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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
22 giugno 2011
LEI NON SA CHI SIAMO NOI (di Stefano Olivieri)
 

Egregia Direttora della Rai,

quando recentemente – e con voto unanime del c.d.a. – è stata designata a sedersi nella poltrona che già fu di quel Masi che prendeva ordini ( e anche spesso pesci in faccia) direttamente dal premier Berlusconi, pensammo che forse qualcosa sarebbe cambiato.

Pensavamo – ma ci sbagliavamo – che per il semplice fatto di essere donna ma adulta ( ci perdoni se abbiamo origliato sulla sua data di nascita) e dunque fuori dall’attuale cerchio rosso della pruderie presidenziale, che come è noto privilegia la carne fresca, pensavamo dunque che una donna potesse almeno provare a condurre la tv di stato fuori dal binario morto.

Pensavamo insomma, cara Lei, che una anticchia infinitesima di quell’orgoglio femminile nostrano, tanto vilipeso e immiserito dai bungabunga prezzolati e dalle seratine eleganti che uniscono ninfette compiacenti a vecchi bavosi, ebbene un po’ di quell’orgoglio fosse giunto, trasportato dal vento di questi mesi, perfino nella sua stanza.

Invece non è così, non è per niente così. Anche lei, cara Lei, è una schiava. E per una donna essere in condizioni di schiavitù di Berlusconi è, come dire, molto più impegnativo e rimarchevole. Lei capisce di che cosa si parla, vero?

Perché schiava? Perché anche lei non si pone minimamente il problema se non etico ( cedere alle pressioni politiche di un premier che è anche proprietario di Mediaset, il più accanito concorrente Rai), almeno economico: che senso ha infatti, per la sopravvivenza dell’azienda che ora lei dirige al massimo livello, continuare a sottostare, dai palinsesti agli organigrammi, a qualsiasi capriccio di Berlusconi ? Nessun senso cara Lei, se non quello appunto di essere platealmente sottomessa, schiava, serva sciocca di un padrone e non bensì dirigente al massimo livello della prima azienda nazionale di informazione televisiva.

Se dunque le cose stanno così, cara Lei, proceda pure come vuole con la sua operazione di bonifica terminale. Eradicato Santoro continui pure con la Gabanelli, con Fazio, con Floris e con chi altro desidera non lei, ma lui, ben inteso, e sa di chi parlo. Continui a far avanzare in carriera Farfallina Petruni, tanto sappiamo, non abbiamo mica la sveglia al collo. Lei non sa chi siamo, e soprattutto quanti siamo NOI, cara Lei.

Verrà il momento, vedrà cara Lei. Verrà il giorno in cui anche lei, e voi tutti minzoliniani e giornalai embedded di mammarai, prenderete un bel traghetto obbligatorio per mediaset. Sempre che ci sarà ancora, mediaset. Perché la prossima volta, per il bene dell’Italia, non si dovranno fare prigionieri.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

17 marzo 2010
ELEZIONI AL BUIO (di Stefano Olivieri)
 

Si è già capito, al prossimo voto regionale l’Italia ci andrà giocando a mosca cieca. Gli elettori senza informazioni sui programmi, senza dibattiti televisivi, senza neanche le promesse tribune elettorali in sostituzione, dovranno da qui al 29 trovare la via del voto da soli, a occhi chiusi, spintonati in continuazione da cortei e manifestazioni, storditi dalle urla di chi stando al governo, dopo aver chiuso le tv e mandato gli ispettori a Trani, ora invita a scendere in piazza per il diritto alla privacy (mai sentita una cosa del genere, è proprio vero allora che la politica sta cambiando..).

Elezioni faidatè insomma, e chi non saprà industriarsi e deciderà di restarsene a casa o magari andare al mare ha già illustri approvazioni, come quella di Montezemolo, che aspetta anche lui al varco con la sua formazione Italiafutura. Si fonderà con quella di Fini, dopo il voto ? Chi lo sa, tutto è ormai possibile, ogni congettura, nel buio totale in cui sono lasciati i cittadini elettori, merita credito.

Berlusconi però resta lo stesso molto preoccupato. Perché questo buio in realtà mortifica la sua esigenza di verificare il flusso di amore proveniente dai suoi elettori. E lui stesso vorrebbe dare, dare, dare di tutto e di più, perché un regalino, anche farlocco ma molto bene incartato fa sempre la sua porca figura, ha sempre il suo valore se consegnato un paio di giorni prima del voto. Ma l’ICI è stata tolta, i rifiuti di Napoli sistemati a dovere e anzi ricominciano a spuntare, gli aiuti a disoccupati e cassintegrati già finiti (anche perché le regioni hanno terminato i soldi da anticipare). Potrebbe lanciare il piano gnokka per i giovani, ti iscrivi e voti PDL e ti diamo un kit gratuito di 20 voucher (buonignokka) da consumare al Salario sportvillage, scegliendo nell’elenco di 350 escort già noto. Potrebbe regalare un bonus energia alle popolazioni italiane nel cui territorio saranno costruite, con tanto di vigilanza armata a spese nostre, le nuove (???) centrali nucleari. Grazie all’innovazione infatti le popolazioni limitrofe ai siti nucleari diverranno fosforescenti e non avranno bisogno di alcuna illuminazione notturna.

Ma in realtà il premier è a corto di idee perché Tremonti gli ha aperto il borsellino statale mostrandogli il vuoto assoluto : la botte è stata raschiata a dovere e se Berlusconi vuol davvero fare regali, li deve fare di tasca sua. Poveretto, fra l’assegno di mantenimento alla moglie e il debito con De Benedetti ha già un sacco di buffi da riparare, se ne lamenta perfino in una telefonata intercettata. E’ proprio disperato, che aspettiamo ad aprire una colletta per lui e per il ministro cloquard Tremonti, precipitato da 4,5 milioni di euro dichiarati nel 2007 ( ammàppela quanto guadagnano i commercialisti) a 39mila euro nel 2008.

Berlusconi ha chiesto 500mila innamorati a piazza san Giovanni il 20 marzo. Ma non saranno troppi per lui ? Si vede che Scapagnini lo ha ben rifornito di caramelline azzurre.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

15 febbraio 2010
La Bigazzata ( di Stefano Olivieri)
 
Caro Bigazzi, in tempo di guerra si faceva certo anche ben peggio che mangiare i gatti, ma il fatto che oggi in una trasmissione leggera di culinaria e non, ben inteso, in un dossier storico dedicato agli anni 40, e per di più sulla televisione di stato ci sia qualcuno che, per puro intrattenimento ( perché preferisco ...pensare questo, altrimenti sarebbe anche peggiore il mio giudizio su di lei) decida di descrivere la ricetta del gatto in salmì, ebbene questo mi fa non solo orrore, ma mi da la cifra dell’abbrutimento culturale di questo paese.
E che lei non si vergogni, non si penta neanche un po’ della sua sciaguratezza, da la misura di come la televisione di Stato spende allegramente le sue risorse ( meglio : le nostre risorse, di noi abbonati) con persone della sua fatta. Devo ammetterlo, lei non mi è stato mai simpatico, neanche prima, quando si limitava ad elogiare - non so onestamente con quanta competenza - vini e formaggi. Ma adesso che ha passato il segno, spero ardentemente che il suo contratto venga disintegrato.
A non più rivederci.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/
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