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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
14 agosto 2012
ILVA, LO STATO GARANTISCA LAVORO E SALUTE (di Stefano Olivieri)
 

Che cosa può mai desiderare un lavoratore, non soltanto di Taranto ma di qualsiasi città italiana o del mondo? La risposta non è difficile: un lavoro retribuito secondo la legge, decoroso e sicuro, nulla di più. La fatica ce la mette lui, lo stipendio il padrone e le garanzie lo Stato. E che cosa può desiderare la famiglia di quel lavoratore, se non avere una casa, possibilmente non distante dal posto di lavoro perché anche la mobilità logora, in una zona non degradata, non inquinata, non avvelenata da quello stesso padrone che stipendia il capofamiglia?

La scelta sull’Ilva di Taranto dovrebbe paradossalmente essere, soprattutto per il nostro governo tecnico, la più semplice di tutte. C’è il dato, scientificamente certificato, di un avvelenamento in corso da decenni, con dati di mortalità anche infantile a dir poco allarmanti. E l’indagine della Magistratura ha ricondotto le responsabilità all’ILVA, la fabbrica che produce acciaio, roba cioè che serve e continuerà a servire per la ripresa e lo sviluppo dell’intero paese. La soluzione è terribilmente semplice: l’ILVA deve ammodernare i suoi impianti per metterli a norma ( non italiana: internazionale) per poter consentire la ripresa del lavoro in condizioni di sicurezza ( per i lavoratori e per gli abitanti che vivono lì intorno). Ci saranno da spendere dei soldi evidentemente, denaro risparmiato dall’Ilva nei decenni scorsi in mancate opere di adeguamento, sulla pelle della gente. Ci vorrà del tempo per sistemare tutto ma pianificando l’operazione sarebbe possibile, step by step, consentire una ripresa produttiva in quelle aree già sottoposte a controlli e a manutenzioni. E anzi i lavoratori stessi potrebbero essere coinvolti in questa operazione di bonifica, opportunamente equipaggiati e informati.

E quando mastro lindo avrà terminato le sue operazioni, tutta la fabbrica riprenderà l’attività e l’aria di Taranto sarà finalmente pulita. Così si deve fare, qualsiasi altra soluzione è contro la legge e qualsiasi governante di un paese democratico non dovrebbe neanche prenderla in considerazione. Nel frattempo alle famiglie rimaste senza stipendio saranno corrisposte prestazioni a sostegno del reddito e le risorse necessarie dovranno provenire dall’Ilva stessa, che è l’unica responsabile del blocco degli impianti non a norma, e dal governo italiano, che piuttosto che piangere miseria dovrebbe varare una buona volta quella tassa patrimoniale che tutta la gente onesta si aspetta.

È così che si fa, professor Monti.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


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permalink | inviato da Stefano51 il 14/8/2012 alle 11:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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