai 60 anni di indossare un burqa completamente trasparente.

Il premier pretenderebbe anche che tutta l’isola venga considerata residenza di stato e dunque sia perennemente protetta da tutta la flotta militare italiana. In cambio prometterebbe di sanare tutti i buchi di bilancio lasciati dalla sinistra fino alla fine della attuale legislatura, purchè siano nel frattempo azzerati tutti i partiti dell’opposizione e i sindacati non appecoronati, e la gente non mugugni più per le strade e nelle piazze e si mostri invece sorridente e felice ogni volta che compare una telecamera di Rai o Mediaset.

Il vicerè Cappellacci, non appena appresa la notizia, potrebbe così commentare :

- Era ora che qualcuno mi tirasse fuori dai casini –

Speriamo non accada sul serio, perchè al peggio non c'è mai fine, qui da noi.


Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

POLITICA
3 maggio 2009
L'Italia di "papi" Silvio
 



Mamma mia, non scrivo da una settimana o poco più ed è cambiato il mondo. Le badanti europee di Silvio e il ciarpame di Veronica, la febbre suina e la pandemia, la Fiat che si compra la Chrysler e ora forse anche l’Opel, il tunnel della crisi che – dicono – mostra già un puntolino di luce in fondo, e infine il primo di maggio con i suoi canti, le sue bandiere e le sue speranze. Quanta carne al fuoco.

Macchè. A ben vedere è la solita ordinaria amministrazione. Silvio “papi” Berlusconi è sempre lo stesso di prima, può darsi soltanto che la sua passione per la gnocca stia subendo l’ennesima recrudescenza, il che è tipico dell’età senile : più si va avanti negli anni e più ci si allontana dalla sponda di una gioventù che non ritorna, neanche a seppellirci in un mare di viagra. Il premier vuole i suoi candidati benvestiti e le sue candidate ben svestite, e allora ? Ci stupiamo per questo dopo che ci ha abituato a ben altre stramberie ? E’ lui il presidente del consiglio, se ha deciso così e gli alleati son d’accordo ( e ti credo : chi gli si mette contro è fuori) vuol dire che l’Italia va avanti così, con le poppe al vento invece che con il vento in poppa, e infatti gli indicatori economici vanno sempre più giù, il prodotto interno lordo pure e solo l’inflazione tende a risalire, segno che i commercianti nella guerra dei poveri che si è accesa nel nostro paese non vogliono certo finire ultimi e raschieranno la botte fino all’ultimo euro, che ci pensino i dipendenti a fare solidarietà.

Il governo alla fine ha ammesso che per tutto il 2009 non c’è trippa, la nave continuerà ad affondare fino a -4,2 % ( Tremonti sotuttoio a luglio 2008, dopo aver licenziato una legge finanziaria dove diceva di aver previsto e risolto il futuro del mondo, aveva previsto un -2 %) e i poveri sempre più poveri continueranno a sopportare il peso di una crisi che ha fin qui salvato le rendite da capitale, i furbetti del quartierino, i mazzettari e i concussi, i falsificatori di bilanci. Il terremoto ha sconquassato l’Abruzzo ma la crisi ha terremotato l’intera Italia e papi Silvio che fa ? Promuove Michela Brambilla a ministro del turismo italiano, forse promuove Fazio alla Salute ( una bella figura di merda andare agli ultimi consessi sulla febbre suina e scoprire che il nostro paese manco ce l’aveva, un ministro della sanità…), infine promette il suo sì al referendum Guzzetta ( così poi fa una bella crisi pilotata, raddoppia deputati e senatori e amen, è pronto per l’incoronazione al quirinale).

Ah, quasi dimenticavo. L’infaticabile “papi” ha anche spostato il G8 dalla Sardegna all’Aquila. Tanto i fondi adoperati saranno sempre gli stessi, i senza fondo f.a.s., le risorse per le aree svantaggiate del nostro disperato paese. Ora in Sardegna nell’oceanico centro congressi in costruzione alla Maddalena ci faranno un bel museo delle cere, a testimonianza imperitura di come anche un popolo fiero e sospettoso come quello sardo possa darsi da solo una bella martellata sulle gengive.

E andiamo avanti così poveri noi. Speriamo soltanto che la crisi non faccia chiudere la gioielleria Damiani, altrimenti papi non potrà rifornirsi di una adeguata scorta di collier con diamanti per le sue tante figliette adottive sparse per la penisola.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

26 novembre 2008
FINE DEI GIOCHI (di Stefano OLivieri)
 



In Sardegna il dalemiano Cabras fa lo sgambetto sull’emendamento alla legge urbanistica a Soru, che finisce per dimettersi. Da Floris a Ballarò un Rutelli spericolato si avventura in un abbraccio patriota anticrisi con la PDL – “…. Dai, stasera facciamo un accordo…. Dai Lupi, parla con la Moratti e fai intitolare una strada a Biagi a Milano..”. Altrove, un Villari (telecomandato ? E da chi veramente..?) presidente della commissione di vigilanza va avanti imperterrito nella sua fiction di bravo soldatino delle istituzioni, strafregandosene dell’espulsione dal partito e piuttosto adagiandosi sulla immoral soasion delle facce di tolla del PDL, che dopo aver fatto carne di porco delle istituzioni in ogni dove oggi all’improvviso diventano cauti e rispettosi delle prerogative del neopresidente della vigilanza. Infine Latorre, che a quanto mi risulta è ancora dentro il partito e addirittura rivendica le sue ragioni.

Ma che cosa è, un brutto film ? Forse che quando si diceva che il PD era un partito inclusivo si doveva intendere anche questo, che ci saremmo dovuti sorbire tutto lo sconsiderato shopping preelettorale della Margherita ante PD, quando Rutelli dopo aver smesso la dieta di pane e cicoria ha aperto le porte alla politica più deteriore per acquistare peso nel nuovo partito ? Siamo ancora a questo punto, che dopo aver sciolto il più grande partito della sinistra e averlo fuso con gli eredi della DC , dopo aver fatto le primarie per eleggere prima Prodi e poi Veltroni in nome di una sintesi necessaria per vincere, dopo infine aver sacrificato sull’altare della innovazione del PD anche due milioni e passa di italiani di sinistra che non hanno neanche un loro rappresentante in parlamento, adesso ci ritroviamo in mezzo alla palude con la spiacevolissima sensazione di non poterci fidare più nemmeno l’uno dell’altro ?

E con tutto questo casino il congresso si rimanda a settembre del 2009 ? Un congresso, sia ben chiaro, che la gente comune che ha votato PD non pretende soltanto per cacciare questo o quello dal partito. Gli uomini e le donne eletti (……..) a nostri nostri rappresentanti sono soltanto una parte del problema, e nemmeno la più importante. Il punto vero da discutere, anzi da ridiscutere a fondo, è la strategia del maggiore partito italiano in questo momento di tremenda crisi per il paese. Una strategia che non può esaurirsi nella scelta di stare con Di Pietro e con la sinistra ovvero con l’UDC, pwerchè ripeto, non sono le teste che contano, non sono i Rutelli, i Casini, i Di Pietro e i Dalema in più o in meno che faranno davvero la differenza. La differenza la fa una lettura sana, consapevole, disincantata della situazione che si sta vivendo. A differenza vera la fa la capacità di trasformare questo iceberg di problemi in una opzione di crescita in cui tutti, dal cittadino più povero ed escluso fino al riccone più bastardo e antisolidale, tutti nessuno escluso riescano a percepire che il loro personalissimo contributo sarà importante per riportare su il paese. Occorre rialzare le spalle e non farsi intimidire, serve capire fino in fondo che è questo e non altri il momento in cui la vera necessità fa vera virtù, senza trucchi e privilegi per nessuno.

O si diventa onesti in Italia, con le buone o con le cattive, o non ce ne sarà per nessuno, la festa è finita. Poco conta se al momento sia la destra o la sinistra al governo, la crisi è davanti a noi e va affrontata perché ha già iniziato a divorarsi le famiglie. Se Berlusconi ritiene di avere le palle per affrontarla davvero, non certo con i pannicelli caldi che ha mostrato finora, ebbene lo faccia subito, altrimenti rassegni le dimissioni immediatamente e ceda la mano a un qualsiasi governo tecnico di solidarietà nazionale che imbocchi la strada giusta, quella di salvare intanto le famiglie che stanno affogando, dagli operai fin quasi a tutto il ceto medio. Inutile mettere la testa sotto la sabbia, inutile demonizzare lo sciopero del 12 dicembre, ben presto non riusciremo a distinguere un giorno di sciopero da un giorno di lavoro perché i mille fuochi accesi nel paese si vanno saldando in un unico spaventoso incendio.

Se vogliamo che la legalità continui a guidarci in questo difficile passaggio, dobbiamo prima di tutto chiedere al PD maggiore lealtà e trasparenza nei confronti del suo popolo. Basta giuochi, è finita la ricreazione. Walter, se ci sei ancora batti un colpo, ma forte stavolta.

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